I giochi da salvare

Nel corso di manifestazioni svolte nel 1999 e 2000 a cura dell’ “Accademia del gioco dimenticato” è stato chiesto ai bambini di votare i giochi da salvare per il nuovo millennio e ne è uscito un elenco di classici giochi da cortile, quei passatempi spontanei che vedono al primo posto il girotondo e al secondo l’altalena. Nell’elenco ci sono naturalmente anche nascondino, il salto della corda o le biglie. Sono giochi antichi che tutti conoscono, che passano da una generazione all’altra, noti in ogni parte del mondo.

Ma ci sono anche tanti giochi che per loro stessa natura rischiano di essere dimenticati. Patrimonio culturale delle generazioni passate, le quali erano povere di materiali ma ricche di tempo e di fantasia. Eppure i bambini ascoltano volentieri i nonni e chiedono spesso a che cosa giocavano quando erano piccoli. I nonni rimangono interdetti a volte di fronte alla quantità di giochi colorati, quasi sempre di plastica, sparsi nella stanza del nipotino, certo più sveglio e stimolato di quanto fossero loro da piccoli. Ma la curiosità dei bambini, di solito volta a tutto ciò che è tecnologico, si accende viva al pensiero di costruire una fionda o di raccogliere sassolini colorati per giocare insieme al nonno che tanto tecnologico non è.

Certo, ci vuole un cortile, ci vogliono amici e materiale, ma questa è un\'altra storia, e ci piace pensare che forse qualcosa di tutto questo si può recuperare anche nelle nostre città, lottando contro i parcheggi, contro chi ci mangia il tempo e lo spazio, come la piccola Momo e i malvagi uomini grigi.

Ad esempio, chi si ricorda il gioco della morra, arrivato nel sud dell’Europa dai paesi arabi agli inizi del 1400? O lo scandirlo o la lippa, che si giocava in strada fin dal 1700? E allora forza: raccogliamo tappi, legnetti, sassi, barattoli o conchiglie. Ricerchiamo quei giochi dimenticati e insegnamoli ai nostri bambini perché recuperino anche quella parte del loro passato che oltre a divertire li rende partecipi della nostra storia.


Per approfondire:


Giorgio F. Reali, Niccolò Barbiero, Il giardino dei giochi dimenticati (leggi la recensione )



Paola Crisafulli

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Il bambino arrabbiato. Favole per capire le rabbie infantili.

“Una rabbia infantile cela il più delle volte una situazione di conflitto e di sofferenza psicologica. Quando un genitore si trova di fronte a tali manifestazioni spesso si sente in un tunnel: vede che il piccolo sta male ma non riesce a individuare i reali motivi che si nascondono dietro il disagio e la sofferenza del proprio figlio.

Se riusciamo a capire che un bambino si arrabbia perché sta soffrendo per qualcosa che impedisce il suo naturale processo evolutivo, è più facile anche per noi adulti cercare dentro di noi delle strade diverse per aiutarlo a sciogliere i suoi nodi.

Attraverso l’uso di favole, che prendono spunto da storie reali, questo libro offre alcuni suggerimenti per aiutare gli adulti a comprendere meglio le rabbie infantili.” 

 

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

Mi fido di te

Attenzione! La lettura di "Mi fido di te" di Gea Scancarello può causare smodati accessi di entusiasmo in chi da sempre segue con interesse gli stili di vita sostenibili e l'affermarsi dell'idea che un mondo diverso, non dominato dall'economia e dal denaro sia possibile. Perché in questo saggio il mondo dell'economia collaborativa non è solo immaginato, auspicato o sognato, ma è il mondo reale e concreto in cui si muove l'autrice nella sua vita di oni giorno. 

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Intelligenza emotiva per un figlio

Questo libro è l'applicazione all'educazione dei figli della teoria che Goleman illustra nel suo famoso saggio "Intelligenza Emotiva".

L'intelligenza emotiva è una facoltà il cui quoziente intellettivo si fonde con virtù morali quali l'autocontrollo, la pervicacia, l'empatia e l'attenzione per gli altri e che, opportunamente coltivata, può permettere a tutti di condurre una vita migliore.

A prima vista può sembrare un manuale, visto che si propone di insegnare ad essere dei buoni "allenatori emotivi" per i figli. In realtà ci sono molti spunti interessanti e informazioni molto utili riguardo le varie fasi dell\'età evolutiva. Gottman divide schematicamente i genitori in quattro categorie: il genitore "censore", modello autoritario per intenderci; il genitore "noncurante", quello che si disinteressa delle emozioni del figlio; il genitore "lassista", che nonostante comprenda il figlio non offre indicazioni di comportamento né aiuta il figlio a risolvere il problema; il genitore "allenatore emotivo" che oltre a comprendere e a rispettare le paure e sentimenti del figlio riesce a porre dei limiti e aiuta a risolvere i problemi.

autore: John Gottam con Joan De Claire (tradotto da A. Di Gregorio e B. Lotti)

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli