Minori nella Rete

È uscito ieri il Terzo Rapporto di Stop-It sulla pedo-pornografia online. Rispetto al precedente, il numero complessivo di segnalazioni risulta in crescita del 10%. Per quanto riguarda invece le tendenze del fenomeno, il dato più significativo è l'aumento esponenziale del file sharing. Notevole anche la crescita del numero di segnalazioni di email "indesiderate" contenenti materiale pedo-pornografico o con link a siti pedo-pornografici, quasi raddoppiate.


Sebbene dunque i siti pedo-pornografici continuino a costituire la maggioranza delle segnalazioni giunte a Stop-It, sembrano acquistare sempre maggiore rilievo canali alternativi di informazione e scambio di immagini a contenuto pedo-pornografico. Molti sforzi vanno dunque fatti nella direzione di una maggiore sensibilizzazione degli utenti dei servizi di file sharing.


I dati confermano la crescente centralità di Internet come strumento fondamentale per la diffusione, lo scambio di materiale pedo-pornografico e l'adescamento delle giovani vittime. L'abbinamento poi di Internet al telefono cellulare, con la possibilità di invio di foto e messaggi di testo, amplia le occasioni di esposizione di un minore a materiale pedo-pornografico e di essere agganciato a scopo anche di abuso sessuale. Inoltre le nuove tecnologie offrono ulteriori e più sofisticati strumenti per altre forme di sfruttamento sessuale.

Un allarme e una preoccupazione amplificati da recenti fatti di cronaca in cui dei minorenni sono stati adescati e richiesti di inviare foto a carattere erotico, tramite il cellulare. Siamo evidentemente in presenza di nuove frontiere dello sfruttamento sessuale dei minori e della pedo-pornografia online. 

I meccanismi dell'adescamento. Secondo una recente ricerca Eurispes, il 52% delle famiglie italiane possiede un computer e il 46% ha una connessione con Internet. Tra i "navigatori" in rete, l'8% è costituito da ragazzi con meno di 14 anni; il 62% di essi si collega da casa. È importante tenere presente che non sono minori in balia della rete: in genere conoscono bene il mezzo dal punto di vista tecnico: chattano con il Pc dalla propria camera, conoscono e frequentano le communities, depositano i propri dati personali, spesso fotografie e sviluppano relazioni o di amicizia o anche flirt. Ciò che tuttavia può esporre il minore al rischio di incontri "pericolosi", è l'essere sprovvisto di strumenti di conoscenza critica, essere fragile psicologicamente, non avere una supervisione degli adulti o non essere bene informato su come navigare al sicuro in Internet. 
È in questo contesto e, approfittando della fitta rete di scambi che il ragazzo o ragazza intrattiene con i suoi coetanei online, che può inserirsi l'abusante.
Nell'avvicinare un minore, il potenziale abusante scopre dove è situato il suo computer, se i genitori o i fratelli sono presenti e cerca di isolare il bambino dal resto delle relazioni, accreditandosi come un amico a cui confessare i propri sentimenti. Abusante e vittima cominciano a condividere interessi comuni come la musica, poi seguono dichiarazioni di affetto dell'adulto, lo scambio di fotografie innocue e la manipolazione psicologica diventa sempre più efficace. Quando l'adulto è certo di non correre il rischio di essere scoperto, inizia la fase dell'esclusività, che rende impenetrabile la relazione ad esterni. In questa fase avanzata dell'adescamento può entrare in gioco il cellulare, che consente al bambino di nascondersi dai genitori, fratelli o amici.

Cosa comporta in un bambino piccolo o in un adolescente il contatto con immagini pedo-pornografiche o con un pedofilo? 
Le conseguenze variano in relazione alla natura delle immagini, al livello di perversione sotteso, alla frequenza e all'intensità dell'esposizione stessa e, ovviamente, all'età, alla fragilità psichica del minore e al suo contesto di riferimento. Le età più critiche in tal senso sono quella tra i 3-6 anni, quando il bambino non ha ancora interiorizzato un sistema normativo interno, e quella della pubertà; periodo in cui il giovane si ritrova un corpo e dei desideri nuovi che lo spingono in direzioni inesplorate. Esperienze con pedofili o il contatto con materiale pornografico agiscono sul confine tra fantasia e realtà, minandolo con forza: questo può generare disagio, angoscia, preoccupazione perché il bambino non è ancora pronto (da nessun punto di vista: cognitivo, fisico e affettivo) per sperimentare la sessualità adulta.

Alcuni consigli a genitori ed educatori. Tra i suggerimenti atti ad educare e prevenire: trasmettere i tabù sessuali (incesto, sessualità fra consanguinei) soprattutto grazie alla protezione dell'intimità della coppia genitoriale, senza per questo rendere tutta la sessualità un tabù; permettere al minore di esplorare le proprie sensazioni, di esprimere curiosità in materia sessuale e di porre domande; consentire le effusioni fra coetanei a patto che siano entrambi consenzienti e non ci sia differenza di età, come tra un bambino di 4-5 anni e un ragazzino di 11-12; far sì che le proibizioni siano sempre inferiori alle gratificazioni come, per esempio, dire alla propria figlia che non può sposare il papà ma che un giorno avrà un suo sposo o un suo fidanzatino; supportare il minore nell'utilizzo di Internet, assistendolo nella navigazione, non collocando il Pc nella stanza dei bambini, spiegando al bambino rischi e pregi della rete. 

