Socializzare ad inizio anno

Sono entrati, sono nuovi, sono spaesati. I nostri figli intraprendono in questi giorni l'anno scolastico e molti di loro un nuovo ciclo. Insegnanti sconosciuti e gruppo ancora da formare possono preoccupare non poco chi cerca di inserirsi in un luogo che non gli è ancora familiare. Come favorire il normale avvicinamento che porta dopo poco tempo ad avere nuovi amici? 


Sicuramente dipende dall'età del bambino. Per i più piccoli sarà necessaria la mediazione del genitore con l'organizzazione di incontri a casa o al parco per permettere loro di giocare in gruppo ristretto, è meglio partecipare alle feste di compleanno di compagni di classe anche se ancora non si conoscono bene. Niente come una bella torta e un correre sfrenato, che a scuola raramente sono permessi, aiuta ad aprirsi alla conoscenza e all'approfondimento della socializzazione. Ritrovarsi poi tra i banchi di scuola diventerà una gioia e questo probabilmente contribuirà a rendere l'ingresso mattutino a scuola meno difficile ed ostico. 

Quando invece parliamo di ragazzi della scuola secondaria (ex scuole medie) ci sono altri fattori da tenere presente. L'età difficile che hanno li porta spesso a chiedere più di quello che in realtà sono in grado di affrontare. Loro stessi sono combattuti tra quello che ritengono sia giusto venga loro concesso e quello che realmente desiderano. Potrebbero trovarsi, cioè, a richiedere un'autonomia di movimento di cui in realtà hanno ancora un po' paura. 

Sicuramente noi genitori dovremmo cercare di instradare un'indipendenza che potrebbe partire proprio dall'esperienza scolastica. Andare e tornare da soli, se possibile e non eccessivamente lontano, diventerà un'ottima palestra di autonomia che potrà poi essere la base per una libertà "controllata" sempre maggiore. 
La socializzazione improvvisamente sembrerà diventare direttamente proporzionale alla libertà di movimento che riterremo opportuno accordare. La nostra mediazione, tuttavia, dovrà sempre più sparire nell'ombra per rimanere cioè un punto di riferimento presente, disponibile e ben visibile ma non soffocante e strettamente condizionante. Un faro nella nebbia tanto per capirci. 


La socializzazione scolastica e quindi anche l'autostima, bene prezioso e raro durante la pubertà, ne saranno favorite facilitando il rapporto con la classe e aiutando a superare le tante insicurezze che caratterizzano il processo di crescita.

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Nazi Hunters. L'avventurosa cattura del criminale nazista Adolf Eichmann

Il Primo Ministro prese posizione dietro il podio. Nella stanza, tutti aspettavano in silenzio. In tono fermo e solenne annunciò: «Devo informare che recentemente i servizi segreti israeliani hanno catturato uno fra i maggiori criminali nazisti, Adolf Eichmann, responsabile insieme ad altri dirigenti nazisti di quello che essi stessi avevano definito "la soluzione finale del problema ebraico", cioè lo sterminio di sei milioni di ebrei europei. Adolf Eichmann si trova attualmente in carcere in Israele e presto sarà condotto in tribunale in conformità alla legge per i reati commessi dai nazisti e dai loro alleati». 

Neal Bascomb è giornalista, saggista e autore di molti bestseller per adulti, tra cui "Hunting Eichmann", dal quale è stata tratta la versione per ragazzi, intitolata appunto: "Nazi Hunters. L'avventurosa cattura del criminale nazista Adolf Eichmann."

Il libro descrive nei minimi dettagli e con dovizia di particolari quella che fu la cattura di Adolf Eichmann, capo del dipartimento IVB4, la divisione delle SS responsabile della "soluzione finale", che dopo la fine della seconda guerra mondiale partì dall'Italia per l'Argentina dove cominciò una nuova vita insieme alla sua famiglia.
Nonostante il suo tentativo di vivere una vita nell'anonimato per non farsi scoprire, verrà individuato, infatti, David Ben Gurion, primo ministro israeliano, decide di inviare in Argentina un gruppo scelto di spie del Mossad (servizi segreti israeliani) molte delle quali avevano perso familiari nei campi di concentramento, con il compito di catturare e trasportare a Gerusalemme, in assoluta segretezza, l'emblema dell'orrore dell'Olocausto. Lì sarà oggetto di uno dei più importanti e significativi processi contro i crimini perpetuati dai nazisti. 

Il 27 gennaio 1945 è la data in cui le truppe sovietiche arrivarono ad Auschwitz, scoprendo l'omonimo campo di concentramento, cinquantacinque anni dopo, nel 2000, è stata scelta questa data per commemorare ogni anno le vittime del nazismo.

Il libro di Bascomb mette in evidenza due aspetti che raramente vengono toccati quando si parla di antisemitismo ai ragazzi: il primo e alquanto intuitivo, è che la fine della seconda guerra mondiale non ha significato la fine dell'ideologia nazista che anzi ha continuato a serpeggiare sia tra chi aveva vissuto la guerra così come tra i giovani, nei paesi europei come in quelli oltre oceano.
Un esempio è l'Argentina: simpatizzante nazista che è uscita dalla sua neutralità politica e si è schierata con gli Alleati solo poco prima della fine della guerra, quando oramai era chiaro che le potenze dell'Asse sarebbero state sconfitte. Il suo appoggio agli Alleati è stata una scelta politica intelligente e durante gli anni dopo la fine della guerra ha aiutato diversi esponenti del partito nazista a nascondersi cambiando identità.
Per questo motivo, la cattura di Eichmann da parte del Mossad è stata un'operazione molto rischiosa da svolgere in completa segretezza.

Il secondo aspetto è l'importanza che ha avuto per il popolo ebraico e il neonato stato di Israele il processo a Eichmann. L'autore infatti scrive: "il processo si rivelò quasi più importante nel campo dell'educazione che in quello della giustizia" perché per la prima volta, dopo il processo di Norimberga, permise ai sopravvissuti di parlare apertamente delle loro esperienze. Fu un processo di educazione per i ragazzi che dovevano conoscere ciò che era stato fatto al popolo ebraico e contemporaneamente Israele legittimava così la nascita del paese, che assumeva quindi il vessillo del rifugio di tutte le vittime del genocidio che era stato commesso.

autore: Neal Bascomb

editore: Giunti editore

Il bambino arrabbiato. Favole per capire le rabbie infantili.

“Una rabbia infantile cela il più delle volte una situazione di conflitto e di sofferenza psicologica. Quando un genitore si trova di fronte a tali manifestazioni spesso si sente in un tunnel: vede che il piccolo sta male ma non riesce a individuare i reali motivi che si nascondono dietro il disagio e la sofferenza del proprio figlio.

Se riusciamo a capire che un bambino si arrabbia perché sta soffrendo per qualcosa che impedisce il suo naturale processo evolutivo, è più facile anche per noi adulti cercare dentro di noi delle strade diverse per aiutarlo a sciogliere i suoi nodi.

Attraverso l’uso di favole, che prendono spunto da storie reali, questo libro offre alcuni suggerimenti per aiutare gli adulti a comprendere meglio le rabbie infantili.” 

 

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

Città blu città gialla

 

Città Blu e Città Gialla sono vicine e separate solo da un fiume. Una è famosa per i suoi ombrelli variopinti, l’altra per i calzolai che fabbricano scarpe eccezionali.

Gli abitanti hanno sempre vissuto in pace e un ponte permette agli abitanti di passare da una sponda all’altra e tutti andavano d’accordo, finché un giorno non decidono di ridipingere il vecchio ponte che collega le due città: già, ma di quale colore?

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