L'Agente Orange

Sono passati 30 anni. Della guerra in Vietnam si ricorda soprattutto la fuga dei contadini dalla foresta in fiamme. Gli aerei USA hanno lanciato nel corso di quasi 15 anni di guerra 80 milioni di litri di potenti diserbanti sul piccolo paese del sud est asiatico. La sopravvivenza si pagava a costo di enormi ustioni su tutto il corpo. 

Il potente diserbante, conosciuto come Agente Orange, è ancora lì, nella memoria di una foresta che stenta a ricrescere e che alterna una vegetazione rigogliosa a piccole oasi brulle, completamente diserbate, e nel corpo dei vietnamiti che vivono ai margini di queste zone. Lungo il fiume Mekong, che attraversa il Vietnam, la concentrazione di diossina è molto elevata, la popolazione non ha cambiato le abitudini di sempre e si nutre di cibo altamente contaminato, e beve acqua contaminata. Ancora oggi moltissimi bambini nascono con gravissime malformazioni a causa dell'esposizione alla diossina che passa soprattutto attraverso la catena alimentare. Si calcola che sono circa 4 milioni le persone contaminate dal diserbante.

Sono passati 30 anni ma i Vietnamiti vittime dell'Agente Orange hanno fatto causa a New York alle 30 principali multinazionali produttrici dell'agente chimico, fra queste la Monsanto Co. e la Dow Chemical. Le aziende hanno tirato in ballo l'US Army per "cattivo uso" dell'Agente Orange. Poche settimane fa però un giudice della corte di New York ha spento le speranze per i vietnamiti di avere giustizia. L'azione legale è stata annullata perché le aziende non hanno violato, di fatto, nessuna legge internazionale producendo l'Agente Orange e non sussiste, per il giudice, la causa/effetto tra le malattie dei vietnamiti e gli 80 milioni di litri di Agente Orange caduti dal cielo.

L'impunità delle azioni compiute dall'esercito USA nel mondo si riverbera positivamente anche sulle multinazionali beneficiarie del potente ombrello di protezione. La sola speranza ora è ricorrere in appello.


Per approfondire:
- Ettore Mo, I dimenticati, Rizzoli editore, 2003;
- Chong Denise, La bambina nella fotografia. La storia di Kim Phuc e la guerra del Vietnam, Codice editore, 2004
Petizione al presidente Bush affichè le vittime dell'Agente Orange abbiano giustizia 

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Ti mangio!

Mentre si avventura in bici per i boschi, insieme alla sorella Sara, il piccolo Leo viene inghiottito all’improvviso da un grande e pelosissimo mostro: il temibile INGHIOTTONE dei BOSCHI!

Sara, senza perdersi d’animo, si lancia all’impazzata sulla sua bicicletta in un’operazione di soccorso ma proprio mentre sta per raggiungerlo, quel tondo mostro vorace viene inghiottito a sua volta da un mostro ancora più grande: un enorme GNAMMETE ALATO! Sara non si dà per vinta, accelera sulla sua bicicletta, ma mentre sta per raggiungere lo Gnammete Alato, un gigante ACCHIAPPONE MARINO balza fuori dal mare e se lo pappa in un sol boccone!

Ma non può immaginare che un mostro ancora più grande, il celebre SLURPANTE SPINATO, abbia già messo gli occhi su quell’enorme e prelibato... ehm... bocconcino marino!

Come farà Sara a tirar fuori Leo da tutte quelle voraci fauci?! E sembra non esserci mai fine, perché ecco balzar fuori perfino un immenso e affamatissimo ZOMPONE DAI DENTI A SCIABOLA!

Ora basta! Bisogna intervenire! E con astuzia e intraprendenza i due fratellini riusciranno a trovare una soluzione davvero geniale! I mostri, anche quelli più grandi, sono avvisati: mai sottovalutare l’intelligenza, la fantasia e la furbizia dei bambini!

Il libro, TI MANGIO! di John Fardell, edito in Italia dal Castoro, ha vinto come Miglior libro nella sezione “Crescere con i libri” nell’ambito della 4^edizione del premio Nazionale Nati per Leggere (Miglior libro per bambini tra i 3 e i 6 anni, relativo al tema "Il coraggio"), con la seguente motivazione:

Per la scintillante inventiva che dimostra come chi ha coraggio sa tenere gli occhi ben aperti sulla realtà senza chiudere quelli della fantasia.

 

autore: John Fardell

editore: Il Castoro

Il libro di tutte le cose

Ho appena finito di leggere questo magnifico libro.

È ambientato in Olanda, il protagonista si chiama Thomas. Lui vive in un mondo tutto suo, si rifugia nella sua testa, perché non accetta la realtà. Lui però la realtà, in una parte della sua testa la conosce. Thomas sa che il padre fa cose sbagliate e che gli preferisce la sorella, che secondo lui ha un cervello di gallina, ma nel corso del romanzo avrà modo di fargli cambiare idea.

Leggi tutto...

Il bambino perduto e ritrovato. Favole per far la pace col bambino che siamo stati.

“Gli adulti ritengono comunemente di poter pensare e agire in modo libero nei loro comportamenti abituali, mentre in realtà sono spesso condizionati dal bambino che sono stati, con la sua vitalità e creatività, ma anche con le sue realtà irrisolte, che possono interferire con le loro attuali relazioni, quella con i figli innanzi tutto.


Forse nel desiderio di evitare, ai figli, fatiche eccessive, gli adulti a volte spianano loro troppo la strada, impedendogli così di confrontarsi con le difficoltà che invece aiutano a crescere e a rinforzarsi: Altre volte, anche, aspettano da loro quei successi che invece a loro sono mancati e che consolino la loro basa autostima, e questo complica la vita sia a loro che ai figli.


Questo libro vorrebbe aiutare noi adulti, sempre attraverso delle favole costruite su molte storie reali condensate in una, a cercare di evitare che le ombre del nostro passato interferiscano troppo con la nostra relazione con i bambini e i ragazzi condizionandoli eccessivamente e involontariamente nelle loro scelte e nella disposizione mentale con cui affronteranno la vita.”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)