Giocare con l'acqua

È un peccato non sfruttare il potere tranquillizzante dell'acqua per calmare e tenere buoni i nostri piccoli per un tempo sufficiente a sbrigare alcune faccende.

Anche chi teme il bagnetto ed è spaventato al solo pensiero di immergerci un piedino accoglie di solito con favore l'idea di fare pasticci con l'acqua. Si sa che molte mamme non vedono di buon occhio il fatto che il figlio si bagni, ma in fondo un bimbo felice e qualche minuto di tranquillità possono far sopportare qualche disagio.

Fa caldo? E allora: bidet pieno d'acqua con pupazzetti che fanno il bagno e pentolini di plastica che galleggiano. Beh, non proprio pieno d'acqua, bastano poche dita per far sì che il pesciolino nuoti, la bambolina faccia il bagno o la tazzina si riempia. È davvero una soluzione miracolosa quando si ha un figlio particolarmente alterato o nervoso. L'acqua è preziosa anche quando si torna a casa stanchi, con un bimbo che ha fame e sonno: invitandolo a lavare le mani al pupazzo, lui si tranquillizzerà molto, un po' per l'effetto pupazzo, un po' per l'acqua stessa.


Un'altra idea: se avete un balcone, sistemateci un po' di pentolini, riempiteli d'acqua e date ai bimbi cose che galleggiano e cose che vanno a fondo. Loro provano, tentano, travasano. E si bagnano, naturalmente. Ma non prenderanno il raffreddore per questo. Un altro gioco - che però richiede collaborazione, oppure va fatto con bambini più grandicelli - è quello di riempire d'acqua delle bottigliette di plastica aggiungendo brillantini, sabbia o striscioline di carta stagnola sottilissime per creare le "pozioni magiche", magari tingendo l\'acqua. L\'importante poi è sigillare bene le bottiglie.

Infine, è il momento di lavare i giocattoli, come le bambole e i pupazzi di plastica: l\'impegno dedicato per questa operazione supera di gran lunga il grado di sporcizia dei giochi. Spesso capita infatti che arrivino in pieno inverno, con la richiesta "mamma posso lavare le bambole?" con tanto di shampoo, lozioni o altro. Certo, il pensiero del bagno da ripulire può frenare gli entusiasmi, ma la calma in casa e il tempo per sé ripagano la fatica. E poi, diciamocelo, questi giochi non creano più disordine e sporco rispetto a tempere, colori o didò, ma il grado di creatività e inventiva può essere tutto sommato paragonabile.


Paola Crisafulli

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L'ombra del vento

"Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra."

Un'ottima opera prima, di questo scrittore che finora si era cimentato solo nella narrativa per bambini; un libro che, uscito in sordina, è diventato un best-seller grazie al passaparola dei lettori. Un romanzo a tratti inquietante, che mescola mistero, Storia e vita vissuta; e che ha, soprattutto, un grande pregio: è sempre coerente alla trama e ai riferimenti. Ogni rimando, ogni indizio, alla fine trova una sua collocazione, ogni mistero ha una spiegazione, ogni rapporto una sua conclusione. Bellissime le descrizioni di una Barcellona cupa, invernale e lontana dall'idea che si può avere di questa città, vittima di un triste dopoguerra ed un ancor più triste strascico del regime. Ancor più belle, seppur drammatiche alcune, le descrizioni delle coppie: coppie di padri e figli, coppie di amici, coppie di fidanzati, e degli intrecci che li legano.

Da leggere d'un fiato, e rileggere con calma una seconda volta.

autore: Carlos Ruiz Zafon

editore: Mondadori

Rosi e Moussa

Rosi si è appena trasferita in città con la sua mamma, in un grande palazzo, molto alto, pieno di scale e di vicini che sembrano scontrosi. Non si farà mai degli amici, lo sa già!

E invece arriva Moussa: grande giacca, cappello sempre in testa, tanti fratelli, e un cane che in realtà è... un gatto. Il loro incontro nasce con una sfida: salire sul tetto proibito per guardare tutta la città dall'alto – in barba al bisbetico vicino signor Tak.

E dalle sfide, si sa, nascono le migliori amicizie e le avventure più belle.

Una delicata storia di amicizia e multiculturalità, scritta con naturalezza e senza ipocrisie.

Romanzo perfetto per le prime letture.

Autore: Michael de Cock e Judith Vanistandael

Editore: Il Castoro

Che forza papà!

Un gruppo di vivaci bambini conversando tra loro riflettono su quanti tipi di papà ci sono al mondo.

Dai loro racconti viene fuori che le tipologie sono le più variegate; ci sono papà che lavorano vicino e quelli che lavorano lontano, quelli che aggiustano automobili e quelli che "aggiustano" animali. Quelli che fanno la spesa, quelli forti, quelli coraggiosi, quelli che sanno fare tutte le faccende domestiche. Poi c'è chi ha due papà, quello biologico e quello di "cuore", ci sono papà che si frequentano tutto l'anno, altri solo nei fine settimana o nel periodo delle vacanze; alcuni singoli altri doppi...

Sarà Mario, che ha un papà single, ad aiutarli a capire che, quale che sia la tipologia del proprio papà, è importante ed unico il forte legame che unisce un padre al proprio bambino.

Una tenera storia da leggere insieme ai bambini, priva di stereotipi, piena d'ammirazione per i diversi tipi di papà, e che fa certamente sorridere e riflettere.

autore: Autore Isabella Paglia - Illustratore Francesca Cavallaro

editore: Fatatrac