Nucleare sì, nucleare no

L'italia ha bandito le centrali nucleari da quasi un ventennio eppure è una questione tutt'altro che risolta, tanto in Italia quanto nel resto dell'Europa. Uno dei punti chiave su cui si dibattono i governi, incluso quello italiano, sarebbe lariduzione dei costi per la produzione di energia. Ma vediamo più nel dettaglio come funziona. 



Una centrale nucleare brucia plutonio e uranio per produrre energia elettrica sfruttando il principio della "fissione nucleare". Ovvero, spezzando un nucleo ne otteniamo due più leggeri con un conseguente rilascio di energia. I due nuovi nuclei immagazzinano insieme meno energia del nucleo originario, per cui alla fine del processo si ha un guadagno di energia.

Rispetto alle normali centrali termoelettriche che bruciano combustibili fossili, quali carbone, petrolio e gas naturale, nelle centrali nucleari il consumo in tonnellate di materia prima è nettamente inferiore per una produzione superiore di energia. Da ciò ne deriverebbe un abbattimento dei costi produttivi. Peraltro carbone, gas naturale e petrolio avranno un'autonomia limitata che renderà necessario a breve - si ipotizzano 50-60 anni - un sistema produttivo alternativo capace di far fronte alla crescente esigenza di energia.

In termini economici sembrerebbe la soluzione migliore. Alcuni sostenitori del nucleare affermano che così si avrebbe anche un minor impatto ambientale. In condizioni normali, è vero, perché le centrali hanno una scarsa emissione in atmosfera di agenti inquinanti a effetto serra (paragonabili alle emissioni delle energie rinnovabili). Tuttavia il trattamento delle scorie nucleari non è facile e ad oggi non si conoscono metodi di eliminazione efficaci, sicuri e stabili per l'ambiente. 

A questo si aggiungono gli incidenti che sono accaduti e ancora accadono. Conosciamo già gli effetti di Chernobyl e di Tokaimura in Giappone. A giugno del 2005 la stazione di Sellafield nel Nord-Ovest dell'Inghilterra, ha confermato la perdita di liquido radioattivo nell'arco di nove mesi. Gli operatori semplicemente non se ne sono accorti, dicono fonti ufficiali della stazione nucleare. Pare che il liquido sia stato confinato in un serbatoio d'acciaio all'interno della centrale, che ora è stata chiusa per sicurezza. Non ci sono state perdite all'esterno che possano costituire una minaccia per la popolazione, assicurano i dirigenti della stazione. I costi di riparazione ed opere di bonifica sono stimati intorno ai 3 miliardi di Euro.


Fonti d'informazione
www.greenplanet.net 

Per saperne di più

www.eniscuola.net
www.greencrossitalia.it
www.sapere.it 

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