Disabilità

“Pensavo di essere pazzo, perché avevo tante paure,  di stare con gli altri, anche di parlare.  Allora un giorno ho chiesto ai miei genitori che malattia avessi,  e loro mi hanno detto che non ero malato e mi hanno spiegato cos’è l’autismo. L’autismo non è una malattia, è un modo di essere.  Io sono fatto così.  E sono fatto bene”.  Federico ha 19 anni, vive ad Olbia, in Sardegna,  frequenta il liceo linguistico, recita in una compagnia teatrale,  adora i cani e gli piacerebbe lavorare in una fumetteria.  Un ragazzo come tanti ma con una diagnosi che per molte  famiglie è ancora un macigno.

Il due aprile è la giornata internazionale della consapevolezza dell’autismo e per l’occasione l’associazione Sensibilmente, di cui Federico è vice presidente, ha lanciato insieme all’amministrazione comunale di Olbia la campagna  #ioloso.

Federico sa e con la sua neuro diversità, pur tra le difficoltà, prova a fare i conti e ad essere utile agli altri, quelli che non sanno, che hanno una forma di autismo più grave della sua, che non parlano.

L'articolo 31 della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia stabilisce che “Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica."

Il gioco, dal punto di vista pedagogico è un´attività fondamentale per i bambini, un modo per apprendere conoscenze,  per crescere e per imparare a stare al mondo. In modo particolare il gioco all’aria aperta, anche nei parchi gioco, sviluppa la socialità e l’apprendimento, aumentando il benessere psico-fisico.

A Brugherio c'è una biblioteca speciale dedicata anche a lettori con problemi, infatti presso la sezione ragazzi, è presente una raccolta di libri su misura per bambini e ragazzi con difficoltà, disabilità motorie o della comunicazione.

Libri per lettori dislessici, libri tattili e in braille, libri in simboli, nei quali i contenuti sono adattati a una modalità di lettura diversa da quella convenzionale.

Prende il via il progetto a sostegno dei diritti dei bambini con disabilità intellettiva e relazionale e delle loro famiglie.

Scienzabile è un progetto di scoperta ed esplorazione del museo, pensato per bambini con bisogni speciali insieme al loro contesto famigliare o scolastico.

Una famiglia che vive la disabilità può avere necessità di informazioni specifiche, sui propri diritti ad esempio, o di condividere la propria esperienza per cercare confronto.

Officina Genitori ha selezionato alcune delle risorse web utili alle persone con disabilità o alle loro famiglie. Eccole.

L'Italia così come l'intera Unione Europea si impegna, formalmente, a garantire ai disabili il pieno godimento dei loro diritti, al pari di tutti gli altri cittadini. Con formale ratifica infatti, l'Unione europea è diventata parte contraente della Convenzione delle Nazioni Unite (ONU) sui diritti delle persone con disabilità. L'adesione della Ue alla convenzione risale al 30 marzo 2007, data di apertura della sottoscrizione. Da allora, la convenzione è stata firmata da tutti i 27 Stati membri dell'UE e da altri 120 paesi del mondo. 

Oggi, a procedura di ratifica ormai conclusa, l'UE nel suo insieme è la prima organizzazione internazionale a esser diventata a tutti gli effetti parte della convenzione. 
"È una buona notizia - ha dichiarato Viviane Reding, vicepresidente della Commissione europea e commissario europeo per la Giustizia - e una pietra miliare nella storia dei diritti dell'uomo, poiché per la prima volta l'UE diventa parte contraente di un trattato internazionale sui diritti umani. Desidero ringraziare la presidenza belga per l'eccellente collaborazione, che ha permesso un esito rapido e positivo del processo di ratifica". 
Cosa implica questa adesione? Che tutta la legislazione della Ue, tutte le sue politiche e tutti i suoi programmi rispetteranno il disposto della Convenzione ratificata. Così come gli Stati membri dell'UE dovranno impegnarsi nei confronti delle persone con disabilità e favorirne l'accesso all'istruzione, all'occupazione, ai trasporti, alle infrastrutture e agli edifici aperti al pubblico. A garantirne il diritto di voto, migliorarne la partecipazione alla vita politica e assicurare la loro piena capacità giuridica.

