Il cestino dei tesori

Quali giochi per un bambino molto piccolo, che sa stare seduto, forse gattona ma ancora non cammina?

In questa fase il bambino è l'apoteosi dei sensi. Tutti i sensi. Annusa, assaggia, tocca, guarda, ascolta. E allora diamogli cose da toccare, manipolare, mettere in bocca, annusare, osservare, far suonare. Con le quali non si possa fare del male, non tossiche, che lo stimolino ma senza eccedere, che siano facili da maneggiare.

Io non ho grossa fantasia, e come in tante altre situazioni mi sono ispirata a quello che ho visto fare nei nidi dei miei figli: idee semplici, realizzabili e proprio per questo alla portata di tutte i genitori, anche i meno creativi. 

Il cestino dei tesori
Ci vuole un cestino di medie dimensioni, meglio se rivestito di stoffa, ma va bene anche una scatola, o un qualunque contenitore aperto. E dentro cosa ci metto? Tante cose, anche giochi ma soprattutto oggetti di uso quotidiano. 
Anelli per le tende, di legno, di metallo, di varie dimensioni. Da provare come braccialetti, da tenere in mano, da assaggiare e da veder rotolare per caso, con grande stupore. 
Pezzi di stoffa, di varie tipologie. Tulle (morbido), seta, cotone, lino. Magari con un bordino perché non si sfilaccino, sono perfetti da stropicciare, ciucciare, giocare al cucù. 
Coperchi di barattoli di metallo, da quelli della marmellata a quelli piccoli degli omogeneizzati. Sono lisci, freddi, quando cadono fanno rumore e possono addirittura rotolare. 
Palline (abbastanza piccole da poter essere prese in mano, ma non così piccole da essere messe in bocca) Di tanti materiali. Gomma, plastica, stoffa, legno. Morbide e dure, lisce e ruvide, colorate. 
Colini. È un oggetto che piace. Lo si può tenere in mano con facilità, ci si vede attraverso. Così come gli imbuti. O i frullini, magari piccoli. 
Cuscinetti morbidi, tipo quelli per gli spilli (ma senza spilli ovviamente!!!!!!!).
E tutto quello che vi può venire in mente. Purché maneggevole e non pericoloso. 
Eventualmente anche giochi adatti all'età (sonaglini, preferibilmente di legno, libri morbidi) ma con moderazione. 

Cosa c'è nel sacchetto?
Gioco bellino ma che richiede un minimo impegno per la realizzazione.
Si tratta di creare dei cuscinetti rivestiti di stoffe (cotone o lino) colorate, grandi circa 10X10, che contengano materiali diversi:
- riso o farro 
- fagioli o ceci 
- monete o bottoni di metallo 
- carta rumorosa (tipo quella che riveste le uova di Pasqua)
-cotone
I cuscinetti dovranno ovviamente essere ben cuciti per evitare che ne fuoriesca il contenuto, cosa che in alcuni casi potrebbe rappresentare un pericolo. 
Anche in questo caso stropicciare, ciucciare, ascoltare, e strusciare questi cuscinetti, apprezzandone le differenze, è un'esperienza da cui imparare senza essere invasiva. 

La scatola magica
Prendere una scatolina non troppo piccola, o un barattolo di metallo senza bordi taglienti (dimensione quelli per le spezie) o un contenitore di dimensioni analoghe e dall'imboccatura larga. Attaccare al coperchio un pezzo di stoffa morbida e comprimibile, tipo seta leggera, abbastanza lungo. Il gioco, semplicissimo ma assai gradito, almeno da mia figlia, consiste semplicemente nell'infilare il pezzo di stoffa nel contenitore e farlo estrarre al bambino. Tira, tira, il pezzo di stoffa ci mette un po' ad uscire e risulta decisamente più "grande" della scatola stessa. Non so quanto si renda conto del gioco forma/dimensione, fatto sta che è un gioco che li affascina. Quando avrà acquisito una manualità più fine sarà lui stesso ad infilare ed estrarrela stoffa dalla scatola. 

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La musica in testa

Autobiografia del giovane pianista e compositore Giovanni Allevi che intervalla il racconto degli episodi che hanno contrassegnato la propria ascesa al successo con riflessioni filosofiche sulla vita e sull’importanza che l’arte musicale ha esercitato su di essa. Il libro inizia con il primo concerto di Napoli quando a 22 anni  era ancora agli inizi della propria carriera e a vederlo erano solo 5 spettatori e approda ai trionfi conquistati negli Stati Uniti.

 

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Nebbia di streghe

Nebbia di streghe, una bella fiaba avventurosa, avvincente e allo stesso tempo commovente, che aiuta i giovani lettori a comprendere la separazione tra genitori. 

Carletto è il protagonista di questo libro, ha sette anni e vede fra i sui genitori una nebbia grigia, che con il passare del tempo, diventa sempre più fitta, al punto tale che non riescono quasi più a parlare e ad incontrarsi.

La nebbia l’ha mandata la strega Cunegonda, perché Carletto non ha accettato di seguirla nel suo castello, dove lei lo ha invitato per una grande festa di bambini.
Carletto, rendendosi conto che la nebbia fra i genitori peggiorava decide di seguire la strega, con la speranza che questo possa servire a farla svanire.

Giunto al castello, Carletto scopre che insieme a lui ci sono tantissimi altri bambini e comincia un avventura che li porterà a sconfiggere le streghe, colpevoli di voler trasformare i bambini in streghe e streghi, e a fuggire dal castello.

Al suo ritorno a casa la gioia dei genitori è immensa ma dopo pochi giorni la nebbia ritorna, a quel punto Carletto è convinto che quello che sta succedendo accade solo per colpa sua.
Per fortuna trova il coraggio e si confida con la mamma, la quale gli spiega che a volte fra i genitori cala una nebbia che rende difficile la loro convivenza, al punto tale che non riescono nemmeno più a rivolgersi la parola.
La colpa non è certamente di Carletto, lui non c\'entra niente, può succedere che i genitori smettano di amarsi, e anche se ciò accade non smetteranno mai di voler bene ai loro bambini.
La mamma spiega a Carletto che l’unico modo per far si che la nebbia vada via è che la mamma e il papà non vivano più sotto lo stesso tetto.
Carletto è spaventato perché non sa che fine fanno i bambini che hanno i genitori che si separano, la mamma lo rassicura immediatamente, abbracciandolo teneramente e spiegandogli che i bambini staranno un pò nella nuova casa della mamma e un pò in quella del papà, in modo tale che quell’orribile nebbia non torni più.

autore: Giulio Levi

editore: Falzea Editore

TANDEM, due storie che viaggiano insieme

Si dice spesso che il piacere di leggere cresce leggendo. All'inizio però non sempre le cose sono facili per i piccoli lettori alle prime armi. Diventa quindi fondamentale aiutare i bambini a non spaventarsi davanti ad un libro facendo in modo che invece ne siano attratti sentendo il desiderio di toccarlo, sfogliarlo, leggerlo. Impareranno così che i libri sono contenitori di emozioni che aiutano a fantasticare e noi saremo riusciti a trasmettere il desiderio e il piacere della lettura.

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