Scuola

 

L’inventore del termine “nativi digitali” si chiama Marc Prensky, uno studioso statunitense che nel 2001 ha stabilito il nesso tra “digital natives e digital immigrants” riferendosi a chi impara a parlare una lingua sin da bambino, un madrelingua del linguaggio digitale dei computer, videogiochi e Internet, per distinguerlo da chi ne ha appreso l’uso in modo non naturale proprio come gli immigrati che si trasferiscono in un paese a loro sconosciuto e imparano una nuova lingua mantenendo però sempre il loro “accento” nel passato. I nativi digitali sono gli studenti di oggi, abituati a ricevere informazioni in modo veloce e random, amano gestire i processi e apprendere in maniera parallela e multi-task anziché lineare e sequenziale, preferiscono la grafica al testo. Fanno progressi attraverso la gratificazione immediata e ricompense frequenti. Secondo Prensky questa lingua madre digitale ha modificato il cervello dei nativi, che apprendono in modo diverso dai loro predecessori ragion per cui essi richiedono nuovi approcci educativi che meglio si accordino al loro modo di essere.

Andrew_Writer

La fine dell’anno scolastico si sta avvicinando e, per scongiurare il rischio di una rimandatura a settembre, perché non ricorrere a delle ripetizioni line?

Kristalkareh

"Scusa Mister, ma oggi M. ha preso un brutto voto a scuola e, per castigo, non parteciperà agli allenamenti”. Sono di questo genere i messaggi e le telefonate che spesso ricevo dai genitori dei miei piccoli calciatori. Quello delle punizioni infantili è un capitolo educativo che suscita sempre emozioni contrastanti negli adulti chiamati ad esercitare il ruolo di maggior forza e decisione. Negli ultimi decenni, si sono alternati diversi modelli educativi, passando da quelli eccessivamente autoritari (forse), ad altri fin troppo permissivi.
Ma allora quali sono le punizioni efficaci? Nelle prossime righe cercherò di fornire il punto di vista di un'insegnante-allenatrice, con il solo scopo di offrirvi qualche spunto di riflessione.

Vicki & Chuck Rogers

Vi ho forse già parlato di quel periodo della mia vita in cui affiancavo le maestre della scuola primaria, durante l’ora di educazione motoria.

Mossa da “nobili pensieri”, volevo realizzare una sorta di “Giochi della gioventù” all’interno dell’Istituto. Avevo pensato di annotare i risultati di ciascun alunno ed avrei redatto io stessa una classifica con i migliori tre risultanti nelle categorie maschili e femminili.

Alla fine dell’anno scolastico ci sarebbe stata una premiazione con un diploma di merito e una luccicante medaglia.

Ho due sogni nel cassetto: il primo è lavorare su un progetto interessante, il secondo è portare nella scuola, ad ogni livello, quanto ho appreso come user experience designer. A scuola io insegno, a tempo parziale, da tre anni. I miei studenti hanno da 20 anni in su e sono iscritti ad una scuola specializzata professionale. Sono pochi, infatti lavoro con coloro che, dopo il primo anno di arti applicate, hanno scelto come specializzazione il web.

 

Michael Bonardi

L' ultima campanella è suonata già da un pezzo e il “dilemma” che attanaglia molti genitori è sempre lo stesso: “E adesso mio figlio a chi lo lascio?”

No problem!

Oggi parliamo di DSA ospitando un contributo molto speciale, una giovane studentessa di 17 anni ci racconta cos’è e cosa comporta la discalculia e quanto sia importante pervenire ad una corretta diagnosi il prima possibile.

 

regalafofuchas

Grande influsso sulla storia del pensiero pedagogico ha avuto il cosiddetto “metodo Frobel” (1782-1852) che concerne l’azione educativa in età prescolare.  In particolare nei Kindergarten (scuole-giardino) attraverso il gioco il bambino può crescere libero e spontaneamente apprendere ciò che sta fuori e dentro di sé.

Da questo lontano passato arriva forse il rinnovato interesse che oggi si manifesta anche a livello legislativo per la scuola dell’infanzia. Nel nostro Paese la Legge 107/2015 quella più comunemente conosciuta come “Buona Scuola” contiene la legge-delega 181, approvata recentemente dal Consiglio dei Ministri,  per la creazione di “un sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni”.

