Una brava bambina

È bella, sveglia, intelligente. È forse un po' timida ma è davvero adorabile, e capricci, naturalmente, non ne fa mai. Se non è figlia unica sicuramente ha un fratellino appena arrivato, ma no, non è certo gelosa, anzi è un aiuto in più per la mamma che può sempre contare su di lei. Non è detto che sia una bambina, può essere un maschio, un vero ometto: riflessivo, capace attento e sensibile, così diverso dai suoi coetanei vivaci e gioiosamente monelli.

 

Lui capisce al volo cosa pensa mamma, sa benissimo cosa vuole papà perché è davvero un bravo bambino. Ma, chissà perché, sono forse più spesso le bambine a essere prigioniere di questo cliché, forse retaggio di un passato in cui le si faceva crescere presto, in cui ci si aspettava da loro il silenzio e l'obbedienza.

Nessun problema, dunque, per questi bravi bambini? Forse a volte sì, ma non sempre è così, soprattutto quando il bambino cresce e le emozioni represse sgorgano, non abituate a essere capite e verbalizzate. Questi bambini, infatti, sono particolarmente sensibili e, come tutti i bambini, cercano l'amore e l'approvazione dei genitori; e dato che sono davvero dotati, sono particolarmente capaci di cogliere le aspettative più nascoste di mamma e papà. Capiscono o credono che facendo i bravi forse saranno amati di più. Pensano che i genitori li amino non per quello che sono ma per quello che sanno fare; è comprensibile d'altra parte che bimbi così diano meno preoccupazioni di quelli più monelli, ribelli, vivaci o capricciosi e allora si instaura un circolo vizioso: se un figlio non dà problemi apparenti ci si dedica a chi i disagi li manifesta oppure, viceversa, ci si sente orgogliosi di quel bambino così brillante e gli si chiede sempre più. Chissà quanti tra noi sono stati bravi bambini, chissà quanti mal di pancia prima della scuola, chissà quanti sguardi di approvazione cercati negli adulti.

Penso che questi bambini vadano aiutati a esprimere quello che provano, perché spesso si dimenticano di quello che essi stessi vogliono per captare quello che i genitori si aspettano da loro. Se li ascoltiamo, potrebbero esserci reazioni inaspettate; pianti, sfoghi, qualche compito non svolto ci servono allora a capire che anche loro hanno diritto a non essere perfetti. E che è proprio quella loro caratteristica, quell'insieme di pregi, difetti ed emozioni che noi amiamo, anche se sono diversi da quello che ci eravamo immaginati per loro. Se riusciamo a comunicare loro questo, col tempo forse ci diranno anche con le parole quello che provano.

Per approfondire: Alice Miller, Il dramma del bambino dotato (leggi recensione)

 

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Intelligenza emotiva per un figlio

Questo libro è l'applicazione all'educazione dei figli della teoria che Goleman illustra nel suo famoso saggio "Intelligenza Emotiva".

L'intelligenza emotiva è una facoltà il cui quoziente intellettivo si fonde con virtù morali quali l'autocontrollo, la pervicacia, l'empatia e l'attenzione per gli altri e che, opportunamente coltivata, può permettere a tutti di condurre una vita migliore.

A prima vista può sembrare un manuale, visto che si propone di insegnare ad essere dei buoni "allenatori emotivi" per i figli. In realtà ci sono molti spunti interessanti e informazioni molto utili riguardo le varie fasi dell\'età evolutiva. Gottman divide schematicamente i genitori in quattro categorie: il genitore "censore", modello autoritario per intenderci; il genitore "noncurante", quello che si disinteressa delle emozioni del figlio; il genitore "lassista", che nonostante comprenda il figlio non offre indicazioni di comportamento né aiuta il figlio a risolvere il problema; il genitore "allenatore emotivo" che oltre a comprendere e a rispettare le paure e sentimenti del figlio riesce a porre dei limiti e aiuta a risolvere i problemi.

autore: John Gottam con Joan De Claire (tradotto da A. Di Gregorio e B. Lotti)

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

Il Segreto dei Bambini Felici

“Perché tanti adulti sono infelici? Pensate a tutte le persone che conoscete, che hanno problemi come la mancanza di fiducia in se stesse, oppure l’incapacità di prendere decisioni, o di rilassarsi, o di fare amicizia. D’altronde spesso si rimane colpiti dall’allegria e dall’ottimismo che alcune persone dimostrano costantemente. Per quale ragione, dunque, alcuni individui sono più sereni e più equilibrati di altri, nonostante le avversità?

Semplicemente, l’infelicità di molte persone deriva da un condizionamento. Durante l’infanzia, queste persone sono state inconsapevolmente condizionate all’infelicità e durante l’età adulta si sono comportate di conseguenza. Leggendo questo libro scoprirete forse che, senza volerlo, state ipnotizzando i vostri figli in maniera tale da indurli a disprezzare se stessi e state creando così, in loro, molti problemi che forse li affliggeranno per tutta la vita. Nondimeno ciò non è affatto inevitabile. Potete insegnare ai vostri figli ad essere ottimisti, affettuosi, valenti, felici e ad avere la possibilità di condurre una vita lunga e prospera.”

Un manuale che darà ai genitori più fiducia in se stessi, rendendoli più forti, più capaci di amare, più rilassati e... più felici.

autore: Steve Biddulph - Illustrazioni A. Stomann

editore: Tea Libri

E l'eco rispose

L’eco è la propria voce che si ripete all’infinito. Qui si tratta di vite di uomini e donne che si intrecciano come le radici di un albero e che nel libro sembrano riflettersi come in uno specchio. All’inizio una sorella sarà strappata al proprio fratello in un piccolo paese dell’Afghanistan  e da questo dolore nasceranno le storie di tanti personaggi che dal passato arrivano al presente: quella di Sabur il padre, amato da due sorelle gemelle, la più bella Masuma e la meno bella Parawami, quella dello zio Nabi , fedele domestico della ricca, ma infelice coppia di Nali e Wahdati, quella di Idris e di Roshi, quella del medico volontario Marcos , di sua madre e della ragazza sfigurata, quella di un ragazzo e della sua disillusione nei confronti di un padre  e quella delle due Pari una figlia e l’altra sorella di Abdullah che alla fine del libro, ormai vecchio e malato di demenza, riuscirà a re-incontrare .

 

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