Tutti i colori dell’ascolto

Tutti i colori dell’ascolto è una rubrica di approfondimento pedagogico a cura di Rosa Rita Formica.

Le parole e le emozioni dei bambini incontrati nei suoi laboratori, ci accompagnano di volta in volta a riflettere su argomenti diversi, consentendoci un approccio meno teorico e più diretto ai temi legati all’infanzia.

Janusz Korczak, medico polacco, studioso entusiasta del mondo dei bambini, scriveva, "Se non credi nell’anima, devi pur sapere che il tuo corpo vivrà nell’erba verde, nelle nuvole. Siamo fatti di acqua e di polvere. I bambini lo sanno. Voi mi dite, 'Siamo stanchi di stare con i bambini.'  Avete ragione. E dite ancora, 'Perché dobbiamo abbassarci al loro livello. Abbassarci, chinarci, piegarci, raggomitolarci.' Vi sbagliate: non questo ci affatica, ma il doverci arrampicare fino ai loro sentimenti. Arrampicarci, allungarci, alzarci in punta di piedi, innalzarci. Per non ferirli.  Quando ride un bambino, ride tutto il mondo."  

 

L’attuale società è “stimolante” per tutti, non solo per i più piccoli, perché popolata di parole, suoni diffusi attraverso la radio, la tv, Internet e i cellulari.

Lungi da me screditare il valore profondo delle parole, desidero invece riflettere e soffermarmi sul significato del “silenzio”.

Solo le parole che calano nella vita silenziosa delle persone portano semi.

Il silenzio parla della capacità di ascoltare, che è fondamentale come quella di saper comunicare.

 

Ho letto in questi giorni un pensiero che mi ha fatto riflettere:   “L’illustrazione  non è una ciliegina sulla torta delle parole

Ripenso spesso a quando ero piccola, e rivedo il mio amore per i libri e per le illustrazioni.

La mia curiosità era amore per quei disegni grandi, alle volte carichi di particolari che evocavano in me altrettante immagini in risonanza.

Ho sempre creduto nel profondo valore e simbolo delle fiabeQuando ero piccola, ero un frutto, poi, da madre, ho tesoro e insieme a mia figlia abbiamo scoperto un mondo immaginario, una "morbida e neutrale" incontro di terra.

Ho iniziato a scrivere racconti e fiabe, attraverso un mio stile di scrittura che mi ha aiutato a elaborare momenti della mia vita e ho pubblicato alcuni, dedicandoli ai più piccoli.

Le fiabe hanno infinite potenzialità educative , immaginative e simboliche. Possono essere paragonati ad una forma di internet dell'immaginario, con collegamento e file pronti ad essere aperti e scoperti.

DIVERGENT

Ho sempre adorato i libri per gli adolescenti, ma ultimamente ho sviluppato un nuovo amore per una serie in particolare. Divergent, é il primo dell’omonima trilogia di libri di Veronica Roth. Popolarissima tra i giovani, é l’ennesima serie di libridistopici. O almeno credo si dica così...non conoscevo questo termine finché mia figlia Penelope ha iniziato a leggere questo nuovo genere di romanzi. Utilizzando un linguaggio ed una classificazione ‘tradizionale’ potremmo definirli romanzi di fantascienza, con delle sfumature di significato un pò particolari. Ambientati nel futuro, offrono la rappresentazione di una società fittizia nella quale alcune tendenze sociali, politiche e tecnologiche avvertite nel presente sono portate a estremi negativi. Il padre di questo genere potrebbe essere considerato1984(G. Orwell) oFahrenheit 451(R. Brandbury). The Hunger Gamesne é un’altro esempio contemporaneo popolarissimo, già diventato un cult.

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Flicts

Flicts è un colore triste e solitario perché nessuna cosa intorno ha quel colore e nessuno vuole giocare con lui. Flicts non è rosso, non è giallo, non è verde, non è blu. Il sole è giallo, il cielo è azzurro, i fiori sono rossi, arancioni, rosa. Ma niente è flicts. Nessun colore lo invita a fare il girotondo, tutti hanno da fare quando lui li cerca. Finché non scopre che .... la luna è flicts. Pochi hanno visto il vero colore del suolo lunare, ma Armstrong, il primo astronauta che ha messo piede sul nostro satellite, garantisce che la luna ha quel colore, con tanto di autografo. 

Un librino bello, colorato. Flicts in realtà è una specie di ocra, colore forse "normale" per noi, ma ogni bimbo in realtà si sente un po' flicts, a volte. Vorrebbe essere uguale agli altri e invece è diverso. Le chiavi di lettura sono tante e secondo me ha una poeticità semplice ma commovente.

Alves Pinto Ziraldo è tra i più conosciuti autori per l'infanzia in lingua portoghese.

Consigliato per l'età prescolare. 

autore: Alves Pinto Ziraldo

editore: Editori Riuniti

Tecnobarocco. Tecnologie inutili e altri disastri

Leggendo questo libro molti troveranno delle conferme a dei ragionamenti  che spesso sorgono spontanei di fronte a innovazioni tecnologiche che la gente ha subito come traumi e che invece di semplificare l’esistenza  l’hanno resa più complicata. La domanda è quasi sempre la stessa: “Ne abbiamo veramente bisogno?”  Cambiamo ogni due o tre anni sistemi operativi che non comportano necessariamente miglioramenti;  affrontiamo lunghissime telefonate presso enti e aziende, digitando vari codici di accesso col telefono a pulsanti, solo per ascoltare un’alberatura di messaggi vocali che rende impossibile il contatto con un operatore; immagazziniamo una mole immensa di immagini digitali di cui non ricordiamo più niente; compriamo il cellulare di ultima generazione quando per comunicare ci bastava la prima versione.  Mario Tozzi (geologo e noto conduttore di trasmissioni televisive di divulgazione scientifica) e molti altri della sua stessa generazione,  non “nativi digitali”,  hanno vissuto l’epoca in cui si andava in biblioteca a fare le ricerche scolastiche, si usava il telefono con il duplex, ci si muoveva con la mappa geografica, si giocava al biliardino e al flipper, ma soprattutto ci si spostava  con automobili dotate di quel magnifico e comodo aggeggio chiamato deflettore per il quale anche Francesco Guccini nel suo libro “Dizionario delle cose perdute” pensa di  fondare una Lega (Prodeflettore!).

 

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