Per giocare insieme

Durante il periodo pre pasquale si possono preparare insieme ai nostri bimbi tante belle uova per addobbare l'albero di Pasqua o la tavola imbandita a festa. Gusci, colori, fantasia e delicatezza sono gli ingredienti principali per questi lavoretti. Grazie alle ricette pasquali le uova non mancheranno in casa e si possono riciclare con allegria! Ecco alcuni esempi che potrete perfezionare ed elaborare con la vostra fantasia.

Un genitore su tre legge favole al proprio bambino perché è lui a chiederglielo, è uno dei dati emerso da un'indagine qualitativa Doxa Kids, durante il convegno “L’App o il libro della buonanotte. Come cambia la lettura per i più piccoli”  tenutosi presso Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria.

Per ogni famiglia, ho immaginato, in questo Natale, un abete di tante palline e addobbi.

Ci sono tanti colori a definire una relazione educativa in queste festività oramai alle porte.

Una pallina colorata per l’ESEMPIO EDUCATIVO: ogni genitore insegna ciò che è e ciò che fa, più di ciò che dice.

Tutti i bambini sono un po' scienziati: la loro innata curiosità, la capacità di osservare e fare domande sono il "germe" del metodo scientifico. Tutti i genitori conoscono bene la fase dei perché: Perché piove? Perché la palla rimbalza, Perché fa caldo, Perché si suda, Perché-Perché-Perché…?!". E naturalmente prima o poi arrivano anche le domande su "come-dove-quando", perché la curiosità dei bambini non ha mai fine. 

La ricetta della pasta da modellare

 

 

Quando eravamo bambini, i luoghi in cui ci piaceva giocare non erano quasi mai i campi gioco con scivolo, altalena o giostrina. O meglio, dovevamo stare lì ma poi andavamo a cercare gli anfratti, i cortili, le scale dove spesso sfuggivamo agli sguardi degli adulti e potevamo giocare indisturbati. Non facevamo chissà quali giochi, ma non ci piaceva il gioco sorvegliato, ci inibiva. E poi ci piaceva nasconderci. Chissà perché una volta cresciuti abbiamo dimenticato tutte quelle sensazioni che sicuramente i nostri bambini non possono provare.

Il periodo che si è costretti a passare in ospedale è un momento obbligato di transizione in cui i bambini, e gli adulti che li accompagnano, hanno molto tempo a disposizione, oltre a quello passato a farsi curare. L’ospedale è una struttura rigidamente organizzata, con orari strutturati a cui bisogna comunque sottostare. I bambini, anche a seconda dell’età, affrontano in maniera differente la loro ospedalizzazione. Offrire la possibilità di giocare in ospedale può far dimenticare di trovarsi lontano da casa e può aiutare nell’affrontare il percorso di guarigione.

Negli ultimi anni si è parlato molto della terapia del sorriso con i "Clown dottori" ma ampio spazio si sta dando anche a progetti di ludoteca in ospedale. In questo ambito il Comune di Roma, ad esempio, ha finanziato, attraverso il progetto Sorridi in Ospedale, cinque progetti di clownterapia e sette progetti di ludoterapia, nei reparti di pediatria dei maggiori ospedali romani.

Foto di pmorgan

 

Coloro che fanno distinzione fra intrattenimento ed educazione forse non sanno che l'educazione deve essere divertente e il divertimento deve essere educativo Marshall McLuhan

Il termine edutainment è un neologismo nato dalla fusione delle parole inglesi educational (educativo) ed entertainment (divertimento). Può essere tradotto con educare giocando o anche imparare divertendosi.

Il termine edutainment è stato utilizzato inizialmente per indicare le forme di comunicazione divertenti finalizzate alla didattica. Il concetto si è con il tempo esteso a tutto ciò che, pur avendo finalità didattiche ed educative, può essere trasmesso in modo divertente. In realtà il concetto in sé non è nuovo: molta pedagogia e didattica, fin dagli inizi del secolo scorso, parlano dell'importanza del divertimento e del gioco nei processi di apprendimento, a tutti i livelli dello sviluppo. I giochi didattici ed educativi non sono una novità. Gli elementi nuovi che il termine edutainment sembra portare con sé sono la multimedialità e l'interattività.

La musica in testa

Autobiografia del giovane pianista e compositore Giovanni Allevi che intervalla il racconto degli episodi che hanno contrassegnato la propria ascesa al successo con riflessioni filosofiche sulla vita e sull’importanza che l’arte musicale ha esercitato su di essa. Il libro inizia con il primo concerto di Napoli quando a 22 anni  era ancora agli inizi della propria carriera e a vederlo erano solo 5 spettatori e approda ai trionfi conquistati negli Stati Uniti.

 

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La bambina che mangiava i lupi

E' la storia di una bambina di nome Bambina, che aveva una gallina di nome Gallina e che viveva in una casetta in cima a un albero di un bosco.

D'inverno Bambina aveva così tanta fame da mangiare i lupi. Così che la favola di Cappuccetto Rosso viene ribaltata; nel bosco si sparge la voce che c'è una bambina che mangia i lupi e sono i lupi ad avere paura dei bambini.

Bambina infine diventa essa stessa un lupo, troppi avendone mangiati.
(E dunque non abbiate paura dei lupi, bambini. Dentro di loro batte il cuore di Bambina).

Per bambini di età 3-6 anni

autore: Vivian Lamarque

editore: Emme Edizioni (collana Prime Letture)

Parla con me. Comunicare con i nostri figli è difficile? Consigli, situazioni, soluzioni per un dialogo sereno

Non si può non comunicare e come genitori dobbiamo sempre pensare agli effetti che la nostra comunicazione avrà sui destinatari dei nostri messaggi, cioè i nostri figli. Non esiste solo una comunicazione verbale atta a trasmettere concetti e significati, esiste anche una comunicazione implicita, non verbale, caratterizzata da comportamenti e da atteggiamenti attraverso i quali i bambini percepiscono cosa i genitori pensano di loro e sono il veicolo di emozioni e sentimenti.

 

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