Mamma, ho mal di pancia

A volte comincia al mattino presto. 

Mamma, ho mal di pancia, non voglio andare a scuola. 

Fronte fresca, ma faccino inequivocabile. Altre volte arriva la telefonata in ufficio: il bambino non sta bene, la bambina ha mal di pancia, ed ecco che occorre mettere in piedi l'organizzazione dell'ultimo momento, precipitarsi al volo a prenderli oppure cercare qualcuno che lo faccia.

 


Al pomeriggio, poi, rifioriscono. Il mal di pancia non c'è più, anzi: un buon gelato o una buona merenda confermano quello che fin dal mattino ci aveva insospettito. Il malessere forse non c'è mai stato o comunque era molto passeggero.
Eppure stava male, si vedeva, assicurano le maestre. Certo che stava male, ma possibile che sia tutto passato?

Molto spesso questo schema si ripete periodicamente, in concomitanza con una materia, con delle verifiche o con qualcosa che non riusciamo neppure a immaginare.
Una volta allontanati i dubbi di un problema organico, è quasi impossibile allontanare il sospetto che i nostri bambini ci abbiano preso in giro, che il mal di pancia è inventato e che non volevano andare a scuola. Ci preoccupiamo di più, invece, quando la nostra bambina irreprensibile non ha nessun motivo di inventarsi un mal di pancia, dato che adora andare a scuola, è amata dai compagni e dalla maestra.

In entrambi i casi io credo che il mal di pancia ci sia davvero. Non è facile recitare bene al punto di inventarsi un'espressione sofferente che imbroglia mamma e insegnanti, anche se il benessere del pomeriggio fa pensare a una messinscena.


Il disagio c'è; i bambini non riescono a riconoscere quella sensazione di attorcigliamento di budella, quella morsa allo stomaco che ci prende quando qualcosa ci preoccupa. Loro non riescono a dirlo, sentono e basta. 

Una volta riconosciuto questo fatto, però, come ci comportiamo? Se li mandiamo a scuola liquidandoli con poche parole che sottolineano la nostra incredulità, rischiamo di sottovalutare il problema. Viceversa, se li teniamo a casa mostrandoci preoccupati per un sintomo che si presenta troppo spesso, siamo i soliti genitori apprensivi che non aiutano nella crescita.


La soluzione giusta come al solito non c'è: i mal di pancia continueranno a esserci, insieme con le preoccupazioni, ma noi possiamo provare ad ascoltarli e a spiegare loro che quando c'è qualcosa che non ci piace possiamo davvero sentire dolore.


I problemi sono come pietre acuminate che si accumulano nello stomaco, oppure che si fermano in gola: noi non sappiamo perché vengono, ma possiamo provare a far uscire quelle pietre dalla bocca. Se le buttiamo fuori, se le sputiamo con le parole, la pancia fa meno male.

Questo lo si può dire al bambino, sottolineando che succede anche a noi, anche adesso che siamo grandi. Allora qualche pietruzza comincia a uscire, soprattutto se la mamma suggerisce quali possono essere questi sassolini fastidiosi. Poi forse la pancia farà meno male e se continua a fare male, almeno, sanno che non sono soli, che la mamma ci crede e li ascolta.

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I No che aiutano a crescere

A prima vista si può pensare che questo libro presenti il "No" come strumento educativo e non come conseguenza di un normale rapporto tra le persone.

Almeno, così pare leggendo la quarta di copertina:
Un neonato strilla, un bambino vampirizza la madre, un adolescente sta fuori fino a notte fonda. Per paura di frustrarli, i genitori spesso rinunciano a educare i figli, a riconoscere i confini tra l'io e il mondo, a controllare gli impulsi, a dominare l'ansia, a sopportare le avversità. Nelle famiglie si creano cosi situazioni di disagio per la semplice incapacità di dire un no. Dovrebbe essere ovvio che in certi casi bisogna dire di no, eppure l'opinione comune è che sia meglio dire di sì. Non saper negare o vietare qualcosa al momento giusto può pero avere conseguenze negative sulla relazione tra genitori e figli, come anche sullo sviluppo della personalità dei bambini.

In realtà, il libro è un'analisi lucida e profonda del comportamento dei bambini dalla nascita all'adolescenza e del loro rapporto con i genitori. I "No" e i limiti non sono solo quelli che il genitore dice al bambino, ma sono soprattutto quelli che il genitore impara a dire a se stesso per favorire la crescita del figlio. Le ragioni del bambino sono sempre tenute in considerazione, come pure l'interazione madre-figlio. I limiti sono anche per la madre, quando non sa accettare che il figlio possa essere diverso da come lei se lo immagina, quando non accetta che possa essere autonomo, o quando interferisce con il ritmo e le sue modalità di apprendimento.

È pieno di ottimi spunti e di buon senso e, a dispetto del titolo, non è affatto un incoraggiamento a una revisione autoritaria del ruolo genitoriale.

autore: Asha Phillips (traduzione L. Cornalba)

editore: Feltrinelli

Cappuccetto rosso, verde, giallo, blu e bianco

Cappuccetto Rosso è la fiaba dei fratelli Grimm, le altre sono versioni alternative alla fiaba classica, ognuna delle quali monocolore, rispettivamente verde, gialla, blu e bianca.

Cappuccetto Verde, con l'amica ranocchia e il lupo cattivissimo nascosto tra le siepi; quello Giallo nella giungla d'asfalto della città sembra un po' i nostri bimbi; quello Blu vive sul mare e è alle prese con uno squalo; quello Bianco è tutta da ... disegnare.

Il tema conosciuto pur con le fantasiose varianti aiuta il bambino nella lettura: sanno cosa succede e questo è rassicurante ma sono incuriositi dalla diversa ambientazione colorata e divertente.

Consigliato a partire dai sei anni.

autore: Bruno Munari, Enrica Agostinelli

editore: Einaudi

 

Le favolette di Alice

"Anche se non va nel paese delle meraviglie, l'Alice di Rodari porta a termine straordinari, inaspettati e simpaticissimi percorsi: la sua piccolissima statura le consente infatti di esplorare oggetti e angoli nascosti della vita quotidiana.

In famiglia ormai conoscono la sua predilezione per le avventure imprevedibili e non si stupiscono più delle improvvise scomparse e delle altrettanto prodigiose riapparizioni.

Rodari nascondeva in ognuno dei suoi personaggi un fondo di verità e con Alice il nostro favoloso Gianni sembra valorizzare la curiosità, che è una delle stupende, preziose qualità dell'infanzia."

 

autore: Gianni Rodari

editore: Einaudi Ragazzi