Educazione alimentare: è colpa dei media?

Secondo l'OMS, l'obesità interessa 300 milioni di adulti nel mondo, ed è in costante aumento nei bambini. Negli USA una persona su tre è obesa, il doppio di trent'anni fa, e ogni anno il sovrappeso è associato a 400.000 decessi. La situazione in Europa non raggiunge i livelli da allarme sociale, ma in Italia il 36% dei bambini è sovrappeso, e il 15% della popolazione è obesa. 

Le cause individuate sono molteplici, intrecciate fra loro: dal progresso tecnologico che riduce la necessità di lavoro fisico, al benessere, alla televisione. Quest'ultima colpevole, insieme alla carta stampata, di veicolare il martellamento pubblicitario verso acquisti alimentari non equilibrati, e di non "informare" adeguatamente le persone. Ma sono realmente responsabili i media delle nostre abitudini? Secondo il rapporto sull'informazione alimentare in Italia, promosso dal Ministero delle Attività Produttive in collaborazione con Indicod e Federalimentare, il nuovo consumatore, consapevole dei forti legami tra alimentazione e salute, attende messaggi da parte dei mezzi di comunicazione, dalle aziende, dalle Associazioni e dalle Istituzioni, che siano capaci di soddisfare curiosità ed esigenze. Dallo stesso rapporto, però, si evince che il vero problema, oggi, non è la quantità dell'informazione, ma la qualità del trattamento e la sua collocazione. Molto diffusa risulta, infatti, una comunicazione superficiale, territorio dell'estetica, dove imperversa la banalizzazione, e dove si diffonde una cultura "cosmetologica" che illude le persone di poter aggirare le tappe biologiche. Questo ha un corollario estremamente negativo: induce la sensazione che chi non si adegua è un peso per gli altri. In effetti, i network televisivi fanno ancora fatica a superare l'immagine dell'alimentare come supporto al varietà (basti pensare alle varie rubriche con il cuoco "di grido" che propone ricette irripetibili) o protagonista di scoop scandalistici; al contrario, la stampa quotidiana, e solo in parte anche la periodica, stanno abbandonando il "sensazionalismo" per offrire risposte reali alle richieste dei consumatori. Insieme all'offerta di informazione alimentare più completa ed approfondita si segnala, infatti, sulla carta stampata, un incremento dei servizi dedicati, con un forte interesse per la qualità dei prodotti, ma anche per la specificità dei cicli produttivi, per la sanità e la sicurezza alimentare. 

Purtroppo, nonostante questo tipo di comunicazione cerchi di distinguersi per la capacità di fornire informazioni credibili e scientificamente fondate, spesso manca proprio dei riferimenti alle pubblicazioni scientifiche, e comunque l'immagine della scienza proposta segue un rapporto causa-effetto per cui ogni nuova notizia non è la conseguenza di una serie di ricerche svolte negli anni, ma sovverte tutto quello che finora si credeva, e lascia il lettore ignaro dei dubbi e delle incoerenze che si trovano dietro ogni affermazione scientifica.
Possiamo accontentarci?

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Facciamo i colori!

Se dipingere, colorare e "pasticciare" sono tra le attività preferite di ogni bimbo, immaginate quanto divertimento nel realizzare da soli i propri colori?

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Guida al consumo critico

"Il consumo critico e grandi campagne di sensibilizzazione hanno indotto varie imprese a imboccare la strada della responsabilità sociale e ambientale. Ma ancora troppe continuano a violare i diritti umani, sfruttando i piccoli produttori del sud del mondo, volendo imporre gli organismi geneticamente modificati, sostenendo regimi oppressivi, finanziando guerre, rifornendo eserciti. Ecco la necessità di informarci per fare sentire alle imprese tutto il nostro peso di consumatori che dicono no a comportamenti irresponsabili. Questa guida aiuta a stabilire su quali prodotti far ricadere le scelte d’acquisto, per indurre le imprese a comportamenti migliori, perché il consumo ha su di esse potere di vita o di morte."

Autore: Centro Nuovo Modello di Sviluppo
Editore: EMI

Ti mangio!

Mentre si avventura in bici per i boschi, insieme alla sorella Sara, il piccolo Leo viene inghiottito all’improvviso da un grande e pelosissimo mostro: il temibile INGHIOTTONE dei BOSCHI!

Sara, senza perdersi d’animo, si lancia all’impazzata sulla sua bicicletta in un’operazione di soccorso ma proprio mentre sta per raggiungerlo, quel tondo mostro vorace viene inghiottito a sua volta da un mostro ancora più grande: un enorme GNAMMETE ALATO! Sara non si dà per vinta, accelera sulla sua bicicletta, ma mentre sta per raggiungere lo Gnammete Alato, un gigante ACCHIAPPONE MARINO balza fuori dal mare e se lo pappa in un sol boccone!

Ma non può immaginare che un mostro ancora più grande, il celebre SLURPANTE SPINATO, abbia già messo gli occhi su quell’enorme e prelibato... ehm... bocconcino marino!

Come farà Sara a tirar fuori Leo da tutte quelle voraci fauci?! E sembra non esserci mai fine, perché ecco balzar fuori perfino un immenso e affamatissimo ZOMPONE DAI DENTI A SCIABOLA!

Ora basta! Bisogna intervenire! E con astuzia e intraprendenza i due fratellini riusciranno a trovare una soluzione davvero geniale! I mostri, anche quelli più grandi, sono avvisati: mai sottovalutare l’intelligenza, la fantasia e la furbizia dei bambini!

Il libro, TI MANGIO! di John Fardell, edito in Italia dal Castoro, ha vinto come Miglior libro nella sezione “Crescere con i libri” nell’ambito della 4^edizione del premio Nazionale Nati per Leggere (Miglior libro per bambini tra i 3 e i 6 anni, relativo al tema "Il coraggio"), con la seguente motivazione:

Per la scintillante inventiva che dimostra come chi ha coraggio sa tenere gli occhi ben aperti sulla realtà senza chiudere quelli della fantasia.

 

autore: John Fardell

editore: Il Castoro