Com'è andata a scuola? Non ricordo!

Un bel salto passare dalla Scuola dell'Infanzia alla Scuola Primaria. 

Prima, il breve contatto quotidiano con le maestre ci teneva informati sull'andamento della giornata del nostro bambino, sapevamo cosa mangiava, quali erano a grandi linee le attività svolte. Ma ora, a scuola, vediamo gli insegnanti solo alle riunioni e non è facile avere un'idea di quello che succede, non solo a livello didattico, ma anche nei rapporti con i compagni.

La maggior parte dei bambini all'uscita della scuola non racconta quello che è successo, tanto più se li si tempesta di domande. Com'è andata oggi? Cosa avete fatto? Le risposte sono monosillabi quando va bene, molto spesso è un "niente" o un "non mi ricordo". Questo avveniva anche quando nostro figlio era più piccolo, ma attribuivamo la scarsa loquacità alla stanchezza e alla difficoltà di verbalizzazione che caratterizza questi frangenti.

Ma ora è grande, ci diciamo. Le bambine poi, ci sommergono di parole quasi mai finalizzate però a quello che vogliamo sapere. Può essere frustante non sapere nulla di quello che succede a scuola, e spesso integriamo le informazioni delle insegnanti con quelle delle altre mamme, i cui figli - guarda caso - raccontano sempre di più o meglio. 

Qualcosa si può fare per incoraggiare i bambini a raccontare senza farli sentire sotto pressione. Quando li vediamo all'uscita da scuola non sommergiamoli subito di domande, facciamoli partecipi della nostra giornata raccontando loro gli episodi che ci sono accaduti; spesso condividere le esperienze, per quanto insignificanti possano sembrare, aiuta ad aprirsi, e l'esempio funziona sempre. Può succedere, inoltre, che a loro venga voglia di raccontare nei momenti più impensati, proprio quando noi non possiamo ascoltarli; eh già, quando sono sollecitati la memoria si annebbia ma poi nel corso della giornata i ricordi affiorano, e sta a noi allora cogliere il momento giusto.

Uno stratagemma che funziona (quasi) sempre è quello di approfittare di un momento in cui sono in due (o più) compagni della stessa classe: di fronte a una domanda precisa i bambini insieme si divertono a ricostruire un episodio e le parole sgorgano spontanee. Anche in presenza di fratelli maggiori loquaci il bambino è invogliato a parlare, così nel raccontare la sua giornata a scuola si ritaglia lo spazio privilegiato con la mamma che ascolta. Infine, nei bimbi più piccoli, è ancora il gioco che parla per loro. Una volta a casa, i bambini diventano maestri e possono finalmente impartire lezioni e compiti a bambole e fratellini. Anche qui un ascolto attento da parte nostra può rivelare molto della loro giornata scolastica.

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Il mare in fondo al bosco

…quella era un città buia fitta di misteri, una città piccola perché un bambino come lui, Paolo, potesse esplorarla e scoprirci dei segreti…

Trovò in terra dei libri, li guardò uno dopo l’altro e a poco a poco riuscì a leggerli. Intanto si accorgeva che quello che stava leggendo riusciva a vederlo anche se non c’erano le figure. “Forse - pensò - sto diventando anch’io un bambino inventato. Sarebbe divertente!”
A un tratto aprì un libro e dalle pagine si alzò una foresta: era un libro animato, di quelli da cui, quando si sfogliano, si vedono saltar fuori castelli, boschi, velieri, talmente belli che sembrano veri. Gli venne voglia di provare a entrarefra quegli alberi. Quella foresta poi era una giungla, certo zeppa di belve, di serpenti di insetti velenosissimi.
Be’ paura o non pauraaveva una gran smania divederla quella giungla, l’idea di passare dal buio di una città pericolosa, al buio di una foresta tropicale, adesso, lo tentava troppo.
Sentì delle voci e un gran correre: lontano nelle strade dei tipi loschi.

Il romanzo è una fantasticheria in cui, con ritmo crescente, compaiono città insidiose, giungle popolate di belve, mari in burrasca, magie luminose, grovigli di strade misteriose. I protagonisti sono bambini, bande criminali, mercanti di schiavi, maghi e mostri orrendi, pirati e scimmie, folletti e coccodrilli.

Età di lettura consigliata: da 4 anni.

autore: Pinin Carpi

editore: Einaudi Ragazzi

Desiderare un figlio, adottare un bambino

L'adozione di un bambino è una scelta complessa ed articolata che inizia dal desiderio di prendersi cura di un figlio nato da altri. Il nostro lavoro, che ci mette in contatto quotidianamente con questa realtà, ci ha fornito uno spazio privilegiato di osservazione, e ci ha indotte a riflettere su quale ruolo possano svolgere i servizi per sostenere le famiglie adottive. Abbiamo cercato di dare voce a tutti i protagonisti dell\'adozione: i genitori, i bambini, gli operatori, gli insegnanti e gli educatori delle case-famiglia, proponendo una chiave di lettura in cui ognuno possa ritrovare un terreno di confronto e trasformare le peculiarità in risorse.

Autore: Simonetta Cavallie Maria Cristina Aglietti

Editore: Armando

Anche le cose hanno un'anima

Finalmente una raccolta di racconti per l'infanzia scritta con il cuore. 

"Anche le cose hanno un'anima " di Claudia Volpe non narra di vampiri, fantasmi e mostri spaziali che alimentano gli incubi dei bambini. Solo storie di oggetti comuni, ma con l'anima ed i sentimenti veri di ogni giorno.

Gli oggetti "parlano" ai bambini e così li vedrete giocare e colloquiare, oltre che con i giocattoli, anche con le pentole della mamma, con le mollette, con la frutta Certo, ogni epoca ha dei personaggi particolarmente cari ai bambini e, nel terzo millennio, tra mille sofisticati giochi elettronici e libri che narrano di invincibili eroi spaziali e terrestri e di mostri più o meno spaventosi, io credo che ci sia ancora un po' di spazio per le storie semplici che narrano di buoni sentimenti; passano gli anni, ma il cuore dei nostri bambini rimane sempre lo stesso, in qualsiasi tempo si viva, perché l'essenza più vera dell'infanzia è costituita principalmente di fantasia e teneri affetti. Leggi tutto...