I test INValSI

In questi giorni anche noi genitori di bambini della scuola primaria, in particolare delle seconde e delle quarte, sentiamo parlare dei test INValSI, che verranno "somministrati" ai bambini nel mese di aprile. 

L'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema d'Istruzione è un ente pubblico sottoposto alla vigilanza del MIUR (Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca) e si occupa di valutazione e ricerca sull'educazione e la didattica con lo scopo di creare un servizio di valutazione del sistema scolastico. 
Il gruppo di lavoro, incaricato di predisporre la valutazione del sistema scolastico, è partito un paio d'anni fa su base volontaria. Quest'anno le classi II e IV della primaria, le I della secondaria di primo grado, e le I e le III della secondaria di secondo grado saranno coinvolte nelle prove dei test INValSI. In sostanza tali prove dovranno provvedere alla valutazione del sistema scolastico per l'anno scolastico 2004/2005 e degli apprendimenti, misurare scuola per scuola il grado di raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal MIUR e consentire l'individuazione di eventuali punti critici rispetto agli obiettivi prefissati . 

In particolare, per le classi della scuola primaria, le prove saranno dei test a risposta multipla con tre alternative e riguarderanno l'italiano (comprensione globale e particolare del testo, conoscenze lessicali), la matematica (quesiti a scelta multipla ) e le scienze. Fa parte degli strumenti di indagine anche un questionario per la rilevazione delle attività svolte dalle scuole, che raccoglie informazioni per riscontrare il grado di attuazione del Piano di Offerta Formativa. Ogni scuola ha un coordinatore e i somministratori saranno gli insegnanti della scuola, ma non esamineranno i bambini della propria classe. 

Molte polemiche sono sorte in questo periodo sulla validità di test così predisposti, sulla modalità di somministrazione, nonché sul possibile utilizzo delle informazioni raccolte. Ci si preoccupa, per esempio, che le prove siano puramente nozionistiche e che non tengano conto della modalità di apprendimento dei bambini. Il fatto stesso che sia un altro insegnante a somministrare i test non considera che imparare per bambini di quell'età è strettamente connesso al rapporto con l'insegnante, e che quindi non può essere valutato da un siffatto test.

Le critiche si basano più su questioni di questo tipo che sulla reale necessità di indagare sullo stato della nostra scuola. Una ulteriore preoccupazione è che queste prove possano essere utilizzate per stilare graduatorie in base ai costi/benefici; in questo caso risulterebbe fortemente penalizzata la scuola "costosa" con tempo pieno, compresenze, sostegno, magari situata in posti con alti livelli di immigrazione e disagio sociale. Sono dubbi che noi genitori ci poniamo, dato che non è facile interpretare i numerosi documenti che riguardano l'attuazione e gli scopi di questi test. 
E' importante poter valutare con prove oggettive il sistema scolastico italiano, a nostro avviso, ma siamo convinti che questo strumento non sia il più adatto per valutare gli apprendimenti e il sistema 
organizzativo della ex scuola elementare.

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autore: Alice Miller (traduzione di M. A. Massinello)

editore: Bollati Boringhieri

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