Le punizioni servono?

Il problema è spesso dibattuto, ma quasi sempre i genitori sono concordi: una punizione ci vuole, magari non si sa quale e di che entità, ma a volte può sembrare l'unico sistema per farsi ascoltare. Dove falliscono le parole, dove non arrivano le urla, arriveranno i fatti?



Per prima cosa stabiliamo che cosa è il castigo per noi: il ricatto "se non studi non guardi i cartoni", per esempio, è una punizione o la naturale conseguenza di una (mancata) azione? Forse occorre risolvere il problema a monte, prima di arrivare a frasi fatidiche come questa, che a volte ci portano a intraprendere azioni drastiche la cui mancata osservanza mette a repentaglio la nostra credibilità.

Siamo una famiglia, un gruppo di persone che vivono secondo alcune regole. Benissimo, queste regole le stabiliamo insieme, adulti e bambini, a priori. Poche cose semplici ma assimilabili fin da piccoli. Ecco che il ricatto non è più necessario. E che cosa succede a chi trasgredisce? La fermezza, fin da piccoli, dolce ma decisa aiuta nel ripetere la regola, soprattutto se essa è adatta all'età e facilmente comprensibile. Tant'è vero che raramente si vede un bambino di sei anni scappare dalla mamma o mettere un dito nella presa. Un po' perché ormai capisce, un po' perché fin da piccolo se lo sente ripetere. Un semplice esempio è quello di alcuni bimbi attentissimi a non buttare cartacce per terra e a rispettare l'ambiente che poi lasciano la loro stanza come un campo di battaglia. Il loro comportamento rispecchia le priorità dei loro genitori, che evidentemente fin da quando i bimbi erano piccoli hanno privilegiato il rispetto per l'ambiente e forse trascurato un po' l'ordine della casa.

Se per noi è importante far capire intimamente che cosa si può fare e che cosa no - nel rispetto degli altri, dell'ambiente e nel contempo di se stessi - forse usare le punizioni non è la strada giusta. Vorremmo crescere delle persone che agiscono non per paura di sanzioni ma con la libertà di sapere che cosa è bene e che cosa non lo è. Poi è naturale che esistano casi - rari si spera - in cui queste sanzioni vanno applicate, se non altro per un senso di giustizia molto radicato negli altri bambini della comunità (classe o famiglia che sia) che hanno condiviso e interiorizzato le regole. Queste punizioni non devono essere mai frustranti, e non si devono utilizzare il cibo o la televisione, che assumerebbero un significato sbagliato in questo contesto. Dovrebbero essere utili e costruttive (trovarne è una bella sfida), soprattutto se il bambino è in grado di capirne il significato. D'altra parte, se il bambino non ha l'età per capire, la punizione non ha più neppure questa ragione d'essere.

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DIVERGENT

Ho sempre adorato i libri per gli adolescenti, ma ultimamente ho sviluppato un nuovo amore per una serie in particolare. Divergent, é il primo dell’omonima trilogia di libri di Veronica Roth. Popolarissima tra i giovani, é l’ennesima serie di libridistopici. O almeno credo si dica così...non conoscevo questo termine finché mia figlia Penelope ha iniziato a leggere questo nuovo genere di romanzi. Utilizzando un linguaggio ed una classificazione ‘tradizionale’ potremmo definirli romanzi di fantascienza, con delle sfumature di significato un pò particolari. Ambientati nel futuro, offrono la rappresentazione di una società fittizia nella quale alcune tendenze sociali, politiche e tecnologiche avvertite nel presente sono portate a estremi negativi. Il padre di questo genere potrebbe essere considerato1984(G. Orwell) oFahrenheit 451(R. Brandbury). The Hunger Gamesne é un’altro esempio contemporaneo popolarissimo, già diventato un cult.

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Il sogno ostinato. Lettere dall'Africa

È la raccolta di lettere che l'autrice ha scritto a familiari e amici durante i suoi soggiorni in Africa come cooperante.

Un'analisi del problema Africa diversa dal solito, non permeata dal solito pietismo misto ad esaltazione che accompagna i racconti delle missioni umanitarie. Al contrario, il libro è molto lucido e critico ma contemporaneamente appassionato e empatico.

autore: Silvia Montevecchi

editore: Terre di Mezzo