I congedi parentali

Nei primi 8 anni di vita del bambino/a (12 in caso di adozioni) ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro per occuparsi della cura del figlio/a. La madre lavoratrice può, una volta trascorso il periodo di astensione obbligatoria (i 5 mesi a cavallo del parto) usufruire di un periodo di astensione dal lavoro non superiore a 6 mesi, del quale è possibile godere in modo continuativo o frazionato. Anche il padre lavoratore può astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi. Le astensioni dal lavoro dei genitori non possono complessivamente eccedere il limite di 10 mesi, a meno che il padre non stia a casa per almeno 3 mesi: in tal caso i mesi a sua disposizione diventano 7 e quindi alla coppia genitoriale spettano complessivamente 11 mesi di congedo. Qualora vi sia un solo genitore, questi può usufruire del congedo per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 19 mesi.

Ritengo che le parole chiave della norma siano continuativo o frazionato. 

Di solito, soprattutto se si è al primo figlio, si usufruisce del congedo in blocco, immediatamente dopo l'astensione obbligatoria. Già sembra impossibile lasciare la nostra creatura ad altri quando ha 9 o 10 mesi, figuriamoci prima! 

Nella maggioranza dei casi i datori di lavoro propendono per questa modalità, meglio togliersi il pensiero subito. Ma non è affatto detto che questa sia l'organizzazione ottimale per la nostra famiglia. Altre soluzioni potrebbero rivelarsi migliori. Potrebbe farci comodo integrare le ferie estive, sempre troppo brevi per chi ha figli, con qualche settimana in più, o magari potremmo renderci conto che abbiamo proprio bisogno di staccare per un po' a metà anno, e il datore di lavoro non è disposto a concederci ulteriori giorni. 

Uno degli aspetti positivi del congedo parentale è che la decisione spetta al genitore e solo a lui, non è sottoposta all'approvazione del datore di lavoro, al quale va solo comunicata la propria intenzione con un certo anticipo (di solito sono richiesti 15 giorni di preavviso).

Ricordiamo inoltre che fino all'anno di vita del bambino (e la stessa norma è stata estesa alle adozioni, riferendosi al primo anno di permanenza del bambino nella famiglia adottiva) la madre lavoratrice ha diritto a 2 ore di permesso giornaliero (se ha un contratto fino a 6 ore/die, per orari inferiori le ore di permesso si riducono ad una soltanto), da usufruire secondo modalità che vanno concordate con il datore di lavoro. 
Questo significa ritornare a lavorare ma con ritmi rallentati, più in sintonia con le esigenze della coppia madre/bambino. 

Non c'è una soluzione che vada bene per tutti, ma vale la pena di ragionare sulle opportunità offerte dalla legge, proprio per utilizzare il congedo nel modo migliore per noi e i nostri figli. 

Gaia Pedrolli 

Testo integrale della Legge 53 dell'8 Marzo 2000 ("Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città"): Legge 53

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Genitori in Gioco

Ben 240 attività fisiche, manuali e intellettuali, suddivise in pratiche schede con le indicazioni di fascia di età e tipologia, adatte a tutti i bambini dalla nascita ai 6 anni da svolgere da soli o con i compagni, in casa o all'aperto, questi giochi stimolano l'immaginazione e la creatività dei bambini e rendono più profondo il legame con i loro genitori.

Una guida che, con entusiasmo ed energia insegna ad esplorare, manipolare, far finta che, sporcare la cucina, animare pupazzi e peluche, disegnare su fogli ciclopici, utilizzare materiali insoliti, in compagnia dei propri figli.

Ogni momento trascorso insieme è un'occasione unica per conoscersi meglio e rinsaldare il legame affettivo; attraverso il gioco, si comunicano sensazioni ed esperienze e si apre la porta alla conoscenza del mondo.
I bambini nascono e crescono a una velocità sorprendente. I ritmi frenetici della vita moderna, però, spesso impediscono a mamma e papà, specie se impegnati con il lavoro, di prendere parte ai giochi dei figli piccoli: costretti a lasciarli in compagnia della «baby-sitter» televisione o con giocattoli e videogiochi già pronti, che lasciano poco spazio alla creatività, rischiano di sentirsi inadeguati e smarriti.

Per venire incontro alle esigenze di tutti quei genitori con sempre più impegni e sempre meno tempo libero a disposizione, ma che desiderano essere presenti con costanza e amore nel prezioso e irripetibile periodo della crescita dei figli, questa guida propone una ricca raccolta di attività ludico-didattiche da organizzare in famiglia, tutte ideate e sperimentate in prima persona dalla mamma/autrice: dai giochi all'aperto ai lavoretti di Natale, dal disegno alla manipolazione dei materiali, dall'invenzione di storie agli sporto più classici rivisitati a "misura di bambino".

autore: Alessandra Zermoglio

editore: Sonda

Nebbia di streghe

Nebbia di streghe, una bella fiaba avventurosa, avvincente e allo stesso tempo commovente, che aiuta i giovani lettori a comprendere la separazione tra genitori. 

Carletto è il protagonista di questo libro, ha sette anni e vede fra i sui genitori una nebbia grigia, che con il passare del tempo, diventa sempre più fitta, al punto tale che non riescono quasi più a parlare e ad incontrarsi.

La nebbia l’ha mandata la strega Cunegonda, perché Carletto non ha accettato di seguirla nel suo castello, dove lei lo ha invitato per una grande festa di bambini.
Carletto, rendendosi conto che la nebbia fra i genitori peggiorava decide di seguire la strega, con la speranza che questo possa servire a farla svanire.

Giunto al castello, Carletto scopre che insieme a lui ci sono tantissimi altri bambini e comincia un avventura che li porterà a sconfiggere le streghe, colpevoli di voler trasformare i bambini in streghe e streghi, e a fuggire dal castello.

Al suo ritorno a casa la gioia dei genitori è immensa ma dopo pochi giorni la nebbia ritorna, a quel punto Carletto è convinto che quello che sta succedendo accade solo per colpa sua.
Per fortuna trova il coraggio e si confida con la mamma, la quale gli spiega che a volte fra i genitori cala una nebbia che rende difficile la loro convivenza, al punto tale che non riescono nemmeno più a rivolgersi la parola.
La colpa non è certamente di Carletto, lui non c\'entra niente, può succedere che i genitori smettano di amarsi, e anche se ciò accade non smetteranno mai di voler bene ai loro bambini.
La mamma spiega a Carletto che l’unico modo per far si che la nebbia vada via è che la mamma e il papà non vivano più sotto lo stesso tetto.
Carletto è spaventato perché non sa che fine fanno i bambini che hanno i genitori che si separano, la mamma lo rassicura immediatamente, abbracciandolo teneramente e spiegandogli che i bambini staranno un pò nella nuova casa della mamma e un pò in quella del papà, in modo tale che quell’orribile nebbia non torni più.

autore: Giulio Levi

editore: Falzea Editore

Libri di Marcello Bernardi

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