Whalewatching

Sono passati quasi sei anni da quando Italia, Francia e Principato di Monaco hanno firmato l'accordo per l'istituzione del Santuario per la tutela dei mammiferi marini del Mediterraneo: 90.000 chilometri quadrati di mare, compresi tra Liguria, Francia e Sardegna settentrionale.

Sapere che poco lontano dalle spiagge liguri o sarde vivono i delfini non stupisce più di tanto: a molti di noi sarà capitato di vederli giocare a prua durante traversate in traghetto, vacanze o gite in barca. Ma quanti sanno che il Mar Ligure ospita anche le balenottere comuni, una delle specie di animali più grandi del mondo (seconde soltanto alle balenottere azzurre, possono raggiungere i 20 metri di lunghezza)? O i campioni di immersione tra i cetacei, i grandi capodogli?

Eppure è così: il bacino corso-ligure-provenzale è una zona molto particolare dal punto di vista oceanografico, tanto che qualcuna l'ha definita "Antartide in miniatura". Qui, le balenottere comuni si radunano ogni estate per fare scorpacciate di krill. La popolazione delle nostre balenottere è risultata, in base ad analisi genetiche, distinta da quella dell'Atlantico. In pratica, si tratta di balenottere mediterranee doc.

La presenza delle grandi balenottere, dei capodogli, dei delfini (soprattutto stenelle) e di altre specie come i globicefali o i grampi da qualche anno è diventata importante anche dal punto di vista turistico. Da alcuni porti liguri in estate partono infatti escursioni di whale-watching, cioè di avvistamento dei cetacei, proprio come accade da molto tempo in luoghi molto più famosi e lontani come l'Alaska, la California, la Norvegia, l'Antartide o la Patagonia. Da un lato, il successo di questo tipo di escursioni è sicuramente un segnale positivo perché indica un interesse diffuso nei confronti di questi animali e permette di svolgere importanti attività di educazione ambientale. Dall'altro, può suscitare preoccupazione, come spiega Maddalena Jahoda, biologa del Tethys Research Institute che da anni studia i cetacei del Mediterraneo: "La questione è piuttosto controversa: c'è chi difende il whalewatching a spada tratta perché si tratta della più valida alternativa alla caccia, cioè una attività di sfruttamento dei cetacei non lesivo; in altre parole, crea un interesse economico più forte intorno alle balene vive che a quelle morte. Altri invece sono preoccupati dei danni che una presenza umana incontrollata può arrecare alle balene, che in certi posti sembra si facciano vedere di meno." 

L'Istituto Tethys sta studiando il disturbo creato alle balenottere del Mar Ligure dalle imbarcazioni con un sofisticato sistema che si chiama tracking passivo, che permette di ricostruire il percorso di un animale senza bisogno di attaccargli sensori o trasmettitori, ma usando uno speciale binocolo al laser che misura la distanza del cetaceo dalla barca. I dati vengono poi elaborati da uno speciale software che permette di valutare le reazioni dell'animale. Con questo sistema si è visto che se un gommone si avvicina "insistentemente", le balenottere iniziano a nuotare più velocemente e trascorrono meno tempo in superficie. "È molto probabile – dice ancora Maddalena Jahoda – che un avvicinamento "selvaggio" distolga le balenottere dall'alimentazione, con i rischi che ne conseguono. Questo, però, non significa che il whale watching e l'avvicinamento da parte di chi va in barca siano da condannare, anzi. La conoscenza di questi meravigliosi animali è la base per la loro tutela - e l'istituzione del santuario lo dimostra. È però necessario che gli animali vengano avvicinati nel rispetto di determinate regole - regole che speriamo vengano presto emanate a tutela dei cetacei del Santuario del Mar Ligure."

Per saperne di più:
www.tethys.org 
www.whalewatch.it
www.whalewatchliguria.it
www.minambiente.it

Pin It
Accedi per commentare

Genitori in Gioco

Ben 240 attività fisiche, manuali e intellettuali, suddivise in pratiche schede con le indicazioni di fascia di età e tipologia, adatte a tutti i bambini dalla nascita ai 6 anni da svolgere da soli o con i compagni, in casa o all'aperto, questi giochi stimolano l'immaginazione e la creatività dei bambini e rendono più profondo il legame con i loro genitori.

Una guida che, con entusiasmo ed energia insegna ad esplorare, manipolare, far finta che, sporcare la cucina, animare pupazzi e peluche, disegnare su fogli ciclopici, utilizzare materiali insoliti, in compagnia dei propri figli.

Ogni momento trascorso insieme è un'occasione unica per conoscersi meglio e rinsaldare il legame affettivo; attraverso il gioco, si comunicano sensazioni ed esperienze e si apre la porta alla conoscenza del mondo.
I bambini nascono e crescono a una velocità sorprendente. I ritmi frenetici della vita moderna, però, spesso impediscono a mamma e papà, specie se impegnati con il lavoro, di prendere parte ai giochi dei figli piccoli: costretti a lasciarli in compagnia della «baby-sitter» televisione o con giocattoli e videogiochi già pronti, che lasciano poco spazio alla creatività, rischiano di sentirsi inadeguati e smarriti.

