Pinin Carpi

Era pieno di talenti Pinin Carpi: scriveva, dipingeva, illustrava... Nella sua vastissima opera dedicata ai bambini vi è anche una enciclopedia dal titolo Il mondo dei bambini, ed è proprio nell’introduzione a questa che ritroviamo in sintesi lo spirito che caratterizza tutta la produzione di Carpi: Vorremmo fare un patto con voi: come tutti, grandi e piccoli, avete il diritto di giudicare ogni cosa, di dire se la trovate giusta o sbagliata. Quindi considerate sempre che quello che vi diciamo è ciò che pensiamo noi, ma che voi potete pensarla in un modo completamente diverso.

Non hanno un intento didattico i suoi libri: il loro fine è divertire i bambini, raccontare storie affascinanti, avventurose, un po’ ingarbugliate, usando un linguaggio quotidiano e immediato. Raccontava lo stesso Pinin Carpi a proposito della nascita di Cion Cion Blu: Ho scritto questo libro nel 1964, leggendo a mio figlio Paolo un capitolo per volta. Era il mio giudice e ispiratore: se si divertiva tutto bene, se si annoiava cancellavo, se chiedeva spiegazione cercavo le parole giuste per rendere comprensibili i concetti difficili: ho grande stima dei bambini, anche se conoscono poco il mondo. La vicinanza e l’intesa tra chi legge e chi scrive è del resto molto importante, perché permette di creare emozioni.

Non fa prediche Pinin Carpi e non scrive per educare, ma le sue storie sono intrise dei grandi valori di umanità, amicizia, pace, rispetto che hanno caratterizzato tutta la sua vita. … è uno dei fondamenti del mio lavoro. lo non voglio fornire una morale. Certo, mi importa molto del bene e del male, ho dei principi, e questi necessariamente entrano nelle mie storie, ma non scrivo per imporli o trasmetterli.

Non era soltanto un grande scrittore, Pinin Carpi, ma anche una persona straordinaria che ha fatto mille mestieri, provato mille esperienze e vissuto tante avventure anche tragiche come la guerra, la deportazione del padre Aldo - celebre pittore e autore de Il Diario di Gusen edito da Einaudi e curato dallo stesso Pinin - l’uccisione del fratello diciassettenne da parte dei tedeschi, e non ultimo il carcere di San Vittore dove fu rinchiuso per la sua partecipazione alla Resistenza nel '45. Eppure nelle sue storie si trovano una leggerezza, un amore per la bellezza e la vita, un umorismo che sono in perfetta sintonia con il piccolo lettore. Quale bambino non vorrebbe vivere le avventure di Mauro, protagonista della saga di Mauro e il leone, in giro per il mondo contro cattivi di ogni genere, spesso insospettabili e ben occultati tra i “giusti” o andare nel Paese dei Maghi o seguire Paolo fino a Il Mare in fondo al bosco?

Alcune opere di Pinin Carpi


"I lupi di mare della grande luna" Vallardi A. 
"La banda del cane randagio" Nuove Edizioni Romane 
"Van Gogh. La notte stellata" Vallardi A., 1973
"Paul Klee. L'isola dei quadrati magici" Vallardi A., 1974
"Rousseau. La zingara della giungla" Vallardi A., 1974
"Matisse. Le finestre del sole" Vallardi A., 1975 
"Susanna e il soldato"Vallardi A., 1977 
"Cion cion blu" Vallardi A., 1978 
"Goya. Il gioco dei giganti" Vallardi A., 1981
"Il libro per scrivere le lettere" EL, 1981 
"La bambina che non voleva andare a dormire" EL, 1981 
"Canaletto. Il ponte del Paradiso" Vallardi A., 1984 
"Il parco della grande luna" Vallardi A., 1985 
"Il mago dei labirinti"Giunti-Marzocco, 1990 
"Uomo che faceva paura e altre storie di briganti" Giunti - Marzocco, 1990 
"L'astronave azzurra e altre storie galattiche e extragalattiche" Giunti-Marzocco, 1990 
"Il sentiero segreto" Giunti-Marzocco, 1991 
"Minestra di cioccolata e altre storie di mangiate e di mangioni" Giunti-Marzocco 1992 
"Il paese dei maghi" Vallardi A., 1992 
"Il papà mangione e altre storie dei miei bambini" Vallardi A., 1993 
"Il porto della magia" Giunti - Marzocco, 1993 
"Mauro e il leone" Vallardi A., 1993 
"Le avventure di Lupo Uragano" Vallardi A., 1993 
"C'è gatto e gatto" Einaudi Ragazzi, 1994 
"L'uccellino folletto" Panini, 1994 
"Mauro e il leone sulla cima del mondo" Vallardi A., 1994 
"Il fantasma che aveva paura dei fantasmi" Giunti- Marzocco, 1994 
"Dietro la porta d'oro" Vallardi A., 1995 
"Nel bosco del mistero" Einaudi ragazzi, 1995 
"Mauro e il leone nel grande mare" Vallardi A, 1995 
"Le lanterne degli gnomi" Nuove Edizioni Romane, 1997 
"Il libro delle storie corte" Nuove Edizioni Romane, 1997 
"Il mare in fondo al bosco" Einaudi ragazzi, 1997 
"Grande libro delle fiabe fantastiche" Giunti, 1998 
"La notte dei lupi" Einaudi Ragazzi, 1999
"Il mare in fondo al bosco" Einaudi Ragazzi, 1999
"La regina delle fate" Einaudi Ragazzi, 2000
"Bambini andiamo alla Scala" Archinto, 2000
"Cion Cion Blu, Piemme" 2002

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Cappuccetto rosso, verde, giallo, blu e bianco

Cappuccetto Rosso è la fiaba dei fratelli Grimm, le altre sono versioni alternative alla fiaba classica, ognuna delle quali monocolore, rispettivamente verde, gialla, blu e bianca.

