Sara Turetta

So bene che nel mondo ci sono problemi molto più gravi ed importanti che coinvolgono intere popolazioni, ma se è vero che la civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta i suoi animali, dobbiamo mobilitarci tutti insieme per fermare lo sterminio di cani che si sta perpetrando in Romania. Quella stessa Romania che nel 2007 diventerà a tutti gli effetti un membro dell'Unione Europea; la stessa in cui Ceausescu per ammodernare le città, fece sostituire le casette con giardino da palazzi condominiali, provocando l'abbandono in strada di migliaia di cani. Nessuno pensò a sterilizzarli e nei decenni si sono riprodotti in modo spaventoso. 

Nel 2001 l'allora sindaco di Bucarest, Basescu, oggi presidente della Romania, per risolvere il problema, diede ordine di uccidere il maggior numero possibile di cani randagi.
Inizialmente venivano soppressi con iniezioni letali, ma col passare del tempo e visto l'alto numero di animali da uccidere, si passò a metodi molto più economici ed altrettanto disumani: morte per fame o per sete rinchiusi in piccole gabbie.

Le foto della strage iniziarono a circolare all'estero tra gli animalisti ed arrivano ad una ventottenne milanese, già impegnata nel volontariato: Sara Turetta.

Sara decide di trascorrere le sue vacanze a Bucarest e caricato il suo furgoncino di provviste e materiale medico, parte, pensando di tamponare le emergenze più gravi. Arrivata in Romania si accorge però che la situazione è assai più drammatica di quanto immaginasse: non potrà salvare tutti quei randagi.
L'unica strada percorribile è quella di una sterilizzazione a tappeto; Sara inizia ad intavolare trattative con le autorità mettendo in campo argomentazioni di praticità e di statistiche.
Le soppressioni oltre ad essere crudeli sono completamente inutili vista la facilità di riproduzione in questi frangenti: una cagna va in calore ogni sei mesi, in un paio di anni di randagismo partorisce anche 16 cuccioli, che a loro volta si moltiplicheranno.

Per fortuna George Hansa, sindaco di Cernavoda, una piccola cittadina poverissima nel sud-est del paese, ascolta Sara e, all'inizio del 2002, firma con lei un accordo che lo impegna a cessare le esecuzioni in cambio di sterilizzazioni a tappeto. È così che inizia l'avventura rumena di Sara che dà vita a Save the dogs e insieme ad una giovane veterinaria, contando solo sull'aiuto economico di privati e di associazioni animaliste, ristruttura un edificio fatiscente, dove circa 250 cani trovano finalmente rifugio. L'attività prevalente di Sara è però quella di recuperare cani randagi sul territorio, catturarli con metodi non traumatici e portarli nel rifugio per sterilizzarli, prima di re-immetterli nel loro branco d'origine. Ogni mese riescono a sterilizzare circa 150 animali. L'ottanta per cento sono cani, il rimanente gatti. 

Inoltre si occupa di incentivare le adozioni, portando gli animali anche in Italia, Olanda e Svizzera. Questo progetto in soli tre anni ha ridotto il numero di cani nella città di Cernavoda da 2000 a 400 individui. 
In tutti questi anni la domanda che più frequentemente viene rivolta a Sara è: "Come mai si occupa di cani in un paese dove i bambini sono i primi a soffrire?"
Non credere che lavorare e aiutare gli animali in paesi poveri sia biasimevole. Insegniamo il rispetto e l'amore per altre creature. È un messaggio positivo, non violento, che diffondiamo in un paese dove regna la legge del più forte, dove non c'è giustizia. E i bambini sono i primi a raccogliere questo messaggio.

Recentemente però, a Bucarest si sta approntando una nuova legge che dovrà decidere come gestire il drammatico fenomeno del randagismo canino nel paese. Le alternative sono due: è possibile che a tutti i sindaci rumeni venga imposto di uccidere i cani, interrompendo le sterilizzazioni, oppure si farà marcia indietro sulle uccisioni, optando per le sterilizzazioni in collaborazione con le associazioni. 
Se venisse scelta la prima strada sarebbe la fine del progetto di Save the dogs ed una immensa tragedia per tutti quei cani che finora sono rimasti protetti dal lavoro di Sara e da quello di pochi altri.

E qui entriamo in ballo noi: dobbiamo fare qualcosa per dare una mano a Sara. Vi segnalo alcune iniziative alle quali partecipare: regalare una cuccia ad un cane in Romania, acquistare il calendario del 2006 per 8 euro (più 2 per spese di spedizione), si può fare una donazione: 3 euro bastano per un vaccino polivalente e con 8 euro si sterilizza una femmina; 10 possono nutrire un cane per un mese. Basta poco! Come ho scritto all'inizio, sicuramente ci sono cose più importanti ma anche questa merita tutta la nostra attenzione.

Indirizzi utili
Save the dogs and other animals
Via Nenni 5 - 20070 Vizzolo P. (MI) 
Tel 320 6521564
Per i bollettini: ccp 62998497
Per i bonifici su bancoposta: conto n° 62998497 Abi 07601 cab 01600 

Per informazioni
Save the dogs 
Cani Bucarest 
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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Asino chi legge

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Si stringe il cuore a leggere Antonella Cilento, che racconta con passione l'esperienza dei suoi laboratori di scrittura creativa tenuti come Esperto Esterno nelle scuole pubbliche italiane. Nell'insegnare scrittura "mostro tecniche che la scuola non insegna, risolvo problemi di relazione, riporto i ragazzi alla lettura, suggerisco letture a insegnanti che non leggono o non sanno bene come orizzontarsi tra i libri, a volte riporto anche ragazzi che hanno abbandonato l'obbligo a scuola", scrive. Il quadro che ne emerge non è molto diverso se a seguire i laboratori sono i ragazzi di una media della periferia di Napoli o del liceo bene della città o di una bella scuola di Bolzano: si, diverso l'ambiente, ma ovunque si nota la stessa povertà culturale di fondo, l'incapacità di concentrarsi per più di 5 minuti fosse anche guardare un film di Hitchocock (che per altro non conoscono) gli stessi "sogni diventati sintetici o semplicemente estinti". Ma la lettura, la passione, per fortuna, si trasmettono e quasi sempre ne emerge profonda soddisfazione per un lavoro così impegnativo, e poco gratificante in termini economici e di riconoscimenti. Abbiamo allora un problema, almeno in Italia. Lo sapevamo già, d'altronde, però non è irrisolvibile se poi emerge della vera poesia in qualche incipit di ragazzine che sanno raccontare uno stato d'animo in maniera struggente, o un idraulico descrive in maniera suggestiva gli attrezzi blu del suo lavoro. Ma viva i ragazzi, scrive Cilento, perché non è certo colpa loro. Troppo spesso inascoltati, sia che abbiano in tasca troppi soldi, sia che vivano nell'indigenza dei quartieri più malfamati e abbandonati.

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autore: Jeanne Van den Brouck (tradotto da A. Vittorini)

editore: Cortina Raffaello