Socializzare ad inizio anno

Sono entrati, sono nuovi, sono spaesati. I nostri figli intraprendono in questi giorni l'anno scolastico e molti di loro un nuovo ciclo. Insegnanti sconosciuti e gruppo ancora da formare possono preoccupare non poco chi cerca di inserirsi in un luogo che non gli è ancora familiare. Come favorire il normale avvicinamento che porta dopo poco tempo ad avere nuovi amici? 


Sicuramente dipende dall'età del bambino. Per i più piccoli sarà necessaria la mediazione del genitore con l'organizzazione di incontri a casa o al parco per permettere loro di giocare in gruppo ristretto, è meglio partecipare alle feste di compleanno di compagni di classe anche se ancora non si conoscono bene. Niente come una bella torta e un correre sfrenato, che a scuola raramente sono permessi, aiuta ad aprirsi alla conoscenza e all'approfondimento della socializzazione. Ritrovarsi poi tra i banchi di scuola diventerà una gioia e questo probabilmente contribuirà a rendere l'ingresso mattutino a scuola meno difficile ed ostico. 

Quando invece parliamo di ragazzi della scuola secondaria (ex scuole medie) ci sono altri fattori da tenere presente. L'età difficile che hanno li porta spesso a chiedere più di quello che in realtà sono in grado di affrontare. Loro stessi sono combattuti tra quello che ritengono sia giusto venga loro concesso e quello che realmente desiderano. Potrebbero trovarsi, cioè, a richiedere un'autonomia di movimento di cui in realtà hanno ancora un po' paura. 

Sicuramente noi genitori dovremmo cercare di instradare un'indipendenza che potrebbe partire proprio dall'esperienza scolastica. Andare e tornare da soli, se possibile e non eccessivamente lontano, diventerà un'ottima palestra di autonomia che potrà poi essere la base per una libertà "controllata" sempre maggiore. 
La socializzazione improvvisamente sembrerà diventare direttamente proporzionale alla libertà di movimento che riterremo opportuno accordare. La nostra mediazione, tuttavia, dovrà sempre più sparire nell'ombra per rimanere cioè un punto di riferimento presente, disponibile e ben visibile ma non soffocante e strettamente condizionante. Un faro nella nebbia tanto per capirci. 


La socializzazione scolastica e quindi anche l'autostima, bene prezioso e raro durante la pubertà, ne saranno favorite facilitando il rapporto con la classe e aiutando a superare le tante insicurezze che caratterizzano il processo di crescita.

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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé

A quale prezzo psicologico si ottiene un "bravo bambino"? Di quali sottili violenze è capace l'amore materno? Per l'autrice, il dramma del "bambino dotato" - il bambino che è l'orgoglio dei suoi genitori - ha origine nella sua capacità di cogliere i bisogni inconsci dei genitori e di adattarvisi, mettendo a tacere i suoi sentimenti più spontanei (la rabbia, l'indignazione, la paura, l'invidia) che risultano inaccettabili ai "grandi".

Sono passati diciassette anni da quando è uscita la prima edizione di questo libro, in cui Alice Miller analizza cosa capita dal punto di vista neurobiologico ai bambini che non hanno avuto la possibilità di sviluppare la loro vita emotiva. Non bambini in evidente stato di abbandono, ma piccoli con un'apparente infanzia felice alle spalle. Bimbi che già a un anno sapevano stare senza pannolino, che hanno imparato presto ad accudire i propri fratellini. La strada è riuscire a vivere e a far vivere le proprie emozioni e questo libro certamente aiuta a riviverle, anche chi un bambino dotato forse lo è stato davvero.

autore: Alice Miller (traduzione di M. A. Massinello)

editore: Bollati Boringhieri

L'aggancio

L'incontro casuale in un garage di Cape Town tra una ricca ragazza bianca e un giovane arabo, colto ma povero, mette in moto una serie di eventi inimmaginabili. Abdu, l'uomo del garage, si chiama in verità Ibrahim ibn Musa. È immigrato illegalmente in Sudafrica da un misero paese africano con una laurea in economia. La ragazza è Julie Summers, insofferente al proprio ambiente privilegiato ma culturalmente ristretto.

La loro relazione è sostenuta all'inizio da una forte attrazione sessuale che è quasi l'unico linguaggio comune tra due mondi assolutamente diversi. Ma la loro storia si rafforza al punto che, quando le autorità obbligano Ibrahim a tornare nel suo paese, Julie sorprende la famiglia, gli amici e soprattutto se stessa decidendo di seguirlo come moglie.

In una piccola città sommersa dalla polvere e circondata dal deserto, Julie lotta per essere accettata dalla sua nuova famiglia mussulmana. Ibrahim, intanto, continua a lottare per emigrare ancora, verso gli Stati Uniti. Quando finalmente arriva il momento della partenza, la scelta di Julie sarà ancora una volta sorprendente: decide infatti di restare. Con questo nuovo romanzo, Nadine Gordimer indaga le ragioni dell'amore, esplora l'incontro tra culture diverse e racconta la condizione dei disperati, privati di ogni certezza.

[Descrizione tratta dal sito dell'editore La Feltrinelli]

autore: Nadine Gordimer

editore: Feltrinelli Editore - Universale Economica

 

L'ombra del vento

"Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra."

Un'ottima opera prima, di questo scrittore che finora si era cimentato solo nella narrativa per bambini; un libro che, uscito in sordina, è diventato un best-seller grazie al passaparola dei lettori. Un romanzo a tratti inquietante, che mescola mistero, Storia e vita vissuta; e che ha, soprattutto, un grande pregio: è sempre coerente alla trama e ai riferimenti. Ogni rimando, ogni indizio, alla fine trova una sua collocazione, ogni mistero ha una spiegazione, ogni rapporto una sua conclusione. Bellissime le descrizioni di una Barcellona cupa, invernale e lontana dall'idea che si può avere di questa città, vittima di un triste dopoguerra ed un ancor più triste strascico del regime. Ancor più belle, seppur drammatiche alcune, le descrizioni delle coppie: coppie di padri e figli, coppie di amici, coppie di fidanzati, e degli intrecci che li legano.

Da leggere d'un fiato, e rileggere con calma una seconda volta.

autore: Carlos Ruiz Zafon

editore: Mondadori