Nell'Unione Europea, una persona su sei, circa 80 milioni di cittadini, è affetta da una disabilità, da leggera a grave, mentre più di un terzo dei cittadini oltre i 75 anni sono portatori di disabilità che in qualche misura li limitano. Cifre comunque destinate ad aumentare con il progressivo invecchiamento della popolazione.
"Nello scorso mese di novembre - prosegue Viviane Reding - la Commissione ha presentato una strategia UE sulla disabilità, da attuarsi nel prossimo decennio: si tratta di misure concrete, con una tempistica concreta, che tradurranno in pratica la convenzione ONU. È nostra responsabilità collettiva garantire che le persone con disabilità non debbano affrontare ulteriori ostacoli nella vita di tutti i giorni."

Per approfondire:
Strategia UE sulla disabilità per il 2010-2020

C'è un nuovo modo di vivere la disabilità intellettiva e psichica, c'è un modo per far capire e sentire quanto la diversità sia fonte di arricchimento interiore per tutti noi. Uno degli strumenti per migliorare la vita delle persone "diversamente abili" è quello di favorire l'inserimento lavorativo perchè il lavoro da all'individuo la possibilità di sentirsi protagonista della propria vita.

In questi ultimi anni nel territorio nazionale stanno nascendo una serie di ristoranti che cercano di mettere fine all'epoca dell'assistenzialismo, dove il disabile è visto come soggetto passivo di solidarietà e l'obbiettivo che si pongono è quello di garantire un futuro ai ragazzi disabili che hanno la necessità di vivere una vita normale.

Segnaliamo alcuni ristoranti gestiti da ragazzi diversamente abili, che hanno costruito su queste attività un progetto che li vede protagonisti:

Firenze è stato inaugurato da pochi giorni il ristorante "I ragazzi di Sipario" in Via dei Serragli 104, all'interno del Circolo MCL. Aperto dal lunedì al venerdì, a pranzo, dalle 12 alle 14. Un pranzo completo costa intorno ai 10,00 € .La trattoria ha 40 coperti e ci lavorano 17 ragazzi coordinati da una cuoca professionista. Il ristorante è nato grazie all'Associazione di Promozione Sociale Sipario che da anni si occupa della riabilitazione, formazione e inserimento lavorativo di ragazzi con handicap intellettivo e ritardo mentale. 

Si chiama invece "Pecora nera" il nuovissimo ristorante che impiega giovani disabili intellettivi gestito dalla Cooperativa sociale Cose e Persone. È a Lucca e si trova in piazza San Francesco al n°4. Ha 50 coperti ed è aperto a pranzo dal martedì al sabato e a cena dal giovedì al sabato. Ospita inoltre uno spazio per bambini ricco di giochi. Sono serviti menù a base di piatti tipici della cucina locale. Il progetto che ha dato vita al ristorante nasce da una collaborazione tra la Provincia di Lucca, la Caritas Diocesana di Lucca, l'Esprit, il Fondo Sociale dell'Unione europea, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la Regione Toscana, la Fondazione Banca del Monte di Lucca e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, le associazioni: Anffas onlus, Associazione Down, Angas Toscana onlus, le cooperative sociali Segni particolari e Cose e persone.

In un vecchio casale lungo l'argine del fiume a Solara di Bomporto in provincia di Modena c'è una piccola trattoria per chi ama la cucina genuina. Nella trattoria"Lanterna di Diogene" gestita dall'omonima cooperativa sociale, lavorano con passione e impegno un gruppo di ragazzi disabili. Sono gli stessi che alcuni anni fa da bambini frequentavano il centro di terapia integrata per l'infanzia La Lucciolaa Stuffione di Ravarino, raggiunta la maggiore età non volendo fare un "lavoro finto" si sono rimboccati le maniche per dar vita ad un progetto concreto: creare un ambiente di lavoro dove stare bene e fare stare bene gli ospiti, un'occupazione che permetta di guadagnare denaro e soddisfazioni in un clima umano, dove ognuno possa crescere lavorando. Ed è così che in un casolare di campagna ristrutturato grazie ai risparmi dei genitori, a mutui e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, è nata La lanterna, dove i ragazzi cucinano, coltivano l'orto, il frutteto ed allevamento animali da cortile, asini e cavalli L'osteria è aperta solo su prenotazione per pranzi e cene.