Informazioni tratte da: stop-it.org  

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Oggi a scuola è arrivato un nuovo amico

"Parlano russo, indiano, swaili o spagnolo. Sono confusi ed intimoriti, a volte sono introversi e persi nel loro mondo, a volte sono inquieti ed irrequieti. Hanno sei anni e ne dimostrano quattro, emotivamente poi sembrano ancor più piccoli. A sette e otto anni non hanno idea di quel che sia una scuola, un libro... Sono i figli dell'adozione internazionale.

Nella loro vita ci sono due madri, due famiglie, possono avere un passato segnato da traumi, possono aver vissuto per anni in un istituto, possono aver viaggiato da un continente all'altro, hanno sempre viaggiato o da un prima ad un dopo, molto diversi tra loro, per avere una famiglia stabile e serena.

Arrivano in classe con le loro lingue, le loro culture, i tradimenti degli adulti, il loro aver trovato una famiglia attraverso l'adozione. Arrivano in classe con i nuovi genitori, genitori a volte stanchi, ansiosi, desiderosi di trovare nelle insegnanti delle alleate che li aiutino nei primi bellissimi e faticosissimi mesi di formazione di una nuova famiglia.

Raramente gli operatori della scuola conoscono le realtà, le storie dei bambini, le procedure, le vicissitudini burocratiche, le attese e le avventure dei genitori adottivi. A volte sembra che manchino i canali per parlarsi e che scuola e famiglia siano due mondi che non riescono a raggiungersi.

La scuola accogliendo in sé - attraverso i bambini - le moltissime istanze del sociale, può oggi farsi promotrice di una cultura della convivenza civi­le dove ogni differenza trovi modo di esprimersi per quanto ha di ricco, nuovo, stimolante per tutti noi. È per questo che desideriamo creare un'alleanza tra genitori e maestre, un'alleanza dentro cui i bambini cresceranno serenamente, i genitori si sentiranno sostenuti e le insegnanti vedranno riconosciute al meglio le proprie capacità."

autore: Anna Guerrieri, M. Linda Odorisio

editore: Armando Editore

L'aggancio

L'incontro casuale in un garage di Cape Town tra una ricca ragazza bianca e un giovane arabo, colto ma povero, mette in moto una serie di eventi inimmaginabili. Abdu, l'uomo del garage, si chiama in verità Ibrahim ibn Musa. È immigrato illegalmente in Sudafrica da un misero paese africano con una laurea in economia. La ragazza è Julie Summers, insofferente al proprio ambiente privilegiato ma culturalmente ristretto.

La loro relazione è sostenuta all'inizio da una forte attrazione sessuale che è quasi l'unico linguaggio comune tra due mondi assolutamente diversi. Ma la loro storia si rafforza al punto che, quando le autorità obbligano Ibrahim a tornare nel suo paese, Julie sorprende la famiglia, gli amici e soprattutto se stessa decidendo di seguirlo come moglie.

In una piccola città sommersa dalla polvere e circondata dal deserto, Julie lotta per essere accettata dalla sua nuova famiglia mussulmana. Ibrahim, intanto, continua a lottare per emigrare ancora, verso gli Stati Uniti. Quando finalmente arriva il momento della partenza, la scelta di Julie sarà ancora una volta sorprendente: decide infatti di restare. Con questo nuovo romanzo, Nadine Gordimer indaga le ragioni dell'amore, esplora l'incontro tra culture diverse e racconta la condizione dei disperati, privati di ogni certezza.

[Descrizione tratta dal sito dell'editore La Feltrinelli]

autore: Nadine Gordimer

editore: Feltrinelli Editore - Universale Economica

 

DIVERGENT

Ho sempre adorato i libri per gli adolescenti, ma ultimamente ho sviluppato un nuovo amore per una serie in particolare. Divergent, é il primo dell’omonima trilogia di libri di Veronica Roth. Popolarissima tra i giovani, é l’ennesima serie di libridistopici. O almeno credo si dica così...non conoscevo questo termine finché mia figlia Penelope ha iniziato a leggere questo nuovo genere di romanzi. Utilizzando un linguaggio ed una classificazione ‘tradizionale’ potremmo definirli romanzi di fantascienza, con delle sfumature di significato un pò particolari. Ambientati nel futuro, offrono la rappresentazione di una società fittizia nella quale alcune tendenze sociali, politiche e tecnologiche avvertite nel presente sono portate a estremi negativi. Il padre di questo genere potrebbe essere considerato1984(G. Orwell) oFahrenheit 451(R. Brandbury). The Hunger Gamesne é un’altro esempio contemporaneo popolarissimo, già diventato un cult.

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