L'inserimento al nido

È arrivato il momento. Siamo felici, sollevate perché il nostro bimbo ha trovato posto al nido e un problema almeno ci sembra risolto: si occuperanno di lui educatrici capaci e affidabili mentre noi saremo al lavoro.


Ma il sollievo lascia subito il posto all'ansia di lasciare il bambino in un posto nuovo, con gente che non conosce, con altri bambini, senza l'occhio vigile della mamma, della nonna o della baby sitter. Di norma le educatrici prevedono un periodo di circa tre settimane di inserimento, durante il quale il genitore si distacca gradualmente dal bambino in modo che prenda familiarità con il nuovo ambiente e la sua educatrice di riferimento.

Sarebbe meglio che l'inserimento venisse fatto da uno dei due genitori. A volte è difficile prendersi ulteriori permessi sul lavoro, ma un inserimento effettuato da un'altra persona implica per il bimbo un doppio distacco, perché anche se sta benissimo con questa persona, di fatto durante la fase di ingresso al nido ha già "salutato" la mamma e si sentirebbe ulteriormente tradito nel vedere andare via anche la nonna o la baby sitter.

La cosa fondamentale da ricordare per un buon inserimento è che il bimbo percepisce in pieno le emozioni e i pensieri della mamma o del papà; pertanto occorre che voi per primi abbiate fiducia nella scuola e nell'educatrice. Avete optato per questa soluzione, le educatrici sono preparate e attente, hanno esperienza e più vi fidate e osservate i loro consigli più il bambino si sentirà tranquillo e sicuro nelle loro mani.

Sarà dura vedere il nostro piccolino piangere disperato quando andremo via, ma noi non dovremo indugiare sulla porta: il saluto deve essere sereno ma rapido, sarà meglio per noi, per lui e per l'educatrice. Non dovremo, d'altra parte, per nessun motivo andare via quando è distratto; il saluto è doveroso e necessario, per quanto crudele possa sembrare. In questo modo lui si fiderà di noi e non si sentirà tradito. Il pianto è comunque un buon segno, non va negato o eliminato: noi lo capiamo benissimo, anche a noi dispiace tanto ma dobbiamo per forza andare, e siccome ci mancherà gli lasceremo un amico, un pupazzo, un fazzoletto, qualcosa che gli dirà che la mamma torna presto, dopo che ha mangiato la pappa o fatto la nanna.

Per me l'inserimento delle figlie, al nido prima e alla materna poi, ha rappresentato un momento di forte impatto emotivo a cui non mi sono mai abituata, ma ha contribuito notevolmente a formare la mia esperienza di mamma.

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Arcobaleno fa la pace

Il pesciolino Arcobaleno e i suoi amici vivono spensierati in fondo all'oceano. Poco lontano, una bella balena blu si lascia cullare dalle onde osservandoli placidamente.

"Perché ci guarda in quel modo?" si chiedono un giorno, insospettiti, i pesciolini.

"Grande e grossa com'è, chissà quanto mangia. E se divorasse tutto quello che c'è in giro?".

Sentendoli parlare così, la balena, che in realtà stava solo ammirando le loro belle scaglie brillanti, s'indispettisce e la sua rabbia non resterà senza conseguenze...

"Dobbiamo fare la pace" decide allora Arcobaleno "perché quando si litiga si finisce per stare male tutti".

Sì, ma in che modo?

Sembrava complicato, ma quanto è semplice fare la pace! Balena e Arcobaleno parlano a lungo. La balena spiega ad Arcobaleno perché si è arrabbiata... i due ridono insieme e trovano un accordo e ben presto nessuno riesce a spiegarsi più perché quel bisticcio sia mai avvenuto.

Le illustrazioni sono ulteriormente abbellite dalle lamine rifrangenti che fanno luccicare le scaglie dei pesciolini.

Per bambini in età prescolare.

Della stessa serie
"Arcobaleno, il pesciolino più bello di tutti i mari" che insegna la felicità nel donare 
"Arcobaleno, non lasciarmi solo!", che insegna a non creare gruppi esclusivi e ad accettare anche coloro che sono diversi da noi.

autore: Isabella Bossi Fedrigotti, Marcus Pfister

editore: Nord-Sud

Genitori in Gioco

Ben 240 attività fisiche, manuali e intellettuali, suddivise in pratiche schede con le indicazioni di fascia di età e tipologia, adatte a tutti i bambini dalla nascita ai 6 anni da svolgere da soli o con i compagni, in casa o all'aperto, questi giochi stimolano l'immaginazione e la creatività dei bambini e rendono più profondo il legame con i loro genitori.

Una guida che, con entusiasmo ed energia insegna ad esplorare, manipolare, far finta che, sporcare la cucina, animare pupazzi e peluche, disegnare su fogli ciclopici, utilizzare materiali insoliti, in compagnia dei propri figli.

Ogni momento trascorso insieme è un'occasione unica per conoscersi meglio e rinsaldare il legame affettivo; attraverso il gioco, si comunicano sensazioni ed esperienze e si apre la porta alla conoscenza del mondo.
I bambini nascono e crescono a una velocità sorprendente. I ritmi frenetici della vita moderna, però, spesso impediscono a mamma e papà, specie se impegnati con il lavoro, di prendere parte ai giochi dei figli piccoli: costretti a lasciarli in compagnia della «baby-sitter» televisione o con giocattoli e videogiochi già pronti, che lasciano poco spazio alla creatività, rischiano di sentirsi inadeguati e smarriti.

Per venire incontro alle esigenze di tutti quei genitori con sempre più impegni e sempre meno tempo libero a disposizione, ma che desiderano essere presenti con costanza e amore nel prezioso e irripetibile periodo della crescita dei figli, questa guida propone una ricca raccolta di attività ludico-didattiche da organizzare in famiglia, tutte ideate e sperimentate in prima persona dalla mamma/autrice: dai giochi all'aperto ai lavoretti di Natale, dal disegno alla manipolazione dei materiali, dall'invenzione di storie agli sporto più classici rivisitati a "misura di bambino".

autore: Alessandra Zermoglio

editore: Sonda

L'aggancio

L'incontro casuale in un garage di Cape Town tra una ricca ragazza bianca e un giovane arabo, colto ma povero, mette in moto una serie di eventi inimmaginabili. Abdu, l'uomo del garage, si chiama in verità Ibrahim ibn Musa. È immigrato illegalmente in Sudafrica da un misero paese africano con una laurea in economia. La ragazza è Julie Summers, insofferente al proprio ambiente privilegiato ma culturalmente ristretto.

La loro relazione è sostenuta all'inizio da una forte attrazione sessuale che è quasi l'unico linguaggio comune tra due mondi assolutamente diversi. Ma la loro storia si rafforza al punto che, quando le autorità obbligano Ibrahim a tornare nel suo paese, Julie sorprende la famiglia, gli amici e soprattutto se stessa decidendo di seguirlo come moglie.

In una piccola città sommersa dalla polvere e circondata dal deserto, Julie lotta per essere accettata dalla sua nuova famiglia mussulmana. Ibrahim, intanto, continua a lottare per emigrare ancora, verso gli Stati Uniti. Quando finalmente arriva il momento della partenza, la scelta di Julie sarà ancora una volta sorprendente: decide infatti di restare. Con questo nuovo romanzo, Nadine Gordimer indaga le ragioni dell'amore, esplora l'incontro tra culture diverse e racconta la condizione dei disperati, privati di ogni certezza.

[Descrizione tratta dal sito dell'editore La Feltrinelli]

autore: Nadine Gordimer

editore: Feltrinelli Editore - Universale Economica