Giocare con l'acqua

È un peccato non sfruttare il potere tranquillizzante dell'acqua per calmare e tenere buoni i nostri piccoli per un tempo sufficiente a sbrigare alcune faccende.

Anche chi teme il bagnetto ed è spaventato al solo pensiero di immergerci un piedino accoglie di solito con favore l'idea di fare pasticci con l'acqua. Si sa che molte mamme non vedono di buon occhio il fatto che il figlio si bagni, ma in fondo un bimbo felice e qualche minuto di tranquillità possono far sopportare qualche disagio.

Fa caldo? E allora: bidet pieno d'acqua con pupazzetti che fanno il bagno e pentolini di plastica che galleggiano. Beh, non proprio pieno d'acqua, bastano poche dita per far sì che il pesciolino nuoti, la bambolina faccia il bagno o la tazzina si riempia. È davvero una soluzione miracolosa quando si ha un figlio particolarmente alterato o nervoso. L'acqua è preziosa anche quando si torna a casa stanchi, con un bimbo che ha fame e sonno: invitandolo a lavare le mani al pupazzo, lui si tranquillizzerà molto, un po' per l'effetto pupazzo, un po' per l'acqua stessa.


Un'altra idea: se avete un balcone, sistemateci un po' di pentolini, riempiteli d'acqua e date ai bimbi cose che galleggiano e cose che vanno a fondo. Loro provano, tentano, travasano. E si bagnano, naturalmente. Ma non prenderanno il raffreddore per questo. Un altro gioco - che però richiede collaborazione, oppure va fatto con bambini più grandicelli - è quello di riempire d'acqua delle bottigliette di plastica aggiungendo brillantini, sabbia o striscioline di carta stagnola sottilissime per creare le "pozioni magiche", magari tingendo l\'acqua. L\'importante poi è sigillare bene le bottiglie.

Infine, è il momento di lavare i giocattoli, come le bambole e i pupazzi di plastica: l\'impegno dedicato per questa operazione supera di gran lunga il grado di sporcizia dei giochi. Spesso capita infatti che arrivino in pieno inverno, con la richiesta "mamma posso lavare le bambole?" con tanto di shampoo, lozioni o altro. Certo, il pensiero del bagno da ripulire può frenare gli entusiasmi, ma la calma in casa e il tempo per sé ripagano la fatica. E poi, diciamocelo, questi giochi non creano più disordine e sporco rispetto a tempere, colori o didò, ma il grado di creatività e inventiva può essere tutto sommato paragonabile.


Paola Crisafulli

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Asino chi legge

Se scrivo, soffro, dice Irene, 16 anni. Mi piace, è rilassante ma se insisto soffro. Perché scavo e scavo. Alessandra, invece, fa il liceo "Psicopedagogico", e si indigna perché tutte le compagne votano come rappresentanti di scuola i pochi maschi, dell'unica classe dello Scientifico. Sara legge Bakunin e sa di essere diversa. Mosche bianche, perle rare che si annidano tra le pareti cadenti, tra i brutti casermoni di cemento della scuola italiana.

Si stringe il cuore a leggere Antonella Cilento, che racconta con passione l'esperienza dei suoi laboratori di scrittura creativa tenuti come Esperto Esterno nelle scuole pubbliche italiane. Nell'insegnare scrittura "mostro tecniche che la scuola non insegna, risolvo problemi di relazione, riporto i ragazzi alla lettura, suggerisco letture a insegnanti che non leggono o non sanno bene come orizzontarsi tra i libri, a volte riporto anche ragazzi che hanno abbandonato l'obbligo a scuola", scrive. Il quadro che ne emerge non è molto diverso se a seguire i laboratori sono i ragazzi di una media della periferia di Napoli o del liceo bene della città o di una bella scuola di Bolzano: si, diverso l'ambiente, ma ovunque si nota la stessa povertà culturale di fondo, l'incapacità di concentrarsi per più di 5 minuti fosse anche guardare un film di Hitchocock (che per altro non conoscono) gli stessi "sogni diventati sintetici o semplicemente estinti". Ma la lettura, la passione, per fortuna, si trasmettono e quasi sempre ne emerge profonda soddisfazione per un lavoro così impegnativo, e poco gratificante in termini economici e di riconoscimenti. Abbiamo allora un problema, almeno in Italia. Lo sapevamo già, d'altronde, però non è irrisolvibile se poi emerge della vera poesia in qualche incipit di ragazzine che sanno raccontare uno stato d'animo in maniera struggente, o un idraulico descrive in maniera suggestiva gli attrezzi blu del suo lavoro. Ma viva i ragazzi, scrive Cilento, perché non è certo colpa loro. Troppo spesso inascoltati, sia che abbiano in tasca troppi soldi, sia che vivano nell'indigenza dei quartieri più malfamati e abbandonati.

Questi ragazzi crescono con l'idea che sia facile ottenere ciò che si vuole, che conta l'apparire, dove tutto si può improvvisare: mentalità che hanno appreso dagli adulti, anche dagli stessi insegnanti che improvvisano laboratori, teatri come se la tecnica, la professionalità non contassero. E naturalmente colpa è anche dei genitori, sempre di fretta, che fanno al posto dei figli, piuttosto che aspettare che facciano e magari sbaglino, che li proteggono dalle frustrazioni, dalla disciplina e rigore, dove disciplina non è intesa con ordine precisione obbedienza, fare i compiti, ma applicazione, imparare con passione, impegno e metodicità.

Allora, in un'Italia che non legge se non il best seller del momento o il giallo dove c'è una rivelazione in ogni riga altrimenti ci si annoia, queste persone riscoprono il "piacere degli asinI" quello della lettura, perché come si fa a scrivere senza leggere? La letteratura, i racconti, le storie, sono come internet, scrive Cilento, è avere relazioni, scoprire che prima di te tanti altri hanno sofferto, pianto, amato. E dopo aver scoperto il piacere di leggere ci si accorge che scrivere "è una disciplina , è accorgesi del tempo, lasciarlo andare, ritmare il lavoro.
È un balsamo per l'anima. Abbiamo bisogno di tutto questo, ne abbiamo bisogno noi per poter aiutare i nostri ragazzi, ne abbiamo bisogno per indignarci, per non accettare le apparenze e andare oltre.

Paola Crisafulli per Officina Genitori

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E dalle sfide, si sa, nascono le migliori amicizie e le avventure più belle.

Una delicata storia di amicizia e multiculturalità, scritta con naturalezza e senza ipocrisie.

Romanzo perfetto per le prime letture.

Autore: Michael de Cock e Judith Vanistandael

Editore: Il Castoro