“Facciamo che io ero…”

Il gioco rappresenta per il bambino un’occasione per conoscersi, conoscere l’ambiente che lo circonda, una sorta di palestra di vita. Il bambino che gioca si sente a proprio agio ed in qualche modo comunica con il mondo circostante.

Una caratteristica essenziale del gioco è la finzione. Il bambino, fingendo, evita sensi di colpa che quella stessa situazione reale gli avrebbe comportato. In qualche modo una scena aggressiva fatta per gioco, biasimata dal reale mondo degli adulti, può essere concessa nel momento ludico, e il bambino non corre il rischio di essere sgridato: che gran soddisfazione poter esprimere tutti i sentimenti, negativi o positivi che siano, tramite il gioco e in assoluta libertà! 

 

Una situazione negativa, emozioni intense e troppo al di fuori della portata del bimbo, possono essere superate tramite il gioco, e noi adulti grazie a questo meccanismo possiamo “ascoltare” più attentamente i bisogni dei bambini. Interessante da osservare la fase del gioco di fantasia che di solito avviene in età prescolare. Tipica la frase “facciamo che io ero…”, con il caratteristico uso dell’imperfetto, che porta alla mente la fiaba, laddove il “facciamo” indica l\'intenzione di condividere con il compagno di giochi la fantasia del momento. Interessante come i ruoli siano stabiliti tra i bambini e come spesso vengano a mescolarsi all’interno della storia inscenata.

Tipico il gioco del medico e dell’ammalato, in cui i bambini si dividono i ruoli: uno dei due si ammala, l’altro lo cura, ma se per finta squilla il telefono capita che sia l’ammalato a rispondere come se fosse lui stesso medico! Nulla di strano che “il medico” salti su a dire che la regola non era quella!! Insomma molto probabilmente il gioco di fantasia altro non è che un modo per i bambini di mettere in pratica comportamenti sociali, una sorta di acquisizione delle regole e dei ruoli tramite il gioco. Tutto ciò richiede tanta capacità, per fornire informazioni, istruzioni sul da farsi, comportamenti da tenere, al compagno di gioco. Straordinario è il modo in cui i bambini comunicano che tutte quelle azioni sono “per finta”. Capacità che riassumerei con un unico termine: metacomunicazione.

 

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