Roma c'è un accogliente ristorante, la "Locanda dei Girasoli" nato dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi con la sindrome di Down per dare una prospettiva lavorativa ai loro figli. La cooperativa sociale I Girasoli da anni sostiene e collabora con persone affette da Sindrome di Down. E' nato così il progetto che ha portato alla creazione di posti di lavoro finalizzati, non solo all'integrazione lavorativa ma anche a quella territoriale.
Il ristorante si trova in via dei Sulpici al 117 nell'antico quartiere del Quadraro è aperto tutti i giorni dalle 19 alle 23, chiudo il lunedì.

Sempre a Roma c'è la "Trattoria degli Amici" dove l'amicizia ha l'"A" maiuscola, infatti ci lavorano un gruppo di persone disabili affiancate dai loro amici che aiutano volontariamente. Questo locale è gestito da una cooperativa promossa dalla Comunità di Sant'Egidio. All'interno si sono divisi il lavoro: c'è chi serve, chi cucina, chi pensa a rendere accogliente l'ambiente. La trattoria si trova in Piazza Sant' Egidio al n°6 ed è aperta tutti i giorni dalle 19,30 alle 23,30, il giorno di chiusura è la domenica.

Mentre il primo pub gestito completamente da 20 giovani disabili è a Roma. Il locale si trova in Via Michele Saponaro, VIII° Ponte (Zona Laurentino) è aperto solo nel fine settimana, il venerdì, sabato, domenica dalle ore 19,30 alle ore 23,00. E' promosso dall'associazione Addha Onlus - associazione in difesa diritti handicappati - da cui prende il nome. L'idea è quella di ribaltare il concetto dell'integrazione sociale; non più gruppi di normodatoati entro i quali il giovane con disabilità deve integrarsi, ma un gruppo di giovani con disabilità che integra i normodotati del quartiere. Impresa non facile, considerando che il pub si trova in una periferia difficile delle capitale, ma neanche impossibile tenendo conto del nutrito gruppo di volontari che sostiene l'iniziativa. Oltre al pub dove vengono servite ogni tipo di bevanda, pizze e su richiesta spaghetti, c'è un palcoscenico dove i ragazzi possono esibirsi proponendo musiche e canzoni; è presente inoltre il digitale terrestre per seguire le partite di calcio. Una sala pc da modo ai giovani frequentatori del centro, con o senza disabilità, di cimentarsi in altre attività, la progettazione di un sito internet, i corsi per la patente europea del computer, un piccolo orto nel bel giardino esterno. Chiamarlo pub è riduttivo. Si tratta piuttosto di un vero e proprio centro di socializzazione, quello che molto spesso manca ad un quartiere di periferia.

Padova da tre anni c'è un locale che si chiama Crazy Villane, nome volutamente ironico perché all'interno di esso lavorano un gruppo di ragazzi con problemi psichiatrici. Viene gestito dalla cooperativa sociale Polis Nova. Un luogo di incontro e integrazione per imparare a stare insieme nel Parco degli Alpini, l'area verde più estesa di Padova, il locale è un bar-pizzeria adatto a tutte le fasce di età.

