Un viaggio in Burkina Faso

Vorrei evitare sia i toni mielosi di coloro che girano per il mondo con gli occhi foderati di prosciutto ("è tutto favolosoooo!!!"), sia il tono "da missionari" che lagnano ("i nostri poveri fratelli neri....") e poi vivono nelle belle casette, mangiano tutti i giorni eccetera.

Certo è che il Burkina Faso (il "mio" Burkina) ha rubato il mio cuore e i miei pensieri. Avevo già visto questo effetto prodursi in mio marito a gennaio. L'ho rivisto negli occhi di Claudia, mia figlia, e l'ho provato anche io.



La gente è cordialissima, intrisa di una dignità che, sinceramente, non so bene dove attinga. Ouaga è il posto più bello e orribile del mondo intero: un enorme villaggio di casupole tradizionali, di asini che brucano ai lati della strada, di donne e ragazzini che friggono frittelle, vendono acqua fresca in sacchettini di plastica, arrostiscono mais....nel tentativo di raggranellare qualche soldino. I rifiuti in mezzo alla strada, nel fiume, nei barrages... i venditori di mele (importate!) davanti al supermercato dei ricchi... i mercati rionali con la frutta e la verdura disposte in mucchietti da cinque... Tutto si compra a numero: un mango, cinque banane per cento franchi (15 centesimi), una caramella, due sigarette, un misurino di arachidi, un pacchetto di fazzoletti di carta...

Ovunque bambini che ti salutano e ti danno la mano.
Madri con i piccoletti appesi al dorso.
Gente in bicicletta.
Motorini.

La benzina costa quasi un euro al litro.
I burkinabè che hanno uno stipendio guadagnano dai 30 ai 45 euro al mese.
Il conto è presto fatto.

C'è la carestia adesso, in Burkina. I bambini muoiono, letteralmente, di fame. I genitori... vi lascio immaginare. 
È anche il periodo della malaria. In ospedale ti curano, ma devi procurarti i farmaci. In buona sostanza si crepa di stronzate. 
E noi qui a dare il fluoro ai ragazzini. 
E i biscottini con le vitamine aggiunte. 
O a biascicare cazzate tipo "non mangia niente".

Qualcuno ti chiede denaro, qualcosa per mangiare.
Ben presto ti senti colpevole di qualcosa di grave.
La consolazione bastarda che "hanno poco, ma vivono sereni" è ipocrita e lesiva della dignità umana. Si sta di merda se sei vedova, non hai neppure un posto dove dormire e dei figli da far sopravvivere. O se vivi in città e perdi il lavoro. O se qualcuno della tua famiglia si ammala.

C'è il colera, adesso, a Ouaga. 
In seguito a un temporalone (e pensare che piove poco!) i fossati sono tracimati, tra scarichi, acqua, topi e dio solo sa cosa, il risultato è presto ottenuto.

L'Italia è conosciuta per la raccolta dei pomodori e passa per il paese di Bengodi.
Posso capire il perché. 
Anche se è falso.

E pensare, ad esempio, che il Burkina è un Paese straordinariamente bello. La campagna (brousse) è suggestiva e spettacolare. In questo periodo è tutta verde, ci si potrebbe coltivare un sacco di cose. La gente lì attende il raccolto del mais, del miglio e delle arachidi (fine ottobre) e nel frattempo muore di fame.

Hanno prodotti pregiatissimi: i manghi, le arachidi e il lussuosissimo burro di karitè che le donne preparano a mano (ci vogliono due settimane di lavoro!) e che non vale loro neppure il costo della legna che hanno impiegato.

Quanta rabbia, quanti pianti e quanta gioia.
Se non avessi avuto una famiglia qui...

Pin It
Accedi per commentare

George e Sam

Una madre, due figli autistici e il racconto di un intensa quotidianità.

È la storia dell'infanzia di due fratelli autistici, descritta con obiettività e anche ironia. È interessante e illuminante, anche per chi non ha figli autistici; attraverso le parole dell'autrice si colgono tante cose che fanno meditare.

Dall'introduzione:

George e Sam è un libro illuminante. Non ci fornisce quel tipo di riscatto sentimentale che permette di piangere e dimenticare, ma propone e, cosa più impressionante, risponde a una serie di domande importanti che sono valide per tutti noi.

Fino a che punto siamo preparati ad accogliere i nostri bambini?

Siamo in grado di amarli così come sono?

Se la nostra vita non è come ce l'aspettavamo, qual è il modo migliore di viverla?

Charlotte Moore ha le risposte.

autore: Charlotte Moore

editore: Penguin

Il segreto della resistenza psichica

Quante volte ci siamo detti che sarebbe bello avere una corazza dell’anima, una difesa contro le pressioni lavorative, le forti richieste che arrivano dalla famiglia, dai figli, da questa vita che sembra diventare sempre più stressante. Sarebbe bello avere fiducia in se stessi, così da farci scivolare via le critiche che spesso sentiamo su di noi, oppure avere le risorse per superare le crisi, avere le energie necessarie per affrontare non solo i piccoli problemi quotidiani, ma le inevitabili grosse difficoltà che la vita ci pone davanti. Ci sono persone che hanno tutte queste caratteristiche:  sono le persone resilienti.

Leggi tutto...

I conquistatori

Un bel libro pacifista per bambini della scuola dell'infanzia, che racconta in modo semplice e intuitivo come fece una nazione piccola e disarmata a non farsi conquistare da un Grande Paese che aveva il Cannone.

Sottilmente attuale: le donne del piccolo paese si vestono con lunghi abiti dai colori sgargianti e portano il capo coperto...

 

Si presta ad essere abbinato all'ascolto della canzone Napoleone di Endrigo/Rodari.

autore: David McKee

editoreIl Castoro