Come stai?

Ci sono bambini che vivono il tempo scuola molto intensamente, quasi troppo, e altri che non vorrebbero andarci mai. Sono queste le due facce che la stessa medaglia mette in luce: un disagio che si esprime attraverso questi segnali.

L'ansia da prestazione, come viene comunemente definita, è subdola e prende la sua forza dalla mancanza di autostima del bambino. Molte le componenti e le cause: carattere, personalità, livello di apprendimento, aspettative familiari e scolastiche. Fare un'analisi dettagliata di ognuna non avrebbe senso: quello che si può fare è deresponsabilizzare in parte l'alunno per ciò che riguarda il risultato e non per ciò che è legato all'apprendimento.

Spostando l'attenzione dal livello di preparazione alla persona, genitori ed insegnanti possono aiutare a ridimensionare le aspettative che questi bambini sentono gravare su loro stessi, diminuendo in questo modo il livello di stress legato alle attività scolastiche. Chiedere, per esempio, al ritorno da scuola "come è andata?" o "quanto hai preso?" incentra tutta l'attenzione su quello che si è fatto in classe, mentre uno spiazzante "come stai?" o "come ti senti?" riporta immediatamente l'obiettivo sulla persona e non sulla prestazione scolastica.

Nelle classi questo è ancora più evidente: ad un insegnante che chiede l'opinione personale su un fatto storico, un'immagine o un brano musicale, gli alunni rispondono in gran parte con imbarazzo, perché sono abituati a riportare informazioni e dati studiati ma non a esprimere i loro pensieri. La conoscenza delle discipline e dei contenuti è e resta importante, ma vale nulla se non diventa mezzo di scoperta, veicolo di meta-interesse culturale e apprendimento di metodologia universale. E ciò avviene soltanto quando il ragazzo riesce ad interiorizzare il concetto di valutazione del prodotto scolastico e non un mero giudizio della persona.

Accanto agli iperansiosi che vorrebbero avere tutto sotto controllo ci sono i rinunciatari. La loro autostima è così bassa che credono di non poter mai raggiungere risultati accettabili: smettere di impegnarsi per non rimanere delusi sembra allora l'unica soluzione possibile. Questi ragazzi devono essere aiutati a ricostruire la fiducia in loro stessi partendo proprio dalla persona e mettendoli al centro del processo di apprendimento. 
Aiutarli non è sempre facile ma è necessario: la fiducia nelle loro possibilità è la chiave che li spingerà anche in futuro ad osare verso altri orizzonti, a chiedere di più a loro stessi e ad ambire ad obiettivi superiori. Si può partire da un aiuto pratico nello studio, dallo sviluppo e valorizzazione di una particolare attitudine fino ad incentivare una sorta di autonomia accompagnata che consoliderà nel tempo l'autostima del ragazzo. I progressi non tarderanno e la rinnovata fiducia salirà proporzionalmente ai risultati scolastici che per questi alunni acquistano un significato trasversale. 

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Nazi Hunters. L'avventurosa cattura del criminale nazista Adolf Eichmann

Il Primo Ministro prese posizione dietro il podio. Nella stanza, tutti aspettavano in silenzio. In tono fermo e solenne annunciò: «Devo informare che recentemente i servizi segreti israeliani hanno catturato uno fra i maggiori criminali nazisti, Adolf Eichmann, responsabile insieme ad altri dirigenti nazisti di quello che essi stessi avevano definito "la soluzione finale del problema ebraico", cioè lo sterminio di sei milioni di ebrei europei. Adolf Eichmann si trova attualmente in carcere in Israele e presto sarà condotto in tribunale in conformità alla legge per i reati commessi dai nazisti e dai loro alleati». 

Neal Bascomb è giornalista, saggista e autore di molti bestseller per adulti, tra cui "Hunting Eichmann", dal quale è stata tratta la versione per ragazzi, intitolata appunto: "Nazi Hunters. L'avventurosa cattura del criminale nazista Adolf Eichmann."

Il libro descrive nei minimi dettagli e con dovizia di particolari quella che fu la cattura di Adolf Eichmann, capo del dipartimento IVB4, la divisione delle SS responsabile della "soluzione finale", che dopo la fine della seconda guerra mondiale partì dall'Italia per l'Argentina dove cominciò una nuova vita insieme alla sua famiglia.
Nonostante il suo tentativo di vivere una vita nell'anonimato per non farsi scoprire, verrà individuato, infatti, David Ben Gurion, primo ministro israeliano, decide di inviare in Argentina un gruppo scelto di spie del Mossad (servizi segreti israeliani) molte delle quali avevano perso familiari nei campi di concentramento, con il compito di catturare e trasportare a Gerusalemme, in assoluta segretezza, l'emblema dell'orrore dell'Olocausto. Lì sarà oggetto di uno dei più importanti e significativi processi contro i crimini perpetuati dai nazisti. 