Per venire incontro alle esigenze di tutti quei genitori con sempre più impegni e sempre meno tempo libero a disposizione, ma che desiderano essere presenti con costanza e amore nel prezioso e irripetibile periodo della crescita dei figli, questa guida propone una ricca raccolta di attività ludico-didattiche da organizzare in famiglia, tutte ideate e sperimentate in prima persona dalla mamma/autrice: dai giochi all'aperto ai lavoretti di Natale, dal disegno alla manipolazione dei materiali, dall'invenzione di storie agli sporto più classici rivisitati a "misura di bambino".

autore: Alessandra Zermoglio

editore: Sonda

Bianco su nero

Note di Copertina

Mosca, 20 settembre 1968. Nell'esclusiva clinica del Cremlino riservata alla nomenclatura sovietica nascono due gemelli: il primo muore quasi subito, il secondo, Rubén, si rivela affetto da paralisi cerebrale: le facoltà intellettuali sono intatte, ma non può muovere gli arti, salvo due dita.

Dopo poco più di un anno Rubén sarà separato dalla madre (che, figlia del segretario del Partito comunista spagnolo in esilio, è stata mandata dal padre in Russia a trascorrere un periodo di "rieducazione" e lì si è innamorata di uno studente venezuelano) e rinchiuso negli speciali orfanotrofi in cui vengono isolati, e sottratti allo sguardo, quelli come lui, considerati impresentabili da una società che esalta il mito dell'uomo nuovo e dichiara di muoversi verso un radioso futuro.

Solo all'inizio degli anni Novanta Rubén riuscirà a fuggire dal suo Gulag personale e, ritrovata la madre, comincerà a raccontare la sua storia, rivelandosi scrittore vero. Perché quello che colpisce in questo libro, e si imprime nella memoria del lettore, non è tanto la cronaca di un'infanzia e di un'adolescenza trascorse all'interno di un sistema feroce, dove in nome dell'ideologia si perpetrano vessazioni quotidiane, ma la voce che trasforma l'orrore in narrazione, e lo sguardo che questo stesso orrore trasforma in immagini a volte commoventi, altre volte grottesche, altre ancora di corrosiva comicità, ma sempre potentemente tratteggiate, come lo sono del resto tutti i personaggi che attraversano la vita di Ruben: la studentessa spagnola che balla per lui senza musica in una stanza d'ospedale; il cane randagio monco di una zampa che i bambini adottano; le inservienti e le insegnanti, potenti deità femminili raramente benevole e più spesso minacciose; il ragazzo Sasa che si trascina nella neve fino all'aula per rivendicare il suo diritto a studiare; e Sergej, il ragazzo senza gambe che si allena per mesi allo scopo di poter fare a pugni con uno che le gambe le ha tutt\'e due...

Sono un ritardato. Non è un nomignolo offensivo, è semplicemente un dato di fatto. Ho un livello intellettuale troppo basso per un'esistenza autonoma, per una forma pur elementare di sopravvivenza. So fin da piccolo che il ritardo mentale può essere compensato o non compensato. Il ritardo compensato è quello per cui si ha una carenza intellettuale che ti permette comunque di vivere nella società senza dover contare sull'aiuto altrui. L'esempio standard di ritardo compensato è solitamente quello di individui con disturbi mentali che, grazie agli sforzi di dottori e pedagoghi, riescono a imparare un mestiere, magari quello di imbianchino o portinaio. Quanto a me, i pedagoghi mi hanno insegnato a risolvere equazioni complesse, i dottori mi hanno diligentemente rimpinzato di medicine e ingessato con grande zelo, ma i loro sforzi sono risultati vani. A tutt'oggi non sono in grado di sollevare un pennello da imbianchino.

autore: Rubén Gallego (traduzione di Elena Gori Corti)

editore: Adelphi

Le favolette di Alice

"Anche se non va nel paese delle meraviglie, l'Alice di Rodari porta a termine straordinari, inaspettati e simpaticissimi percorsi: la sua piccolissima statura le consente infatti di esplorare oggetti e angoli nascosti della vita quotidiana.

In famiglia ormai conoscono la sua predilezione per le avventure imprevedibili e non si stupiscono più delle improvvise scomparse e delle altrettanto prodigiose riapparizioni.

Rodari nascondeva in ognuno dei suoi personaggi un fondo di verità e con Alice il nostro favoloso Gianni sembra valorizzare la curiosità, che è una delle stupende, preziose qualità dell'infanzia."

 

autore: Gianni Rodari

editore: Einaudi Ragazzi