Malaria: un bambino muore ogni 30 secondi.

In occasione della giornata africana contro la malaria del 2006, Medici senza Frontiere hanno fatto una segnalazione grave e di grande importanza: la malaria uccide ancora, ogni 30 secondi un bambino muore.


Nonostante questo dato inquietante i farmaci efficaci continuano a non essere usati su tutti i pazienti ma solo su una piccolissima percentuale di essi. 
Sono passati quasi 10 anni dal momento in cui l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomandava l'uso dei farmaci tradizionali combinati con i composti dell'artemisina, di recente sperimentazione. In realtà l'artemisia annua (dalla quale l'artemisina è estratta), già nota in Cina da almeno duemila anni, è una pianta le cui proprietà terapeutiche contro la malaria sono citate in vari testi, ma la cui rarità ne impedisce la riproduzione in grandi quantità, se non con costi altissimi. 

È sempre del 2006 la notizia, pubblicata sulla rivista Nature, che racconta di come alcuni biotecnologi americani siano riusciti a modificare geneticamente il comunissimo lievito di birra in maniera tale da ottenere, a basso costo, la preziosa sostanza: l'acido artemisinico (precursore dell'artemisina). La scoperta è importante proprio in virtù del basso costo, perché è esattamente ai paesi più poveri del mondo che la sostanza è destinata. 
Ogni anno circa un milione di persone muore di malaria, buona parte di queste sono bambini sotto i 5 anni. La malaria è una malattia curabile ma solo se si ha la fortuna di vivere nella parte giusta del globo. 
Responsabile di questa malattia è un parassita, ne esistono diversi ceppi, uno dei più diffusi è il Plasmodium falciparum. Questo parassita entra nell'organismo quando la zanzara anofele (la femmina) punge un essere umano; debilita l'organismo distruggendo i globuli rossi. Provoca febbre alta, nausea, mal di testa, dolori alle articolazioni. È riconosciuta la capacità del parassita di mutare, motivo per il quale si possono creare delle resistenze ai farmaci, che di fatto si sono create proprio su quelli utilizzati fino ad ora. 

Se diagnosticata in tempo e curata con farmaci adeguati, si può guarire. Il problema è proprio la tempestività della diagnosi, difficile per tutta una serie di motivi, e l'incuria di alcuni paesi (la stragrande maggioranza) che non seguono il protocollo previsto dall'OMS. 
Dalla malaria si potrebbe guarire in pochi giorni, invece si muore e numerosi. 
Si muore perché si continuano ad usare farmaci inefficaci. 
Si muore perché è difficile, in mancanza di uomini, mezzi e buona volontà, riuscire ad arrivare al malato.
Si muore nell'indifferenza del resto del mondo.

Perché ci si ammala? Case umide, acqua sporca, mancanza di vetri alle finestre… Per la nostra società è impensabile vivere in siffatte abitazioni, eppure nei paesi poveri sono esattamente queste le condizioni in cui si vive. Si vive… si sopravvive.
Sarebbe già un passo avanti se potessimo pensare, prima ancora che a curare, a prevenire la malaria in Africa, che è il paese più flagellato da questa grave malattia. Basterebbe, per ridurre drasticamente le morti, che venissero usate delle normalissime zanzariere da letto. Nei nostri supermercati hanno un prezzo irrisorio, là sarebbero un bene di lusso. 
Basterebbe che le avessero queste zanzariere da letto! Basterebbe che avessero a disposizione dell'acqua pulita, che purtroppo non hanno. 

Tutti noi dovremmo farci carico di queste situazioni pesanti, insostenibili ma modificabili, risolvibili, anche solo informandoci, provando ad aiutare queste persone, questi bambini che non riescono ad arrivare all'adolescenza. 

Diceva bene un noto spot: basta poco, che ce vo'?

Fonte:
Medici Senza Frontiere 

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