Scaffale - Economia, diritti, leggi

Il mondo è pieno di figli che aspettano di essere figli. Ma essere adottati non è facile, perché non è facile adottare. Eppure si fa, si deve poter fare. Carla Forcolin esplora il territorio in cui si muovono i figli che aspettano, analizza il macroscopico divario che esiste fra la disponibilità ad adottare e le adozioni attuate, scandaglia gli effetti delle nuove leggi, lascia emergere le contraddizioni che ne ostacolano o comunque ne rendono faticosa l’esecuzione.

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Una bambina

Una bella bambina con grandi problemi emotivi e con una grave situazione familiare e di disagio viene accolta in una classe speciale da un'insegnante specializzata a seguire bambini con difficoltà, con fragilità emotiva.

Torey Hayden racconta questa esperienza con grande partecipazione ed emozione; il coinvolgimento per chi legge è davvero grande: si prova rabbia, speranza, apprensione e commozione per i progressi di questa bambina. Il libro si legge tutto d'un fiato e l'empatia che l'autrice mostra per questa bambina è totale. La Hayden è specializzata in psicopatologia infantile e i bambini che descrive nei suoi libri, i "suoi" bambini, sono provati da terribili esperienze di abbandono, violenze sia fisiche che morali. Eppure rimangono pur sempre dei bambini e le loro emozioni ci coinvolgono e ci accorgiamo che sono anche le nostre.

Autore: Torey L.Hayden

Editore: Corbaccio

 

Manuale a uso dei bambini che hanno genitori difficili

Con molto humour Jeanne Van den Brouck, pseudonimo dietro il quale si nasconde una psicoanalista parigina, cerca tutte le situazioni familiari in cui possono incappare i bambini di ogni età, attraverso le quali essi devono costruire la propria personalità e “educare” i loro genitori difficili.

Un estratto:
In breve bisogna aiutare quanto più si può la maturazione dei genitori; in caso contrario saranno soltanto dei “grandi” sempre più decrepiti ma non diventeranno mai adulti. Sembra siano i figli adolescenti quelli che si accollano più volentieri questa parte del lavoro educativo. Si tratta essenzialmente di scuotere le strutture sclerotiche nelle quali i genitori tendono a rinchiudersi appena cessano di venir stimolati. Per permettere ai genitori di conservare l’agilità necessaria, il figlio diventa allora fonte di difficoltà permanenti a tutti i livelli: affettivo, morale, intellettuale, materiale. Il lavoro è enorme, spossante e impegna tutta l’energia del figlio. In molti casi si rivela anche deludente: spesso i genitori non si rendono conto degli sforzi compiuti per loro e non mostrano alcuna riconoscenza. A volte si ribellano, o reagiscono con atteggiamenti quasi paranoici. Soltanto i figli pronti a pagare di persona dovranno dunque intraprendere un lavoro tanto ingrato.

autore: Jeanne Van den Brouck (tradotto da A. Vittorini)

editore: Cortina Raffaello

Il Guerriero di Legno

Cosa siamo senza la nostra storia? Una pianta senza radici.
È così che si sente il Vecchio Albero, Guerriero di legno, quando perde la sua magica capacità di raccontare storie. Un vecchio albero è quanto di più vicino ci sia all'immagine della stabilità, della solidità. Ma se non c'è memoria, non c'è voce, ma solo un grande silenzio. L'albero guerriero non è solo, però: tutti i giovani alberi, che avevano sempre ascoltato i racconti del vecchio albero, diventano a loro volta narratori di storie, testimoni di quella memoria che è stato loro tramandata. Diventano dunque capaci di rigenerare la primavera delle parole dando così sollievo a chi non è più in grado di trattenere ricordi.

Un tema difficile, quello dell'anziano che per colpa della malattia perde la memoria, raccontato ai bambini con toni poetici, dove traspare il dolore, la malinconia ma con delicatezza e garbo, anche grazie alle splendide illustrazioni che seguono il racconto in perfetta sincronia, intonandosi alle parole. Così la pagina in cui la betulla argentata chiede una storia assume tonalità blu come l'argento, gli oggetti dai colori vivaci appaiono man mano che l'albero li descrive. Perfino il sole con la risata scoppiettante ha i raggi come popcorn. Poi arriva il vuoto e il silenzio della memoria e le pagine si adeguano, nei colori freddi dell'inverno. Non si guarisce, ma molto si può fare, e anche i colori tornano in qualche dettaglio pur rimanendo tenui e delicati.

Nel testo troviamo una felice parallelo tra i libri e il bosco. Nel nostro immaginario i libri hanno molti legami con le foreste, le biblioteche sembrano un po' dei boschi, pensiamo per esempio agli allestimenti nelle manifestazioni per ragazzi dove tantissimi libri sono appesi alle pareti con dei fili e i bambini possono passarci in mezzo, fermarsi e aprirli. 
I libri, infine, ci aiutano là dove la nostra memoria non può arrivare. Anche loro ci salvano dall'oblio e ci guidano nei sentieri del bosco.

Autore: Lorenza Farina - Manuela Simoncelli

Editore: Lineadaria editore