Programma DAN!

Circa due persone ogni mille soffrono di autismo nel mondo.

L'autismo è un disturbo che si manifesta prima dei tre anni di vita, caratterizzato da difficoltà nell'interazione sociale, nella comunicazione e da comportamento ripetitivo e stereotipato. 
Nel 25% dei casi un bambino diagnosticato come autistico all'età di due-tre anni, inizierà successivamente a parlare e a comunicare; i bimbi che sviluppano il linguaggio entro i 5 anni sembrano avere una prognosi migliore. Nelle restanti situazioni il disturbo si mantiene per il resto della vita e richiede un'intensa azione di supporto da famiglia, scuola e società. La maggior parte delle sindromi autistiche ha una causa ignota, solo un 5-10% è secondario ad altre affezioni. Malgrado i numerosi studi genetici condotti in questo campo, non è ad oggi possibile associare in modo conclusivo l'autismo all'alterazione di alcun gene. 
Attualmente non esiste una terapia farmacologica risolutiva e mirata. Più aumenta l'età della persona autistica però, più aumenta l'uso di farmaci volti ad arginare alcuni sintomi: a trent'anni circa l'80% delle persone autistiche usa farmaci neurolettici. 

Gli interventi educativi con approccio cognitivo e comportamentale si sono dimostrati i più efficaci.
Da circa 10 anni, in California, l'Autism Research Institute organizza un congresso per genitori e professionisti che utilizzano terapie biomediche non convenzionali, nell'intento di trovare nuovi percorsi riabilitativi. Il congresso si chiama Defeat Autism Now! (Sconfiggiamo l'autismo adesso!) da cui la più nota definizione "DAN!".
Il termine Now, della sigla D.A.N. si riferisce alla convinzione che il trattamento non può e non deve attendere i risultati di futuri studi epidemiologici, che richiedono anni e fondi difficilmente reperibili. Il principio di base che differenzia l'approccio "DAN!" da quelli classici, è la convinzione che la sintomatologia autistica sia una conseguenza del progressivo inquinamento ambientale ed alimentare che accompagna e caratterizza la società industrializzata: tali alterazioni mettono in crisi il sistema "detossificante" dell'individuo, producendo una diffusione di malattie cronico-degenerative, quali cancro, immunodeficienze, autismo, Alzheimer o patologie difficilmente inquadrabili. 

Il bambino con sindrome autistica presenta una fragilità genetica che interessa tutto l'apparato "detossificante", in particolare quello intestinale ed epatico: non sarebbe cioè in grado di espellere metalli tossici come mercurio, piombo, alluminio, cadmio, arsenico, che si accumulano nel cervello, nei reni, nel fegato e nelle ossa. Per favorirne l'espulsione il paziente è sottoposto alla chelazione: una terapia alternativa molto usata negli USA, per prevenire i disturbi cardio-circolatori attraverso la "purificazione" del sangue. Questa terapia non è esente da effetti collaterali, soprattutto per l'apparato renale. Un altro fattore che si ritiene associato alla sintomatologia autistica (come l'iperattività o i disturbi del sonno) è la presenza di candidosi intestinale e/o acidosi metabolica. Alcuni professionisti del programma "DAN!" affermano, inoltre, che dall'osservazione sistematica dei bambini affetti da autismo emerge un'alta frequenza di disturbi gastrointestinali, valutata attraverso la misurazione della concentrazione di alcuni zuccheri nelle urine. Per questo si è elaborata una teoria che ipotizza una relazione tra autismo ed anomalie dell'intestino. L'intervento previsto consiste in una dieta priva di glutine e caseina e nella somministrazione di antibiotici scarsamente assorbiti al fine di eliminare i batteri che producono neurotossine. 

I costi di queste terapie sono molto alti: le famiglie devono pagare i periodici esami di laboratorio richiesti che sembra siano efficacemente eseguiti solo in laboratori statunitensi, inoltre gli integratori dietetici specifici sono poco reperibili in Italia e devono essere acquistati in Svizzera o altrove. Tra i motivi che spingono i genitori a rivolgersi a questi trattamenti non sottoposti a sperimentazione, oltre alla naturalità dei prodotti usati che "dovrebbe" escludere eventuali effetti collaterali, c'è soprattutto il sentirsi coinvolti con un ruolo attivo nel percorso di cura: il prendersi cura - in questo come in molti altri casi - è il primo motore della guarigione o del miglioramento. 
Non si possono ignorare, però, alcuni rischi come quello di abbandonare o ritardare trattamenti che hanno dato prova di migliorare le condizioni del bambino autistico, ed il peso di una possibile delusione delle aspettative dei genitori che andrebbe a peggiorare la qualità dei rapporti familiari. Inoltre la diatriba scatenatasi tra la comunità scientifica ed alcune associazioni che appoggiano queste metodologie, allontana, di fatto, la possibilità di creare quella rete sinergica d'intervento comune, indispensabile per raggiungere dei risultati definitivi su questo tipo di patologia. 

Per approfondire sull'autismo: clicca qui 
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Sugli approcci riabilitativi convenzionali: clicca qui 

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E' difficile, quindi, immaginare che l'Occidente abbia qualcosa da imparare da questo paese. Eppure, è nata qui la Grameen Bank e con essa un'idea per far sparire la povertà dalla faccia della terra. Il professor Yunus ha trovato il modo, accordando minuscoli prestiti ai diseredati della terra, di fornire al 10% della popolazione - bengalese (dodici milioni di persone) gli strumenti per uscire dalla miseria, e di trasferire poi la sperimentazione del microcredito dal Terzo mondo ai poveri di altri paesi.

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Segnaliamo un articolo su Muhammad Yunus scritto dalla redazione di Officina Genitori

autore: Muhammad Yunus
editore: Feltrinelli