I bambini non devono lavorare

Vengono da zone povere del mondo: Bangladesh, Sri Lanka, Pakistan, paesi africani. Possono avere appena 5 o 6 anni. Arrivano nei paesi del Golfo dopo essere stati venduti dai loro padri per pochi dollari, o rapiti alle famiglie, per fare un lavoro strano: i fantini nelle corse dei cammelli. Uno sport molto popolare in paesi come gli Emirati Arabi, seguitissimo dalla popolazione ma altamente rischioso per i piccoli fantini che grazie al loro peso-piuma consentono sì una grande velocità degli animali in corsa, ma possono essere facilmente sbalzati e finire schiacciati.

Dal prossimo 16 aprile, negli Emirati Arabi Uniti saranno illegali i fantini sotto i sedici anni e con un peso corporeo di meno di 45 chili, e un provvedimento analogo è stato annunciato per il Qatar, dove si ipotizza addirittura di usare dei robot al posto dei mini-fantini. Robot o meno, si spera che i provvedimenti pongano finalmente fine alle sofferenze di tanti bambini che spesso vengono lasciati praticamente senza cibo dai loro datori di lavoro (chiamiamoli così), in modo che calino ulteriormente di peso. 

Purtroppo, i mini-fantini sono soltanto un esempio della brutalità del lavoro minorile nel mondo, un fenomeno di cui fino a pochi anni fa si sapeva molto poco. Fu la morte del piccolo Iqbal, lavoratore pakistano di soli 12 anni, ucciso nel 1995, ad aprire finalmente gli occhi del mondo sulle condizioni di indicibile sofferenza di tanti bambini. 
Secondo le stime dell'OIL, Organizzazione Internazionale del Lavoro - sono circa 250 milioni i bambini lavoratori fra i 5 e i 14 anni nei paesi in via di sviluppo, e questi minori sfruttati e quasi sempre maltrattati possono essere suddivisi in alcune categorie principali: piccoli lavoratori domestici (in Sri Lanka una famiglia su tre ha un servo-bambino sotto i 14 anni); piccoli schiavi nelle piantagioni o nelle industrie (per esempio nelle fabbriche di sigarette in India, o nelle piantagioni di canna da zucchero in Brasile); bambini che lavorano in strada (lustrascarpe, raccoglitori di rifiuti nelle discariche); bambini sfruttati dalla prostituzione e dal turismo sessuale. (Vedi file allegato, Rapporto Unicef).

Non dimentichiamoci che il fenomeno esiste, anche in Europa e in Italia (per il nostro paese non esistono dati ufficiali, viste le caratteristiche del fenomeno, ma si parla di almeno 300mila casi). Le buone notizie come quella arrivata dagli Emirati Arabi non devono farci abbassare la guardia: informiamoci e partecipiamo alle iniziative per combattere l'orrore del lavoro minorile in tutte le sue forme. 

Per approfondire:

Global March against Child Labour 

Speciale Lavoro minorile 

We remember Iqbal

Minori & Lavoro 

Peacelink 

Il paese dei bambini che sorridono

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Tommaso e i cento lupi cattivi

E' notte. Una notte nera come la pece. Le raffiche di vento fischiano alle finestre, quasi volessero spalancarle.

Ed è proprio in notti come questa che - feroci e affamati - i lupi cattivi vanno a caccia di bambini... per mangiarseli!

Cento lupi famelici... no, forse erano cinquanta.
Cinquanta lupi assetati di sangue... beh, forse erano dieci.
Dieci lupi mannari... o era soltanto uno? Comunque, con una cacciatrice di lupi esperta come la mamma, si può dormire tranquilli!

Un libro molto bene illustrato, molto bella la scena della mamma che fa tanto rumore con la scopa contro... i bidoni della spazzatura per cacciare i lupi di cui Tommaso, e di conseguenza i suoi fratellini che poco prima dormivano tranquilli, hanno paura.

Molto adatto per i bambini che hanno timore ad addormentarsi!

Età prescolare.

autore: Valeri Gorbachev

editore: Nord-Sud

La forza d'animo

Argomento del libro è la "resilienza", intesa come capacità di fronteggiare e ricostruire; tale capacità è in gran parte scritta nel nostro patrimonio genetico, ma può anche svilupparsi nel corso dell'esistenza, rafforzarsi o indebolirsi a seconda delle esperienze che si vivono, soprattutto negli anni infantili, nel proprio ambiente, a contatto con le proprie figure di attaccamento o in loro assenza. La formazione di un legame di attaccamento saldo nella prima infanzia è alla base della fiducia in se stessi e dell'autostima. 

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Flicts

Flicts è un colore triste e solitario perché nessuna cosa intorno ha quel colore e nessuno vuole giocare con lui. Flicts non è rosso, non è giallo, non è verde, non è blu. Il sole è giallo, il cielo è azzurro, i fiori sono rossi, arancioni, rosa. Ma niente è flicts. Nessun colore lo invita a fare il girotondo, tutti hanno da fare quando lui li cerca. Finché non scopre che .... la luna è flicts. Pochi hanno visto il vero colore del suolo lunare, ma Armstrong, il primo astronauta che ha messo piede sul nostro satellite, garantisce che la luna ha quel colore, con tanto di autografo. 

Un librino bello, colorato. Flicts in realtà è una specie di ocra, colore forse "normale" per noi, ma ogni bimbo in realtà si sente un po' flicts, a volte. Vorrebbe essere uguale agli altri e invece è diverso. Le chiavi di lettura sono tante e secondo me ha una poeticità semplice ma commovente.

Alves Pinto Ziraldo è tra i più conosciuti autori per l'infanzia in lingua portoghese.

Consigliato per l'età prescolare. 

autore: Alves Pinto Ziraldo

editore: Editori Riuniti