Il 27 gennaio 1945 è la data in cui le truppe sovietiche arrivarono ad Auschwitz, scoprendo l'omonimo campo di concentramento, cinquantacinque anni dopo, nel 2000, è stata scelta questa data per commemorare ogni anno le vittime del nazismo.

Il libro di Bascomb mette in evidenza due aspetti che raramente vengono toccati quando si parla di antisemitismo ai ragazzi: il primo e alquanto intuitivo, è che la fine della seconda guerra mondiale non ha significato la fine dell'ideologia nazista che anzi ha continuato a serpeggiare sia tra chi aveva vissuto la guerra così come tra i giovani, nei paesi europei come in quelli oltre oceano.
Un esempio è l'Argentina: simpatizzante nazista che è uscita dalla sua neutralità politica e si è schierata con gli Alleati solo poco prima della fine della guerra, quando oramai era chiaro che le potenze dell'Asse sarebbero state sconfitte. Il suo appoggio agli Alleati è stata una scelta politica intelligente e durante gli anni dopo la fine della guerra ha aiutato diversi esponenti del partito nazista a nascondersi cambiando identità.
Per questo motivo, la cattura di Eichmann da parte del Mossad è stata un'operazione molto rischiosa da svolgere in completa segretezza.

Il secondo aspetto è l'importanza che ha avuto per il popolo ebraico e il neonato stato di Israele il processo a Eichmann. L'autore infatti scrive: "il processo si rivelò quasi più importante nel campo dell'educazione che in quello della giustizia" perché per la prima volta, dopo il processo di Norimberga, permise ai sopravvissuti di parlare apertamente delle loro esperienze. Fu un processo di educazione per i ragazzi che dovevano conoscere ciò che era stato fatto al popolo ebraico e contemporaneamente Israele legittimava così la nascita del paese, che assumeva quindi il vessillo del rifugio di tutte le vittime del genocidio che era stato commesso.

autore: Neal Bascomb

editore: Giunti editore

La sottile linea scura

Lansdale Joe R. é un autore americano che spazia dal giallo al western, dall'horror al romanzo storico, dalla satira sociale al romanzo di formazione come 'La sottile linea scura'.

Ambientato nel Texas del 1958 è la storia del tredicenne Stanley, che lavora nel drive-in del padre e mette il naso in un segreto che doveva rimanere celato. In quell'estate avviene "la perdita dell'innocenza" di Stanley, il mondo per lui cambierà per sempre.

La 'sottile linea scura', che segna per lui la scoperta del male, del dolore e della morte insieme con l'esplosione del sesso e la consapevolezza del conflitto razziale, diventa il mezzo con cui l'autore ci fa immergere in quegli anni Cinquanta che sembrano così lontani.

Se avete letto con passione 'Il buio oltre la siepe' di Harper Lee questo è un libro che fa per voi.

Autore: Lansdale Joe R.

Editore: Einaudi

Jack il puzzone

Immagina la scena: sei in classe, e tutto sembra tranquillo. All’improvviso, qualcuno sgancia una puzza terrificante. Silenzio. Ora immagina questo: tutti si voltano, e danno la colpa a TE!
E’ quello che succede a Jack, ed è la fine: diventa il puzzone più famigerato della scuola. Ma lui non si perde d’animo e chiede aiuto alla scienza. Obiettivo: liberare se stesso e il mondo dalle puzza delle puzze! Chissà che non riesca davvero a brevettare l’invenzione del secolo? Tappatevi il naso e preparatevi a ridere! Una lettura esilarante, accompagnata dalle illustrazioni di AntonGionata Ferrari, Premio Andersen 2007 come miglior illustratore italiano.

L’autore: Raymond Bean è un insegnante di quarta elementare (la classe di Jack!). Questo è il suo primo libro. Uscito come un’autoproduzione, Jack il Puzzone ha scalato le classifiche ed è stato già tradotto in cinque Paesi. Raymond ha sempre sognato di scrivere libri. Nato a New York, nel Queens, prima di insegnare e scrivere, ha lavorato in produzioni televisive e cinematografiche. Ama ridere. Sposato, con un figlio, vive a New York.

autore: Raymond Bean

editore: Il castoro