Quando le vacanze sono faticose

L'estate è appena finita. Prima che cominciasse non vedevamo l'ora di poter stare finalmente tutti insieme, tranquilli in famiglia. Ma forse le cose non sono andate proprio come ci aspettavamo: giornate che si susseguono faticose, bambini che manifestano un disagio al quale non sappiamo dare un nome "Non era mai contento, una lagna continua… Eppure siamo stati al mare/montagna ed eravamo tutti per lui!!!!"

Già… i genitori a disposizione a tempo pieno… Questa può essere una buona chiave di lettura del loro comportamento. 

Per i nostri figli stare con noi non è solo motivo di gioia, ma anche l'occasione per esprimere i loro più intimi sentimenti, che magari da mesi covavano sotto la cenere. In teoria dovremmo sentirci gratificati: solo con noi si sentono così "rilassati" da buttare fuori le loro emozioni più profonde, è la nostra rassicurante presenza a far trovare loro il coraggio per quei balzi verso l'autonomia che ci riempiono di gioia. 

Non sempre però si tratta di balzi. Ci sono anni più faticosi, sia per noi che per loro. Anni in cui hanno dovuto affrontare eventi importanti, l'arrivo di un fratellino, la scuola nuova, un trasloco... Ma anche anni in cui noi abbiamo dovuto sostenere grossi impegni personali, magari un nuovo lavoro, un mutuo, delle difficoltà in famiglia. 

I bambini non solo vivono le proprie tensioni ma assorbono anche le nostre, e quasi sempre tentano di farsene carico. 

Tutto questo salta fuori in estate, magari a mesi di distanza, quando siamo a loro completa disposizione, quando, dal loro punto di vista, dovremmo essere totalmente in ascolto. Spesso si aggiunge un altro fattore, speculare. D'estate anche noi viviamo i nostri figli a tempo pieno, e malgrado il desiderio di "goderceli", vorremmo tanto poterci riposare di più, e stare sempre assieme fa saltare agli occhi quei lati del loro carattere che non ci piacciono o ci mettono in ansia. 

Non dobbiamo sentirci in colpa. Non sarebbe neanche giusto far vivere i nostri figli in un mondo edulcorato con genitori sempre a disposizione, perennemente felici ed appagati. Dobbiamo invece trovare un modo per esprimere la tensione e gestirla assieme, magari rallentando il ritmo, senza pretendere di essere efficienti o perfetti anche in vacanza, tutti quanti. Ammettere con noi stessi che siamo stanchi, che vorremmo altro, che i nostri figli a volte ci innervosiscono, è già un passo avanti per vivere meglio. Accettare i nostri limiti ci rende più tolleranti i comportamenti che ci snervano, i lati del carattere che ci inquietano. 

Insomma, lasciare alle tensioni (quelle di tutti) lo spazio per manifestarsi. 

Nella consapevolezza che anche una brutta estate può assumere tutt'altra valenza se diventa l'occasione per mettere a fuoco un problema e ci permette di attivare le energie necessarie ad affrontarlo. 

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Rinoceronte

Scimmia si è svegliata male stamattina e dà un calcio a Uccello che cade in una pozzanghera.

Uccello diventa furioso a sua volta e se la prende con Rospo che lì sta facendo il bagno.

Rospo si agita e schizza Coccodrillo; anche quest'ultimo si arrabbia e colpisce Tartaruga con la coda.

Tartaruga è già pronta a bisticciare anche lei quando vede Rinoceronte... molto grande, molto forte, ma oggi Rinoceronte è soprattutto molto contento.

Ed ecco, come per contagio, che Tartaruga si calma e così a catena si calmano anche gli altri animali e tutto finisce in una grande risata, dove nessuno ricorda più i motivi dei litigi.

La forza, la tranquillità e la gioia di Rinoceronte sono servite per ritrovare la pace e la felicità.

Può capitare di svegliarsi malcontento, di cattivo umore, contagiando così il prossimo; litigio chiama litigio. E' bello vedere come la gentilezza e la gioia siano altrettanto contagiose e capaci di ristabilire l'armonia. Evviva i "rinoceronti" della vita quotidiana!

Per bambini in età prescolare.

autore: Lucia Scuderi

editore: Bohem Press Italia

TANDEM, due storie che viaggiano insieme

Si dice spesso che il piacere di leggere cresce leggendo. All'inizio però non sempre le cose sono facili per i piccoli lettori alle prime armi. Diventa quindi fondamentale aiutare i bambini a non spaventarsi davanti ad un libro facendo in modo che invece ne siano attratti sentendo il desiderio di toccarlo, sfogliarlo, leggerlo. Impareranno così che i libri sono contenitori di emozioni che aiutano a fantasticare e noi saremo riusciti a trasmettere il desiderio e il piacere della lettura.

Leggi tutto...

Mi hanno ucciso le fiabe. Come spiegare la guerra e il terrorismo ai nostri figli.

Durante l'osservazione del comportamento di alcuni bambini del suo Centro giochi di Masal, l'autrice - nota psicoterapeuta, rimane impressionata dalla seguente conversazione: "Secondo me dovrebbero dare il permesso agli americani di usare la bomba atomica così ne sganciano una su Bagdad ed è finita la guerra". Un'altro bambino risponde "Io penso che sia sbagliato perchè se butti una bomba atomica su Bagdad uccidi tutta la gente e poi anche...come si chiama..Aladino. Così uccidono tutte le nostre fiabe e non ci sono più fiabe". Dialogo surreale che mette in evidenza un problema molto serio: guerre, massacri di innocenti, armi chimiche, attacchi kamikaze ed eventi naturali incontrollabili: le notizie dei disastri colpiscono grandi e piccini e nessun mass media riserva spazi a loro adeguati per aiutarli ad impadronirsi della realtà.

In questo libro Masal Pas Bagdadi ha intervistato bambini e fermato i loro pensieri e le loro emozioni ma soprattutto ci insegna a stare loro vicini, a rassicurarli e a decodificare le loro paure sui grandi temi della guerra e della distruzione. Ci dice come dirglielo e cosa dirgli, cosa fargli sapere e cosa non fargli vedere, ci mette in guardia contro le difficoltà che si possono incontrare e ci suggerisce come affrontarle.

Un libro per entrare in sintonia con i propri figli, per comprendere i loro ragionamenti e percepire le realtà che possono provvedere al loro fondamentale bisogno di sicurezza.

autore: Masal Pas Bagdadi

editore: Franco Angeli