Le bolle di sapone

Piacere effimero di un istante, la bolla di sapone è uno dei passatempi che con tutti i diritti ha ragione di essere inserito fra i giochi più popolari di ogni tempo. Da sempre i bambini hanno soffiato e guardato volare queste magiche palle dalle strane iridescenze.

Un fascino senza tempo, quello delle bolle, che in un istante coinvolge anche il più riluttante dei bambini: nasi per aria, bocche che soffiano, mani dispettose che inseguono per far scoppiare. Nessuno può restare indifferente, neanche l’adulto che, con una banale scusa (“tesoro, ti faccio vedere io come si fa”) non vede l’ora di cimentarsi nel soffio magico. Oggi sembrano avere un grande momento di gloria, tanto che ormai sono sempre più diffusi sugli scaffali dei negozi di giocattoli attrezzi avveniristici che permettono di fare bolle di tutte le dimensioni ed in gran quantità.


Ma invece di farsi coinvolgere dal solito consumismo ci sono modi più divertenti per dedicarsi a questo gioco con i propri figli.

Prima di tutto c’è il segreto della ricetta per bolle di sapone resistenti:

1 parte di sapone
3 parti di acqua piuttosto calda
¼ di glicerina
1 o 2 cucchiani di zucchero a velo

Mescolare il tutto e lasciare riposare per una notte.

Il secondo segreto riguarda gli attrezzi da usare per fare delle belle bolle, magari giganti come quelle che abbiamo visto fare all’ultimo spettacolo di clown. Presto detto, basta avere un po’ di fantasia e all’occasione guardarsi intorno: sono molte le cose che si possono utilizzare. Per prima cosa procurarsi un recipiente per mettere la vostra miscela, ottimo può essere ad esempio un sottovaso di plastica perché è economico e lo si trova di tutte le dimensioni. Poi ci si può dedicare alla ricerca dello strumento vero e proprio per fare le bolle. Un’idea facile è sicuramente quella di utilizzare l’imbuto che a seconda della dimensione produrrà bolle più o meno grandi. Oppure una cannuccia aperta a fiore dopo aver praticato tre taglietti ad una estremità. Se poi ci si vuole cimentare in bolle da guinness basta perderci un po’ di tempo e realizzare un cerchio di grandi dimensioni in fil di ferro; per trattenere meglio la miscela sul filo è comunque opportuno rivestirlo con del filo di lana.

Queste sono solo alcune idee, ma dando libero sfogo alla fantasia molti altri oggetti che abbiamo intorno possono diventare strumenti per le bolle di sapone. Basta un colino, uno schiacciamosche, una montatura di occhiali per dare vita a questa strana e affascinante magia della bolle.

Stefania Cane

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Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione

Una grande Riforma dell’educazione o meglio una vera e propria METAMORFOSI (ultima parola del libro) quella  che auspica il grande pensatore contemporaneo Edgar Morin,  oggetto di analisi anche nei suoi due precedenti saggi:  La testa ben fatta e I sette saperi necessari all’educazione del futuro. 

Partendo dalla massima di Rousseau nell’Emilio: “Vivere è il mestiere che voglio insegnargli”,  Morin si richiama anche alla tradizione filosofica greca che insegnava la saggezza della “vita buona” e lo fa proprio  perché individua nell’umanità odierna l’assunzione di un modello di pensiero legato al dominio, alla conquista di potere, all’individualismo sfrenato,  ad un sapere fatto a compartimenti stagni che determina  una iper-specializzazione  che fa perdere la visione d’insieme e ci conduce al mal-essere, all’incomprensione che regna nelle relazioni tra umani.

 

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Il segreto della resistenza psichica

Quante volte ci siamo detti che sarebbe bello avere una corazza dell’anima, una difesa contro le pressioni lavorative, le forti richieste che arrivano dalla famiglia, dai figli, da questa vita che sembra diventare sempre più stressante. Sarebbe bello avere fiducia in se stessi, così da farci scivolare via le critiche che spesso sentiamo su di noi, oppure avere le risorse per superare le crisi, avere le energie necessarie per affrontare non solo i piccoli problemi quotidiani, ma le inevitabili grosse difficoltà che la vita ci pone davanti. Ci sono persone che hanno tutte queste caratteristiche:  sono le persone resilienti.

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Mentre si avventura in bici per i boschi, insieme alla sorella Sara, il piccolo Leo viene inghiottito all’improvviso da un grande e pelosissimo mostro: il temibile INGHIOTTONE dei BOSCHI!

Sara, senza perdersi d’animo, si lancia all’impazzata sulla sua bicicletta in un’operazione di soccorso ma proprio mentre sta per raggiungerlo, quel tondo mostro vorace viene inghiottito a sua volta da un mostro ancora più grande: un enorme GNAMMETE ALATO! Sara non si dà per vinta, accelera sulla sua bicicletta, ma mentre sta per raggiungere lo Gnammete Alato, un gigante ACCHIAPPONE MARINO balza fuori dal mare e se lo pappa in un sol boccone!

Ma non può immaginare che un mostro ancora più grande, il celebre SLURPANTE SPINATO, abbia già messo gli occhi su quell’enorme e prelibato... ehm... bocconcino marino!

Come farà Sara a tirar fuori Leo da tutte quelle voraci fauci?! E sembra non esserci mai fine, perché ecco balzar fuori perfino un immenso e affamatissimo ZOMPONE DAI DENTI A SCIABOLA!

Ora basta! Bisogna intervenire! E con astuzia e intraprendenza i due fratellini riusciranno a trovare una soluzione davvero geniale! I mostri, anche quelli più grandi, sono avvisati: mai sottovalutare l’intelligenza, la fantasia e la furbizia dei bambini!

Il libro, TI MANGIO! di John Fardell, edito in Italia dal Castoro, ha vinto come Miglior libro nella sezione “Crescere con i libri” nell’ambito della 4^edizione del premio Nazionale Nati per Leggere (Miglior libro per bambini tra i 3 e i 6 anni, relativo al tema "Il coraggio"), con la seguente motivazione:

Per la scintillante inventiva che dimostra come chi ha coraggio sa tenere gli occhi ben aperti sulla realtà senza chiudere quelli della fantasia.

 

autore: John Fardell

editore: Il Castoro