E' dedicato a Franco Basaglia, lo psichiatra che trent'anni fa si è battuto per la chiusura dei manicomi, il Caffè Basaglia di Torino. L'idea di aprire questo ristorante, in collaborazione con un circolo Arci, è stata di Ugo Zamburru, psichiatra responsabile della Asl 4 di Torino, che come Basaglia, è convinto che i malati psichici vadano inseriti nella società attraverso il lavoro e che un effetto devastante della malattia sia proprio la perdita di capacità professionali. Ogni giorno 20 camerieri si danno il turno tra la cucina e i tavoli del Caffé, assistiti da due infermieri dell'Asl e coordinati da un barman e un cuoco professionisti. Si organizzano anche cene etniche, concerti, mostre fotografiche.
Il ristorante, che si trova in via Mantova 34 a Torino è aperto dal martedì alla domenica a partire dalle 19.00

Rimini in Via Tonini 16/a c'è l'Osteria Harissa gestita dalla Cooperativa Harissa, una cooperativa sociale di tipo B che ha quindi come obiettivo principale quello di dare un'opportunità di lavoro a persone svantaggiate che difficilmente troverebbero altre possibilità. I gestori dell'Osteria sono infatti 6 amici, due dei quali diversamente abili.
Harissa propone una ristorazione diversa, incentrata sull'utilizzo dei prodotti del commercio equo e solidale e sull'attenzione verso i piccoli produttori della zona e le tipicità locali: qui si possono trovare insieme al caffè, al tè e al cous cous equo, i salumi di Mora Romagnola, razza suina autoctona presidiata da Slow Food, i formaggi biologici realizzati con il caglio vegetale, olio e vino della zona, le farine prodotte nella riserva naturale di Onferno, il tutto servito con piatti e posate realizzati con materiale di riciclaggio e biodegradabile al 100%.

Per approfondire: 
Associazione di Promozione Sociale Sipario - Firenze 
La Lucciola - Stuffione di Ravarino 
La Locanda dei Girasoli – Roma 
Trattoria degli amici - Roma 
Caffè Basaglia - Torino 
Addha onlus – associazione difesa diritti handicappati - Roma 
Osteria Harissa - Rimini 

 

Esistono bambini ed adulti con uno ‘speciale' modo di interagire con le persone e relazionarsi con il mondo. Queste persone soffrono del Disturbo o Sindrome di Asperger. Medici e psichiatri collocano questo disturbo, come l'autismo, tra idisturbi pervasivi dello sviluppo, tanto che non si sa ancora con certezza se la malattia si debba considerare una mite forma di autismo, o se costituisca un disturbo a se stante. 

Molti insegnanti non conoscono ancora la Sindrome di Asperger e non sanno come affrontare questi bambini le cui caratteristiche principali sono, oltre ad alcune incapacità di interagire socialmente, anche la goffaggine e lo scarso coordinamento dei movimenti, interessi limitati o circoscritti, preoccupazioni inusuali, azioni ripetitive o rituali, peculiarità nella ricchezza del vocabolario e problemi di comunicazione extraverbale. Generalmente i bambini che soffrono del Disturbo di Asperger hanno pochissima mimica facciale, presentano una fantastica memoria, ottime capacità musicali e sviluppano un fortissimo interesse verso uno o due argomenti, a volte con l'esclusione di tutti gli altri. Possono parlare a lungo del proprio argomento preferito e ripetere una parola o una frase per molte volte. L'ignoranza su questo disturbo da parte degli insegnanti è amplificata dall'atteggiamento di rifiuto di molti genitori ad accettare una ‘diversità' ma anche dalla mancanza di una diagnosi corretta. 

Una persona, bambino e adulto, con Asperger, presenta caratteristiche sensoriali (udito, tatto, gusto ecc.) diverse dagli altri. I loro sensi sono infatti molto spesso ‘esaltati' e, soprattutto, fanno corto circuito con emozioni ed intelligenza, tanto da provocare disturbi del comportamento. Molti genitori ed insegnanti, non avendo conoscenze specifiche, non si rendono conto di quanto sia fastidioso per questi bambini udire due voci che si sovrappongono, rumori di piatti e forchette, odori di aceto ed altri molto penetranti. Le difficoltà, da parte dei ragazzi, a spiegare con le parole questi fastidi e, soprattutto le intense emozioni da essi generate, vengono interpretate come bizzarrie del carattere. Queste, vengono spesso viste come frutto di maleducazione o insensibilità: apprezzare i coloriti aspetti di comportamenti bizzarri non significa celebrare le diversità in quanto tali, ma vivere ogni giorno la ricchezza e l'assoluta originalità di cui è portatore ciascuno individuo. 

