22 Marzo: Giornata Mondiale dell'Acqua

Sempre più spesso, quando ci si riferisce all'acqua, si sente parlare di oro blu; sempre più spesso si sente dire che, dopo il petrolio, nei prossimi decenni, i conflitti più duri si scateneranno proprio per il controllo dell'acqua; sempre più spesso scienziati ed ecologisti mettono l'accento sulla necessità di risparmiare acqua. 

I più anziani altrettanto spesso sono scettici: l'acqua c'è sempre stata e sempre ci sarà, perché preoccuparsi tanto? Innanzi tutto, rispetto ai tempi dei nostri nonni, qualcosa è cambiato: la popolazione mondiale è aumentata, è aumentato di conseguenza lo sfruttamento delle risorse idriche soprattutto per uso industriale e agricolo e, ultimo ma non meno importante, sulla Terra piove sempre meno. Qual che sia la causa di questo fenomeno (riscaldamento globale, diminuzione dei contrasti termici tra Polo ed Equatore) tutti gli scienziati ne hanno ormai preso atto e comunque, anche volendo prendere le distanze dai discorsi radicali di certi ecologisti che vedono il pianeta finire senz'acqua nei prossimi anni, i problemi ci sono e sono essenzialmente quelli della penuria di acqua dolce di qualità, della sua cattiva ripartizione nel globo, del suo cattivo utilizzo, del suo spreco e del suo inquinamento. 

Solo il 2,5% dell'acqua disponibile sul pianeta è acqua dolce potabile. Solo 16 persone su cento possono aprire un rubinetto e veder scorrere acqua potabile, priva di agenti patogeni e di sostanze inquinanti, per bere, cucinare e lavarsi, mentre le altre 84 devono cercarla, spesso molto lontano dalle abitazioni, presso fonti dove la disponibilità è scarsa e la qualità scadente. Prime vittime i bambini: il consumo di acqua contaminata ne uccide uno ogni 15 secondi, circa seimila ogni giorno, senza parlare di tutti quelli che dovendo andare spesso lontanissimo per approvvigionarsi di acqua, perdono il loro diritto all'istruzione, al gioco, alla loro infanzia. 
Più in generale, un miliardo e 100 milioni sono le persone che nel mondo non hanno acqua sicura, 30.000 le persone che ogni giorno muoiono per cause connesse alla scarsità d'acqua o alla sua cattiva qualità. 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che al di sotto della soglia di 50 litri d'acqua al giorno si può già parlare di sofferenza per mancanza di acqua: il consumo di acqua potabile per uso domestico nei paesi africani varia in media tra 12 e 50 litri al giorno per abitante, in quelli europei tra 170 e 250 litri (noi italiani siamo ai vertici dei consumi europei, proprio con 250 litri) e negli Stati Uniti raggiunge i 700 litri (1000 litri per un abitante di New York). E si prevede che nel 2020 circa 3 miliardi di persone non avranno accesso all'acqua.

Siamo soprattutto noi Occidentali, quindi, che dobbiamo imparare a risparmiare questa preziosa risorsa, imparare a inquinarla il meno possibile e a non sprecarla. Il 22 marzo di ogni anno è stato proclamato Giornata Mondiale dell'Acqua dall'Assemblea delle Nazioni Unite: un'occasione per riflettere sul problema, prenderne coscienza e iniziare, nel nostro piccolo, a mettere in atto nuove abitudini nel rapporto quotidiano con l'acqua.

Per approfondire:
sito di Legambiente  

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