Cappuccetto Verde, con l'amica ranocchia e il lupo cattivissimo nascosto tra le siepi; quello Giallo nella giungla d'asfalto della città sembra un po' i nostri bimbi; quello Blu vive sul mare e è alle prese con uno squalo; quello Bianco è tutta da ... disegnare.

Il tema conosciuto pur con le fantasiose varianti aiuta il bambino nella lettura: sanno cosa succede e questo è rassicurante ma sono incuriositi dalla diversa ambientazione colorata e divertente.

Consigliato a partire dai sei anni.

autore: Bruno Munari, Enrica Agostinelli

editore: Einaudi

 

La Shoah dei bambini. La persecuzione dell'infanzia ebraica in Italia 1938 -1945

Il Novecento è stato anche il secolo dei bambini, in cui è nata una cultura dell'infanzia, in cui ci si è accorti dell'importanza del vissuto infantile sullo sviluppo della persona, anche da adulta. Eppure o forse proprio per questo, nello stesso tempo, il progetto nazista ha rimosso proprio l'infanzia nella sua specificità, per estirpare le radici di una popolazione. 
L'attenzione ai bambini è necessaria per fondare un futuro di diritti e di pace, eppure anche adesso in tutto il mondo l'infanzia è violata, non rispettata, negata.

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Asino chi legge

Se scrivo, soffro, dice Irene, 16 anni. Mi piace, è rilassante ma se insisto soffro. Perché scavo e scavo. Alessandra, invece, fa il liceo "Psicopedagogico", e si indigna perché tutte le compagne votano come rappresentanti di scuola i pochi maschi, dell'unica classe dello Scientifico. Sara legge Bakunin e sa di essere diversa. Mosche bianche, perle rare che si annidano tra le pareti cadenti, tra i brutti casermoni di cemento della scuola italiana.

Si stringe il cuore a leggere Antonella Cilento, che racconta con passione l'esperienza dei suoi laboratori di scrittura creativa tenuti come Esperto Esterno nelle scuole pubbliche italiane. Nell'insegnare scrittura "mostro tecniche che la scuola non insegna, risolvo problemi di relazione, riporto i ragazzi alla lettura, suggerisco letture a insegnanti che non leggono o non sanno bene come orizzontarsi tra i libri, a volte riporto anche ragazzi che hanno abbandonato l'obbligo a scuola", scrive. Il quadro che ne emerge non è molto diverso se a seguire i laboratori sono i ragazzi di una media della periferia di Napoli o del liceo bene della città o di una bella scuola di Bolzano: si, diverso l'ambiente, ma ovunque si nota la stessa povertà culturale di fondo, l'incapacità di concentrarsi per più di 5 minuti fosse anche guardare un film di Hitchocock (che per altro non conoscono) gli stessi "sogni diventati sintetici o semplicemente estinti". Ma la lettura, la passione, per fortuna, si trasmettono e quasi sempre ne emerge profonda soddisfazione per un lavoro così impegnativo, e poco gratificante in termini economici e di riconoscimenti. Abbiamo allora un problema, almeno in Italia. Lo sapevamo già, d'altronde, però non è irrisolvibile se poi emerge della vera poesia in qualche incipit di ragazzine che sanno raccontare uno stato d'animo in maniera struggente, o un idraulico descrive in maniera suggestiva gli attrezzi blu del suo lavoro. Ma viva i ragazzi, scrive Cilento, perché non è certo colpa loro. Troppo spesso inascoltati, sia che abbiano in tasca troppi soldi, sia che vivano nell'indigenza dei quartieri più malfamati e abbandonati.

Questi ragazzi crescono con l'idea che sia facile ottenere ciò che si vuole, che conta l'apparire, dove tutto si può improvvisare: mentalità che hanno appreso dagli adulti, anche dagli stessi insegnanti che improvvisano laboratori, teatri come se la tecnica, la professionalità non contassero. E naturalmente colpa è anche dei genitori, sempre di fretta, che fanno al posto dei figli, piuttosto che aspettare che facciano e magari sbaglino, che li proteggono dalle frustrazioni, dalla disciplina e rigore, dove disciplina non è intesa con ordine precisione obbedienza, fare i compiti, ma applicazione, imparare con passione, impegno e metodicità.

Allora, in un'Italia che non legge se non il best seller del momento o il giallo dove c'è una rivelazione in ogni riga altrimenti ci si annoia, queste persone riscoprono il "piacere degli asinI" quello della lettura, perché come si fa a scrivere senza leggere? La letteratura, i racconti, le storie, sono come internet, scrive Cilento, è avere relazioni, scoprire che prima di te tanti altri hanno sofferto, pianto, amato. E dopo aver scoperto il piacere di leggere ci si accorge che scrivere "è una disciplina , è accorgesi del tempo, lasciarlo andare, ritmare il lavoro.
È un balsamo per l'anima. Abbiamo bisogno di tutto questo, ne abbiamo bisogno noi per poter aiutare i nostri ragazzi, ne abbiamo bisogno per indignarci, per non accettare le apparenze e andare oltre.

Paola Crisafulli per Officina Genitori