Quali giochi con il PC?

Ormai sono moltissime le case in cui c’è una postazione di personal computer e non c’è bambino che non manifesti una grande curiosità per quell’oggetto che tanto assorbe l’attenzione di mamma e papà. Ma quale approccio hanno i nostri figli con il PC?

Ci sono molti programmi anche intelligenti ed educativi che attirano i bambini, e i vantaggi rispetto alla televisione è che sono interattivi: il bambino rimane sì davanti allo schermo, ma si chiede continuamente che cosa deve fare. Non rimane infatti passivo osservando scene che si susseguono rapidamente davanti ai suoi occhi, ma partecipa decidendo di volta in volta l’azione da intraprendere. Non si sta ancora parlando dei cosiddetti videogiochi, quei giochi in cui è in atto una gara di velocità e astuzia per raggiungere uno scopo e vincere.

Si pensa al computer più come uno strumento per creare il gioco che come oggetto fine a se stesso. Un mezzo per sviluppare abilità e stimolare la fantasia come qualunque altro oggetto ludico. E allora ben vengano i programmi per disegnare, che non sostituiscono però il disegno con carta e colori. Sono in genere molto amati dai bambini che acquisiscono presto una discreta abilità nell’uso del mouse. I più grandicelli, che amano progettare e costruire, troveranno programmi che gli aiutano in questo, come quello che simula la costruzione con mattoncino tipo lego, ad esempio. Molti bambini si divertono a scrivere, catalogare, elaborare testi: è il gioco come emulazione dell’attività degli adulti che si realizza anche con il PC, come per le usuali occupazioni di mamma e papà che vedono il bambino imitarli nel lavare, cucinare o aggiustare gli oggetti.

Anche per il computer vale però ciò che si applica alla televisione: si stabilisce un tempo massimo al giorno (o alla settimana) proprio per lasciare spazio agli altri giochi o alle attività all’aria aperta. In genere io stabilisco un tempo cumulativo che vale sia per la televisione che per il computer: questo significa che più tempo si passa davanti alla TV, meno se ne passa davanti al monitor del PC. Questo comporta quasi sempre una scelta del bambino, che si vede costretto a rinunciare a guardare la TV a vantaggio di un’oretta a pasticciare con il mouse.


Paola Crisafulli

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Il bambino arrabbiato. Favole per capire le rabbie infantili.

“Una rabbia infantile cela il più delle volte una situazione di conflitto e di sofferenza psicologica. Quando un genitore si trova di fronte a tali manifestazioni spesso si sente in un tunnel: vede che il piccolo sta male ma non riesce a individuare i reali motivi che si nascondono dietro il disagio e la sofferenza del proprio figlio.

Se riusciamo a capire che un bambino si arrabbia perché sta soffrendo per qualcosa che impedisce il suo naturale processo evolutivo, è più facile anche per noi adulti cercare dentro di noi delle strade diverse per aiutarlo a sciogliere i suoi nodi.

Attraverso l’uso di favole, che prendono spunto da storie reali, questo libro offre alcuni suggerimenti per aiutare gli adulti a comprendere meglio le rabbie infantili.” 

 

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

Il mare in fondo al bosco

…quella era un città buia fitta di misteri, una città piccola perché un bambino come lui, Paolo, potesse esplorarla e scoprirci dei segreti…

Trovò in terra dei libri, li guardò uno dopo l’altro e a poco a poco riuscì a leggerli. Intanto si accorgeva che quello che stava leggendo riusciva a vederlo anche se non c’erano le figure. “Forse - pensò - sto diventando anch’io un bambino inventato. Sarebbe divertente!”
A un tratto aprì un libro e dalle pagine si alzò una foresta: era un libro animato, di quelli da cui, quando si sfogliano, si vedono saltar fuori castelli, boschi, velieri, talmente belli che sembrano veri. Gli venne voglia di provare a entrarefra quegli alberi. Quella foresta poi era una giungla, certo zeppa di belve, di serpenti di insetti velenosissimi.
Be’ paura o non pauraaveva una gran smania divederla quella giungla, l’idea di passare dal buio di una città pericolosa, al buio di una foresta tropicale, adesso, lo tentava troppo.
Sentì delle voci e un gran correre: lontano nelle strade dei tipi loschi.

Il romanzo è una fantasticheria in cui, con ritmo crescente, compaiono città insidiose, giungle popolate di belve, mari in burrasca, magie luminose, grovigli di strade misteriose. I protagonisti sono bambini, bande criminali, mercanti di schiavi, maghi e mostri orrendi, pirati e scimmie, folletti e coccodrilli.

Età di lettura consigliata: da 4 anni.

autore: Pinin Carpi

editore: Einaudi Ragazzi

Arcobaleno fa la pace

Il pesciolino Arcobaleno e i suoi amici vivono spensierati in fondo all'oceano. Poco lontano, una bella balena blu si lascia cullare dalle onde osservandoli placidamente.

"Perché ci guarda in quel modo?" si chiedono un giorno, insospettiti, i pesciolini.

"Grande e grossa com'è, chissà quanto mangia. E se divorasse tutto quello che c'è in giro?".

Sentendoli parlare così, la balena, che in realtà stava solo ammirando le loro belle scaglie brillanti, s'indispettisce e la sua rabbia non resterà senza conseguenze...

"Dobbiamo fare la pace" decide allora Arcobaleno "perché quando si litiga si finisce per stare male tutti".

Sì, ma in che modo?

Sembrava complicato, ma quanto è semplice fare la pace! Balena e Arcobaleno parlano a lungo. La balena spiega ad Arcobaleno perché si è arrabbiata... i due ridono insieme e trovano un accordo e ben presto nessuno riesce a spiegarsi più perché quel bisticcio sia mai avvenuto.

Le illustrazioni sono ulteriormente abbellite dalle lamine rifrangenti che fanno luccicare le scaglie dei pesciolini.

Per bambini in età prescolare.

Della stessa serie
"Arcobaleno, il pesciolino più bello di tutti i mari" che insegna la felicità nel donare 
"Arcobaleno, non lasciarmi solo!", che insegna a non creare gruppi esclusivi e ad accettare anche coloro che sono diversi da noi.

autore: Isabella Bossi Fedrigotti, Marcus Pfister

editore: Nord-Sud