Viaggi responsabili

Come viaggiano le nostre famiglie? E come dovrebbero viaggiare? Chi ha bambini piccoli spesso non ha scelta, per problemi di budget, di tempo, di distanze. Chi ha ragazzi già grandicelli e ne ha la possibilità, può pensare a viaggi più impegnativi dei soliti mare-spiaggia o montagna-passeggiate, scegliendo viaggi organizzati o pianificando itinerari fai-da-te. 

Viaggiare e conoscere non sempre, però, vanno a braccetto con l'etica e il rispetto: quante volte vediamo masse di turisti che sembrano assalire monumenti, siti naturalistici o archeologici come eserciti distruttori? Se si visita un paese in via di sviluppo, poi, è difficile evitare i sensi di colpa e non sentirsi "fuori posto": noi siamo lì, con macchine fotografiche ipertecnologiche al collo, portafogli pronti a svuotarsi e zaini pronti a riempirsi di souvenir, mentre le popolazioni locali soffrono magari la fame e la miseria. Spiegare ai bambini tutto questo è difficile: ci si sente pieni di contraddizioni e dubbi quando si deve conciliare la sacrosanta voglia di svago e conoscenza con il desiderio di aiutare chi vive in condizioni difficili. 

Le prospettive possono cambiare con un modo diverso di viaggiare, di conoscere le persone, di aiutare popolazioni lontane. Il cosiddetto "turismo responsabile" non è una moda, è un sistema diverso di vedere il mondo, limitando gli sprechi e le ferite irrispettose all'ambiente e alla cultura, e aumentando la consapevolezza di abitare, tutti, su un unico pianeta. 

Rientrano nella definizione di turismo responsabile i viaggi che mettono i turisti in contatto diretto con le comunità locali, che entrano così a far parte del business turistico ricevendone benefici economici. Come spiegano, per esempio, i responsabili di Istituto Oikos, associazione che opera in Europa e in Africa per favorire la conservazione e la gestione sostenibile delle risorse naturali come strumento di sviluppo economico e sociale: 

"Il turismo è cresciuto enormemente nella seconda metà del XX secolo, e in particolare negli ultimi trent'anni, passando da un turismo ristretto a poche persone e a limitate destinazioni, al cosiddetto turismo di massa che coinvolge una grande massa di persone che vanno regolarmente in vacanza nel proprio o in altrui Paesi. Il turismo, nelle sue forme di massa e di lusso, ha spesso effetti molto negativi su ambiente, culture, società, economie nei paesi di destinazione, specie nel sud del mondo; diventa pertanto fondamentale stabilire dei limiti precisi di sviluppo del turismo e le condizioni appropriate per la sua attuazione. Turismo responsabile significa un viaggiare etico e consapevole della realtà sociale, culturale, economica, ambientale dei paesi di destinazione, e dell'impatto che le proprie azioni possono avere su queste realtà. Il turismo responsabile si prefigge di sviluppare maggiore consapevolezza nel turista, di ridurre al minimo i danni ambientali e socio-culturali nelle località di destinazione, di sostenere le comunità locali nello sviluppare propri programmi di turismo rispettosi del loro ambiente e della loro cultura."

La scelta di un viaggio "responsabile" può essere effettuata anche in occasione delle gite e dei viaggi di istruzione scolastici, o per i campi estivi dove mandiamo i nostri figli. Diverse associazioni propongono anche viaggi itineranti e soggiorni di turismo responsabile adatti alle famiglie: molti contatti si possono trovare sul sito dell'Associazione Italiana Turismo Responsabile.

Per saperne di più:

Associazione Italiana Turismo Responsabile 

Istituto Oikos-progetti di turismo responsabile in Tanzania 

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Che forza papà!

Un gruppo di vivaci bambini conversando tra loro riflettono su quanti tipi di papà ci sono al mondo.

Dai loro racconti viene fuori che le tipologie sono le più variegate; ci sono papà che lavorano vicino e quelli che lavorano lontano, quelli che aggiustano automobili e quelli che "aggiustano" animali. Quelli che fanno la spesa, quelli forti, quelli coraggiosi, quelli che sanno fare tutte le faccende domestiche. Poi c'è chi ha due papà, quello biologico e quello di "cuore", ci sono papà che si frequentano tutto l'anno, altri solo nei fine settimana o nel periodo delle vacanze; alcuni singoli altri doppi...

Sarà Mario, che ha un papà single, ad aiutarli a capire che, quale che sia la tipologia del proprio papà, è importante ed unico il forte legame che unisce un padre al proprio bambino.

Una tenera storia da leggere insieme ai bambini, priva di stereotipi, piena d'ammirazione per i diversi tipi di papà, e che fa certamente sorridere e riflettere.

autore: Autore Isabella Paglia - Illustratore Francesca Cavallaro

editore: Fatatrac

Stella fata del bosco

Grandi alberi, rocce, animali: il bosco può far paura, soprattutto a un bambino timido e fifone
come il piccolo Sam. Ma Stella, entusiasta e affettuosa, saprà mostrare al fratellino la bellezza
di api e farfalle, lepri e tartarughe, giganti e fate, e fra scambi di battute surreali e irresistibili
lo convincerà ad amare la foresta e tutte le sue creature.

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Sorella del mio cuore

La vita di due bambine che diventano donne perdendosi e ritrovandosi fra le tradizioni dell'India e le sue contraddizioni. Nate e cresciute insieme si conoscono e si amano profondamente, condividendo gioie, dolori, speranze.

Ma fuori dai muri protettivi della loro famiglia le attendono i segreti del passato e le nebbie del futuro: i fantasmi dei loro padri, i fanatismi dei pregiudizi e dei riti sociali, la fatica quotidiana di una famiglia di sole donne per allevarle e mantenerle, lo spettro del matrimonio combinato e l'incanto del vero amore.

Un romanzo che ci avvicina al mondo affascinante dell'India, che ce ne fa scoprire la magia ma anche le profonde contraddizioni che lo caratterizzano.

La storia ha un seguito, nel libro "Il fiore del desiderio", che si svolge in America dove si perde la magia che caratterizza questo volume, le ragazze crescono e con loro la difficoltà e l'amarezza dei loro destini.

autore: Chitra Banerjee Divakaruni (traduzione Federica Oddera)

editore: Einaudi