Svuotare e riempire: che passione!

Non è facile trovare giochi in grado di appassionare i bambini molto piccoli, dall’anno e mezzo ai tre.
Sono anni impegnativi per i genitori: il bambino, in piena fase di esplorazione del mondo, sperimenta ogni giorno un’abilità nuova, mettendo spesso a repentaglio l’incolumità propria e di tutto quello che gli capita a tiro.
La capacità di concentrarsi è ancora tutta da imparare, o meglio da conquistare, e sembra che niente riesca a catturare la loro attenzione.

Se però incappano in qualcosa che li interessa davvero, la situazione si ribalta e possono impegnarcisi anche a lungo! Il massimo per loro, e per noi, sarà in questi casi giocare per conto proprio a poca distanza dal genitore: la mamma o il babbo sono a portata di mano, la nostra presenza li rassicura, possono tranquillamente dedicarsi alla propria attività …. e noi pure.



Il gioco che mia figlia ha amato di più per tutto il periodo dell’asilo nido è il gioco dei travasi. Rimaneva assorta e concentrata, anche per mezz\'ora di fila: quale genitore non ne sarebbe entusiasta?

Gioco più semplice non c’è: prendete dei contenitori di varie forme e dimensioni (vanno benissimo i barattolini dello yogurt, pentoline di plastica o di metallo, per i bambini più grandi anche ciotoline di terraglia), riempitene alcuni con cose piccole e mettete il tutto a disposizione del pargolo. Scegliete materiali non pericolosi (io ho sempre evitato i legumi) e ovviamente non tossici: perfetti la pasta corta (cruda), la farina bianca e gialla, lo zucchero, il riso, l’orzo… Non proponete più di due o tre materiali alla volta: per i bambini così piccoli il troppo stroppia. Magari la prima volta fategli vedere cosa potrebbe fare, ma è così naturale che non avrà davvero bisogno di voi.

Mescolerà zucchero e riso, li rovescerà sulla tavola, raccatterà i chicchi di riso ad uno ad uno per metterli in un altro pentolino, e così via… Molto di quello con cui giocano finirà in bocca e molto per terra, ma sono cose che non fanno male e con una botta di scopa si pulisce in fretta. Alla fine si scoccerà anche dei travasi, e probabilmente butterà tutto per terra, ma in fondo è mal di poco.

I travasi si possono fare anche con l’acqua, magari aiutando (…) l’adulto di riferimento che sta lavando l’insalata… Forse si bagnerà un po’, ma ci si può attrezzare con grembiulini di plastica, che riducono i danni: è un gioco così divertente che ne vale proprio la pena.

Gli psico-pedagogisti sostengono che svuotare e riempire è importantissimo per costruire la consapevolezza del dentro e del fuori, soprattutto relativa al sé. Finché il bambino non ha fatto propria questa consapevolezza, sarà molto difficile che riesca, e voglia, imparare il controllo degli sfinteri. Non a caso è proprio questo il periodo in cui i travasi li appassionano così tanto, dopo i tre anni di solito si rivolgono ad altro.

Gaia Pedrolli

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Il mare in fondo al bosco

…quella era un città buia fitta di misteri, una città piccola perché un bambino come lui, Paolo, potesse esplorarla e scoprirci dei segreti…

Trovò in terra dei libri, li guardò uno dopo l’altro e a poco a poco riuscì a leggerli. Intanto si accorgeva che quello che stava leggendo riusciva a vederlo anche se non c’erano le figure. “Forse - pensò - sto diventando anch’io un bambino inventato. Sarebbe divertente!”
A un tratto aprì un libro e dalle pagine si alzò una foresta: era un libro animato, di quelli da cui, quando si sfogliano, si vedono saltar fuori castelli, boschi, velieri, talmente belli che sembrano veri. Gli venne voglia di provare a entrarefra quegli alberi. Quella foresta poi era una giungla, certo zeppa di belve, di serpenti di insetti velenosissimi.
Be’ paura o non pauraaveva una gran smania divederla quella giungla, l’idea di passare dal buio di una città pericolosa, al buio di una foresta tropicale, adesso, lo tentava troppo.
Sentì delle voci e un gran correre: lontano nelle strade dei tipi loschi.

Il romanzo è una fantasticheria in cui, con ritmo crescente, compaiono città insidiose, giungle popolate di belve, mari in burrasca, magie luminose, grovigli di strade misteriose. I protagonisti sono bambini, bande criminali, mercanti di schiavi, maghi e mostri orrendi, pirati e scimmie, folletti e coccodrilli.

Età di lettura consigliata: da 4 anni.

autore: Pinin Carpi

editore: Einaudi Ragazzi

L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento

Non sono più rami storti da raddrizzare e nemmeno vasi da riempire i nostri ragazzi che frequentano le scuole, siano esse primarie, secondarie o università . L’insegnante deve recuperare il ruolo che è indicato nella stessa etimologia  della parola “insegnare”, lasciare un segno, un’impronta importante nell’allievo, svincolandosi dal contenuto del sapere, per trasmettere l’amore per il sapere. 

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Cappuccetto rosso, verde, giallo, blu e bianco

Cappuccetto Rosso è la fiaba dei fratelli Grimm, le altre sono versioni alternative alla fiaba classica, ognuna delle quali monocolore, rispettivamente verde, gialla, blu e bianca.

Cappuccetto Verde, con l'amica ranocchia e il lupo cattivissimo nascosto tra le siepi; quello Giallo nella giungla d'asfalto della città sembra un po' i nostri bimbi; quello Blu vive sul mare e è alle prese con uno squalo; quello Bianco è tutta da ... disegnare.

Il tema conosciuto pur con le fantasiose varianti aiuta il bambino nella lettura: sanno cosa succede e questo è rassicurante ma sono incuriositi dalla diversa ambientazione colorata e divertente.

Consigliato a partire dai sei anni.

autore: Bruno Munari, Enrica Agostinelli

editore: Einaudi