Tanti auguri!

Fin dai primi mesi di frequenza della comunità (asilo e scuola), i bambini ricevono generalmente tanti inviti, allegri e colorati, alle feste di compleanno dei loro compagni. Li ricevono direttamente a scuola ed è invitata tutta la classe.

Ci sono feste belle e divertenti e altre in cui sembra che i bimbi siano lì quasi per dovere, a eseguire gesti e rituali sempre uguali e ripetuti: ora si gioca, ora si mangia, ora si scartano i regali. Molti bambini si divertono, altri invece se ne stanno lì, a subire una festa che non sentono, magari stanchi e annoiati.


Naturalmente quando si avvicina il compleanno di nostro figlio il problema si fa pressante e subito ci si consulta tra mamme. È tutto uno scambiarsi indirizzi di animatori o di luoghi dove festeggiare.
Un modo naturale di dividersi costi e oneri è quello di organizzarsi tra mamme e festeggiare un gruppo di bimbi che compiano gli anni nello stesso periodo. Resta naturalmente il problema di come organizzare i giochi e soprattutto la domanda: ma siamo sicuri che tutti i bambini gradiscano quella modalità di festeggiamento, al di là di quello che dicono?

Noi per primi conosciamo i nostri figli: se li vediamo partecipare mal volentieri ai giochi organizzati, se notiamo alle feste un grande numero di bambini che preferisce far scoppiare i palloncini invece che giocarci, se vediamo le bambine confabulare tra loro e rifiutarsi di sedersi in circolo a mimare canzoncine, allora forse dobbiamo pensare a qualcos’altro, affinché anche la festa non si presenti come l’ennesimo impegno obbligato nella giornata dei nostri bambini.

Man mano che crescono, loro sanno esprimere sempre meglio quello che vorrebbero. Certo, chi ha figli che compiono gli anni nella bella stagione e può disporre di spazi all’aperto, darà loro quello di cui hanno maggiormente bisogno: aria aperta dove poter correre e scatenarsi in libertà, con una buona merenda. Chi si deve accontentare di luoghi chiusi, troverà delle soluzioni anche basate sul buon senso affinché non si facciano male.

Io sono per le feste libere, senza costrizioni, dove i bambini possano giocare senza schemi predefiniti; però occorre prevedere i giochi possibili tra cui i bambini sceglieranno e naturalmente sarà l’adulto (o gli adulti) di appoggio a predisporre un opportuno allestimento. E allora via libera ai palloncini, anche modellabili: non è difficile farli, esistono libretti con le istruzioni e ai bambini piacciono moltissimo. Ci può essere l’angolo dei travestimenti o dei trucchi, quello dei lunghi rotoli di fogli con relativi colori, il momento della danza scatenata con le canzoni. I bambini apprezzano molto queste cose, e loro stessi seguiranno quelle che amano di più.

Poi man mano che crescono, le amicizie si selezionano e cessa quell’esigenza di ritrovarsi in tanti tutti insieme; allora le feste di compleanno acquisteranno la dimensione a cui forse siamo più abituati: un festoso ritrovo tra cari amici.

Paola Crisafulli

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Il Guerriero di Legno

Cosa siamo senza la nostra storia? Una pianta senza radici.
È così che si sente il Vecchio Albero, Guerriero di legno, quando perde la sua magica capacità di raccontare storie. Un vecchio albero è quanto di più vicino ci sia all'immagine della stabilità, della solidità. Ma se non c'è memoria, non c'è voce, ma solo un grande silenzio. L'albero guerriero non è solo, però: tutti i giovani alberi, che avevano sempre ascoltato i racconti del vecchio albero, diventano a loro volta narratori di storie, testimoni di quella memoria che è stato loro tramandata. Diventano dunque capaci di rigenerare la primavera delle parole dando così sollievo a chi non è più in grado di trattenere ricordi.

Un tema difficile, quello dell'anziano che per colpa della malattia perde la memoria, raccontato ai bambini con toni poetici, dove traspare il dolore, la malinconia ma con delicatezza e garbo, anche grazie alle splendide illustrazioni che seguono il racconto in perfetta sincronia, intonandosi alle parole. Così la pagina in cui la betulla argentata chiede una storia assume tonalità blu come l'argento, gli oggetti dai colori vivaci appaiono man mano che l'albero li descrive. Perfino il sole con la risata scoppiettante ha i raggi come popcorn. Poi arriva il vuoto e il silenzio della memoria e le pagine si adeguano, nei colori freddi dell'inverno. Non si guarisce, ma molto si può fare, e anche i colori tornano in qualche dettaglio pur rimanendo tenui e delicati.

Nel testo troviamo una felice parallelo tra i libri e il bosco. Nel nostro immaginario i libri hanno molti legami con le foreste, le biblioteche sembrano un po' dei boschi, pensiamo per esempio agli allestimenti nelle manifestazioni per ragazzi dove tantissimi libri sono appesi alle pareti con dei fili e i bambini possono passarci in mezzo, fermarsi e aprirli. 
I libri, infine, ci aiutano là dove la nostra memoria non può arrivare. Anche loro ci salvano dall'oblio e ci guidano nei sentieri del bosco.

Autore: Lorenza Farina - Manuela Simoncelli

Editore: Lineadaria editore

L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento

Non sono più rami storti da raddrizzare e nemmeno vasi da riempire i nostri ragazzi che frequentano le scuole, siano esse primarie, secondarie o università . L’insegnante deve recuperare il ruolo che è indicato nella stessa etimologia  della parola “insegnare”, lasciare un segno, un’impronta importante nell’allievo, svincolandosi dal contenuto del sapere, per trasmettere l’amore per il sapere. 

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Ti mangio!

Mentre si avventura in bici per i boschi, insieme alla sorella Sara, il piccolo Leo viene inghiottito all’improvviso da un grande e pelosissimo mostro: il temibile INGHIOTTONE dei BOSCHI!

Sara, senza perdersi d’animo, si lancia all’impazzata sulla sua bicicletta in un’operazione di soccorso ma proprio mentre sta per raggiungerlo, quel tondo mostro vorace viene inghiottito a sua volta da un mostro ancora più grande: un enorme GNAMMETE ALATO! Sara non si dà per vinta, accelera sulla sua bicicletta, ma mentre sta per raggiungere lo Gnammete Alato, un gigante ACCHIAPPONE MARINO balza fuori dal mare e se lo pappa in un sol boccone!

Ma non può immaginare che un mostro ancora più grande, il celebre SLURPANTE SPINATO, abbia già messo gli occhi su quell’enorme e prelibato... ehm... bocconcino marino!

Come farà Sara a tirar fuori Leo da tutte quelle voraci fauci?! E sembra non esserci mai fine, perché ecco balzar fuori perfino un immenso e affamatissimo ZOMPONE DAI DENTI A SCIABOLA!

Ora basta! Bisogna intervenire! E con astuzia e intraprendenza i due fratellini riusciranno a trovare una soluzione davvero geniale! I mostri, anche quelli più grandi, sono avvisati: mai sottovalutare l’intelligenza, la fantasia e la furbizia dei bambini!

Il libro, TI MANGIO! di John Fardell, edito in Italia dal Castoro, ha vinto come Miglior libro nella sezione “Crescere con i libri” nell’ambito della 4^edizione del premio Nazionale Nati per Leggere (Miglior libro per bambini tra i 3 e i 6 anni, relativo al tema "Il coraggio"), con la seguente motivazione:

Per la scintillante inventiva che dimostra come chi ha coraggio sa tenere gli occhi ben aperti sulla realtà senza chiudere quelli della fantasia.

 

autore: John Fardell

editore: Il Castoro