Alimenti funzionali. Cosa sono?

Da alcuni anni sono comparsi sugli scaffali dei negozi alimenti nuovi.
Probiotici, latte e uova arricchiti di omega tre, latte delattosato, alimenti privi di glutine, sono solo alcuni esempi di quei prodotti noti agli addetti del settore come “alimenti funzionali”.
Gli alimenti funzionali rappresentano una delle più interessanti risposte che l’industria alimentare fornisce alla richiesta di salute legata al consumo di alimenti e, gran parte di questi prodotti, sono ormai un successo commerciale.

Il mercato dei prodotti alimentari, infatti, punta oggi decisamente sulle implicazioni “salutistiche” del loro consumo. I consumatori sono coscienti che, insieme all’esercizio fisico, un corretto regime alimentare è il più importante fattore per il mantenimento di un soddisfacente stato di salute. Non tutti, però, riescono ad avere un’alimentazione adeguatamente bilanciata e ricca. Quanti di noi consumano ogni giorno le 5 porzioni di frutta e verdura raccomandate?
Ecco, allora, che vengono in nostro aiuto questi nuovi prodotti.

Un alimento è “funzionale” se è in grado di svolgere una funzione importante per il benessere di chi lo consuma, funzione che si affianca e va oltre quella prettamente nutrizionale.

In seguito al crescente interesse per il concetto di alimenti funzionali e per gli health claims, ovvero gli slogan sull’etichetta che indicano i vantaggi sulla salute del consumo di quell’alimento, l’Unione Europea ha realizzato una Azione Concertata della Commissione Europea sulla Functional Food Science in Europe (FUFOSE).

Il rapporto finale sottolinea come gli alimenti funzionali debbano comunque restare «alimenti», come tradizionalmente li conosciamo e dimostrare la loro efficacia nelle quantità normalmente consumate nella dieta, senza quindi essere costretti a mangiarne quintali per avere un risultato.

Funzionale può essere un alimento integrale naturale, un alimento a cui è stato aggiunto un componente o un alimento da cui è stato eliminato un elemento con mezzi tecnologici.
Può anche trattarsi di un alimento in cui è stata modificata la natura di uno o più componenti o una qualsiasi combinazione di queste possibilità.
Può essere destinato alla popolazione in genere o a gruppi specifici di persone che possono essere definiti, per esempio, in base all’età o alla costituzione genetica.

Alcuni di loro non danno nulla di più di quello che si potrebbe ottenere da una dieta sana e soprattutto variata. Il latte con omega tre, ad esempio, possiede documentate capacità di prevenzione e riduzione nei confronti di alcune malattie cardiovascolari, ma mangiando pesce più volte alla settimana non c’è bisogno di arricchimenti. I prodotti arricchiti in fibre (i più nuovi sono alcuni succhi di frutta o il latte) aiutano il nostro intestino a funzionare meglio e prevengono alcuni tumori ma, mangiare molta fibra, è possibile anche senza ricorrere a prodotti innovativi. Farlo, però, non è sempre semplice.
Tra i funzionali rientra anche il latte delattosato, così come gli alimenti senza glutine. E di questi difficilmente si potrebbe fare a meno, senza peggiorare la propria qualità della vita.

Alla fine la parola d’ordine è sempre “non demonizzare”, non diventare schiavi di mode e tecnologie, ma neanche rimanere disperatamente attaccati alle tradizioni.

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