Mamma, facciamo un blog

È una domanda che può arrivare, e può capitare di non saper rispondere “su due piedi” perché Internet è grande e veloce, si evolve rapidamente e a volte incute qualche timore: certo, può essere veloce, facile e creativo, ma anche inutile o dannoso a seconda del modo in cui lo si usa.

Proviamo allora a seguire alcune tracce per un viaggio tranquillo e sicuro alla scoperta di un mezzo di espressione nuovo.
E proviamo a definire qualche linea guida su come approcciare, dal punto di vista di un genitore, il mondo dei blog.



Cos’è un blog?
Un weblog, o più semplicemente un blog, è un sito web con la caratteristica peculiare di presentare una sequenza cronologica di contenuti aggiornati molto frequentemente da un singolo autore o da un gruppo di autori. Può essere simile a un diario, ma rispetto al diario ha la caratteristica di essere esposto in forma pubblica in Internet.

L’esplosione mondiale del fenomeno dei blog trova le sue ragioni nella gratuità, semplicità e immediatezza di espressione e comunicazione: creare un blog personale richiede - oltre a un collegamento alla rete- pochi minuti, nessuna dimestichezza con grafica e linguaggi di programmazione, nessuna necessità di mostrare la propria identità a chi legge. Esistono blog tematici sugli argomenti più disparati, dalla ricerca scientifica alla gastronomia, dall’attualità alla politica, dai giochi di ruolo al sesso.

Un fenomeno che in Italia accomuna personaggi celebri come Beppe Grillo (www.beppegrillo.it) a migliaia di anonimi che affidano al loro sito/diario pensieri, immagini, disegni, link e file allegati, buffi o profondi, interessanti o inutili, ben scritti o pieni di errori che siano.

Per un bambino che lo desidera, e che è propenso ad usare le potenzialità del mezzo, avere un blog può essere un modo divertente di esprimersi e mettersi in relazione con gli altri, un quaderno interattivo dove collezionare pensieri, disegni e fotografie in un diario aperto che coglie le possibilità della rete (comunicare facilmente con persone lontane, per esempio, o condividere le foto di una gita con i compagni).
Studi di settore americani indicano che circa la metà dei blog ad oggi pubblicati negli Usa appartengono a minorenni: questo da un lato ci mostra l’appeal che il mezzo suscita e dall’altro ci porta a chiederci se possono esserci rischi per i piccoli blogger di casa.

Come si fa un blog?
Esistono numerosi servizi, in Internet, che offrono la creazione e l’hosting di un blog gratuito.
I più usati sono www.splinder.com e www.blogger.com: non sono dedicati a un target infantile, ma con entrambi gli strumenti è possibile creare in pochi minuti un blog.
È necessario registrarsi fornendo i propri dati personali (scegliendo poi se condividerli sul blog oppure no) ed è bene che sia un adulto a farlo, perché la registrazione implica l’accettazione delle regole del servizio.

Esiste anche un tool espressamente studiato per i più piccoli: KidzBlog. Non lo abbiamo testato perché non è un prodotto gratuito, ma il produttore (haranbanjo) dichiara che è adatto anche a chi ha appena iniziato a leggere e a scrivere, e permette di pubblicare immagini (fotografie o disegni) e testo, personalizzando il layout del proprio blog facilmente.

È sicuro?
Microsoft fornisce una serie di consigli e regole specifiche per il blogging, sia per i genitori che per i piccoli autori: vediamo le principali, tenendo conto che fondamentalmente la regola più importante è sempre la sicurezza, che parte dalla tutela della privacy, soprattutto quando si parla di un minore.
Imparare a pubblicare direttamente i propri contenuti sulla rete può essere un metodo per apprendere, insieme al bambino, come riconoscere i potenziali rischi, che sono gli stessi dell’uso di strumenti web come la posta elettronica, i forum e le chat.

Per i genitori, i consigli più significativi sono:
• Verifica sempre i post prima della pubblicazione. A volte alcune informazioni apparentemente innocue (per esempio riferimenti alla scuola o al giardinetto che si frequenta, o le fotografie in cui si riconosce il luogo in cui sono state scattate) possono rivelare dove il giovane blogger vive, cosa da evitare sempre.
• Chiediti sempre, e fai in modo che anche i bambini lo facciano, se sei convinto di volere/potere mostrare ciò che stai scrivendo anche a lettori estranei e sconosciuti. Nel dubbio, evita di farlo.
• Valuta la l’opportunità di scegliere un servizio di blogging che offra la possibilità di proteggere il blog con una password.
• Impara l’indirizzo del blog di tuo figlio, e visitalo frequentemente.

Per i piccoli blogger:
• Evita di pubblicare informazioni riservate come cognome, indirizzo e-mail, telefono, nome della scuola, cognomi di amici e insegnanti, età o luogo di nascita: incrociando alcuni dati, soprattutto in una piccola città, può essere facile riconoscere la tua identità.

• Evita di pubblicare immagini che possano essere offensive o provocatorie, soprattutto se ritraggono altre persone. Chiedi il permesso, prima di pubblicare immagini di altri: anche se non sono offensive, è una cortesia gradita. Ed evita le immagini che possano rivelare anche solo in parte informazioni personali.

• Considera che ciò che scrivi sul web è permanente: ogni tuo lettore può salvare o stampare i tuoi contenuti.

Risorse Web
New Kids on the Blog
Articolo di Mary Ellen Flannery dal sito della americana NEA, National Education Association, sull’uso del blog come risorsa scolastica.


Ragazzi e blog
Le istruzioni di Microsoft per aumentare la sicurezza durante l\'uso dei blog.

Minori e Internet: domande frequenti
Sempre dal sito di Microsoft, un vademecum per la sicurezza in rete.

Come difendersi dai lupi cattivi
A cura di Francesca Buraschi, un comodissimo riepilogo delle risorse web per lasciare che i bambini navighino senza pericoli.

Agnese Piana

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