Non ci sono medicine specifiche per curare il disturbo di Asperger. Il trattamento è sintomatico e riabilitativo ed include interventi sia psicosociali che psicofarmacologici o psicoterapici, educazione di genitori e fratelli, esercizi sul comportamento e capacità di relazione sociale. La terapia farmacologia deve essere effettuata solo se necessaria e solo da neurofarmacologici con provata esperienza. L'Associazione Onlus Gruppo Aspeger e l'Associazione Camici & Pigiami possono fornire i nomi di riferimento di medici specializzati e centri di cura, oltre a utili consigli o suggerimenti.

Per ulteriori informazioni, rimandiamo al sito della Associazione Gruppo Asperger e a quello di Camici & Pigiami il cui ideatore, il Dottor Paolo Cornaglia Ferraris, ha recentemente scritto un libro che illustra con parole semplici, nella quotidianità, la patologia in un bambino di 10 anni.

Bibliografia:
Paolo Cornaglia Ferraris - Io sento diverso - Edizioni Erickson
Barbara Jacops - Attraente, Originale… Emotivamente pericoloso - Edizioni Erickson

 

30 marzo 2007, l'Italia firma la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Un passo storico, caratterizzato da un cambiamento di approccio al problema. 
"Un approccio che sottolinea la disabilità come elemento che potenzialmente caratterizza la vita di ogni essere umano (siamo tutti temporaneamente abili) e che insiste quindi non sull'assistenza ma sulla piena legittimazione e integrazione socio-economica delle persone con disabilità, ovvero sulla necessità di creare le condizioni che garantiscano una loro effettiva partecipazione in tutti i campi." 

Tratto da: www.solidarietasociale.gov.it
Vai al testo completo della Convenzione in inglese

I conquistatori

Un bel libro pacifista per bambini della scuola dell'infanzia, che racconta in modo semplice e intuitivo come fece una nazione piccola e disarmata a non farsi conquistare da un Grande Paese che aveva il Cannone.

Sottilmente attuale: le donne del piccolo paese si vestono con lunghi abiti dai colori sgargianti e portano il capo coperto...

 

Si presta ad essere abbinato all'ascolto della canzone Napoleone di Endrigo/Rodari.

autore: David McKee

editoreIl Castoro

Il bambino perduto e ritrovato. Favole per far la pace col bambino che siamo stati.

“Gli adulti ritengono comunemente di poter pensare e agire in modo libero nei loro comportamenti abituali, mentre in realtà sono spesso condizionati dal bambino che sono stati, con la sua vitalità e creatività, ma anche con le sue realtà irrisolte, che possono interferire con le loro attuali relazioni, quella con i figli innanzi tutto.


Forse nel desiderio di evitare, ai figli, fatiche eccessive, gli adulti a volte spianano loro troppo la strada, impedendogli così di confrontarsi con le difficoltà che invece aiutano a crescere e a rinforzarsi: Altre volte, anche, aspettano da loro quei successi che invece a loro sono mancati e che consolino la loro basa autostima, e questo complica la vita sia a loro che ai figli.


Questo libro vorrebbe aiutare noi adulti, sempre attraverso delle favole costruite su molte storie reali condensate in una, a cercare di evitare che le ombre del nostro passato interferiscano troppo con la nostra relazione con i bambini e i ragazzi condizionandoli eccessivamente e involontariamente nelle loro scelte e nella disposizione mentale con cui affronteranno la vita.”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

 

Parla con me. Comunicare con i nostri figli è difficile? Consigli, situazioni, soluzioni per un dialogo sereno

Non si può non comunicare e come genitori dobbiamo sempre pensare agli effetti che la nostra comunicazione avrà sui destinatari dei nostri messaggi, cioè i nostri figli. Non esiste solo una comunicazione verbale atta a trasmettere concetti e significati, esiste anche una comunicazione implicita, non verbale, caratterizzata da comportamenti e da atteggiamenti attraverso i quali i bambini percepiscono cosa i genitori pensano di loro e sono il veicolo di emozioni e sentimenti.

 

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