Settimana per l'Allattamento Materno (SAM)

Tutti gli anni, dall'1 al 7 di Ottobre, si svolge la Settimana per l'Allattamento Materno (SAM), un evento che riunisce gli sforzi di tutti i promotori dell'allattamento materno, i governi e gli enti, per generare sostegno e sensibilizzare l'opinione pubblica su questo argomento. Ogni anno il tema è diverso; quello per il 2005 è Allattamento e cibi per la famiglia: salutari & fatti con amore – Nutrire con altri cibi mentre l'allattamento al seno prosegue.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'Unicef e le associazioni mediche raccomandano l'allattamento esclusivo al seno durante i primi 6 mesi di vita, seguito da un allattamento al seno complementare fino ai 2 anni e oltre. Lo scopo della SAM 2005 è di attirare l'attenzione sul valore dell'allattamento prolungato oltre i 2 anni; suscitare la consapevolezza dei rischi e dei costi dell'introduzione di altri cibi e bevande prima dei 6 mesi in bambini nutriti al seno e quindi rafforzare il sostegno per l'allattamento esclusivo al seno almeno fino a questa età; aggiornare le informazioni e le idee su cibi e bevande necessari a bambini e lattanti; confrontare le idee per rendere più semplice l'alimentazione complementare e farne un momento di apprendimento e amore. 

Gli organizzatori sottolineano quanto si sia discusso sulla scelta del titolo di quest'anno. La decisione di parlare di "cibi per la famiglia" è legata alla constatazione che, nella maggior parte delle comunità domestiche di tutto il mondo, i bimbi piccoli vengono nutriti con lo stesso tipo di cibo che mangia il resto della famiglia, e che la transizione verso cibi solidi nella dieta dei bambini più grandi a complemento del latte materno segna una nuova fase nel loro sviluppo sociale, emozionale e comportamentale, svolgendo un ruolo molto importante nella loro relazione con i genitori e con le altre persone che li accudiscono.

L'alimentazione con cibi complementari e l'allattamento prolungato al seno fanno parte di un momento di passaggio dall'allattamento esclusivo al seno ai cibi mangiati da tutta la famiglia.

(Informazioni tratte dal sito www.mami.org)


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I ragazzi felici di Summerhill

L'esperienza della scuola non repressiva più famosa al mondo

Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza?

Summerhill è la scuola che Neill fondò in cui il principio inspiratore è un'educazione che non ha bisogno di ricorrere alla paura. Una scuola senza autorità dove le regole sono dettate da un'Assemblea Generale formata da alunni e insegnanti in cui il fondatore ha lo stesso potere di voto di un fanciullo.

Neill dimostra che la libertà funziona, che i bambini sono capaci di autoregolarsi qualora non abbiano già assorbito il sistema educativo violento e coercitivo delle scuole tradizionali.
Summerhill ha uno spirito comunitario e di autogoverno in anticipo sui tempi. Questo avviene perché la scuola stessa è un'isola:
Neill non si propone di cambiare la società, lui desidera solo che i suoi ragazzi siano felici. Quando un ragazzino arriva a Summerhill inizialmente è disorientato e approfitta di tutto quello che si pensa (sbagliando) sia "libertà", ovvero fare quello che si vuole. A Summerhill le lezioni sono facoltative, se un bambino non vuole imparare a leggere e a scrivere non lo fa, e non è giudicato ma viene trattato con rispetto. Eppure entro breve tempo (quasi) tutti frequentano le lezioni, rispettano la libertà degli altri e se questo non avviene, gli stessi bambini decidono la sanzione, nell'assemblea settimanale di autogoverno.

E' una bella utopia, un invito a riflettere sulla violenza e sulle ipocrisie del nostro sistema scolastico, una proposta di antiscuola inimitabile, perché molte scuole ispirate a quel modello scambiarono proprio libertà con licenza, l'errore più comune che proprio Neill stesso tendeva a sottolineare: libertà non è assenza di regole come molti credono, ma è autoregolazione. La comunità infatti si detta da sola le regole, spesso ferree e precise, improntate sul rispetto reciproco.

autore: Alexander S. Neill

editore: Red Edizioni

Guida al consumo critico

"Il consumo critico e grandi campagne di sensibilizzazione hanno indotto varie imprese a imboccare la strada della responsabilità sociale e ambientale. Ma ancora troppe continuano a violare i diritti umani, sfruttando i piccoli produttori del sud del mondo, volendo imporre gli organismi geneticamente modificati, sostenendo regimi oppressivi, finanziando guerre, rifornendo eserciti. Ecco la necessità di informarci per fare sentire alle imprese tutto il nostro peso di consumatori che dicono no a comportamenti irresponsabili. Questa guida aiuta a stabilire su quali prodotti far ricadere le scelte d’acquisto, per indurre le imprese a comportamenti migliori, perché il consumo ha su di esse potere di vita o di morte."

Autore: Centro Nuovo Modello di Sviluppo
Editore: EMI

I No che aiutano a crescere

A prima vista si può pensare che questo libro presenti il "No" come strumento educativo e non come conseguenza di un normale rapporto tra le persone.

Almeno, così pare leggendo la quarta di copertina:
Un neonato strilla, un bambino vampirizza la madre, un adolescente sta fuori fino a notte fonda. Per paura di frustrarli, i genitori spesso rinunciano a educare i figli, a riconoscere i confini tra l'io e il mondo, a controllare gli impulsi, a dominare l'ansia, a sopportare le avversità. Nelle famiglie si creano cosi situazioni di disagio per la semplice incapacità di dire un no. Dovrebbe essere ovvio che in certi casi bisogna dire di no, eppure l'opinione comune è che sia meglio dire di sì. Non saper negare o vietare qualcosa al momento giusto può pero avere conseguenze negative sulla relazione tra genitori e figli, come anche sullo sviluppo della personalità dei bambini.

In realtà, il libro è un'analisi lucida e profonda del comportamento dei bambini dalla nascita all'adolescenza e del loro rapporto con i genitori. I "No" e i limiti non sono solo quelli che il genitore dice al bambino, ma sono soprattutto quelli che il genitore impara a dire a se stesso per favorire la crescita del figlio. Le ragioni del bambino sono sempre tenute in considerazione, come pure l'interazione madre-figlio. I limiti sono anche per la madre, quando non sa accettare che il figlio possa essere diverso da come lei se lo immagina, quando non accetta che possa essere autonomo, o quando interferisce con il ritmo e le sue modalità di apprendimento.

È pieno di ottimi spunti e di buon senso e, a dispetto del titolo, non è affatto un incoraggiamento a una revisione autoritaria del ruolo genitoriale.

autore: Asha Phillips (traduzione L. Cornalba)

editore: Feltrinelli