La Finlandia ha la migliore scuola del mondo, ai primi posti nelle statistiche e decantata da tutti anche perché il suo enorme salto di qualità è avvenuto nel giro di 30 anni (dal 1972) e partendo da un sistema scolastico mediocre, modellato su quello tedesco del dopoguerra. A partire dai primi anni del Duemila, sono partiti alla volta delle scuole finlandesi pedagogisti, insegnanti e capi partito da tutto il mondo per farsi un’idea e magari rubarla e portarla a casa.

 

”Vorrei scappare in un deserto e gridare…”

Questo libro svolge brillantemente l'importante compito di far conoscere ad un pubblico "laico" un disturbo di cui i mass media parlano spesso, fornendo tuttavia, come accade non di rado, notizie in gran parte inesatte e talora decisamente errate. E’ scritto da un medico pediatra e da un ingegnere, ambedue genitori di bambini affetti da ADHD, quindi da persone che hanno avuto modo di conoscere il disturbo nelle più intime pieghe della sua quotidianità familiare.

Il primo autore, in quanto pediatra, ha arricchito questa conoscenza con le capacità di osservazione e di comprensione derivate dall'esercizio quotidiano della sua professione: una conoscenza partecipe, quale "l'esperto" estraneo non ha. Nello stesso tempo il linguaggio riesce a essere "laico", quindi con la massima comprensibilità per tutti, ma soprattutto per i genitori, cui specificamente si rivolge. A questi pregi si aggiunge la capacità espressiva degli autori, che rende piacevole la lettura.

Il libro dunque parte da esperienze vissute, che però sono state elaborate ed approfondite attraverso il confronto con gli "esperti" e soprattutto da un lodevole impegnativo studio dei dati scientifici esistenti, che vengono correttamente esposti e sono puntualmente aggiornati. Esso rappresenta anche un significativo documento sulle difficoltà in cui viene spesso a trovarsi un genitore di bambino con ADHD a causa delle disfunzioni organizzative e delle insufficienti conoscenze che si trovano anche tra i medici, ampiamente testimoniato da un buon numero di lettere di genitori, non poche delle quali devono far riflettere i medici e in particolare i neuropsichiatri su un certo tipo di errore che è stato a lungo commesso. Un errore che fa parte di uno stereotipo culturale derivante da vecchie teorie o da cattiva interpretazione delle stesse e che si basa sull'assunto "la colpa è sempre dei genitori"! Com'è successo per l'autismo (potremo mai calcolare il danno e la sofferenza che questa impostazione ha provocato nei genitori e di conseguenza nei figli?), ora continua, a volte, per l'ADHD.

Già da anni la letteratura scientifica ha contraddetto queste teorie relativamente all' autismo e all'ADHD, ma evidentemente non tutti si aggiornano. Ben lungi dal negare che tante problematiche del bambino dipendano dall'ambiente e soprattutto da quello familiare, ma bisogna saper distinguere e non imputare allo stato d'ansia riscontrabile nella madre, ad esempio, la causa della patologia del bambino. Questo suggerisce una insufficiente capacità di approfondire i meccanismi della relazione interpersonale e a volte appare un modo del terapeuta di scaricare ad altri le responsabilità: «La colpa è di voi genitori, curatevi voi altrimenti io non posso far nulla per il bambino!». Anche nei casi in cui vi è una responsabilità più o meno ampia dei genitori, l'atteggiamento del terapeuta deve essere diverso, non accusatorio ma, secondo il proprio ruolo, "terapeutico", cioè di indirizzo, di richiamo e di ricerca della collaborazione da parte del genitore.

Più o meno indirettamente il libro mette in luce anche un'altra carenza che a volte si riscontra in alcuni operatori neuropsichiatrici (non solo in Italia): l'insufficiente conoscenza di tecniche terapeutiche in senso lato. Essi sono preparati per un solo tipo di psicoterapia efficace per alcuni disturbi, mentre non hanno evidentemente conoscenza di altre tecniche di intervento terapeutico non farmacologico, efficaci per altri tipi di disturbo. Questo perché è necessaria una maggiore capacità del terapeuta di usare approcci diversi in rapporto a problematiche diverse. Il libro non manca da questo punto di vista di segnalare interventi semplici ma talora molto efficaci di guida ai genitori e agli insegnanti.

Un libro per laici, che sarà utile pure ai medici e agli altri operatori del settore, perché dà un panorama scientificamente corretto dell'ADHD e degli interventi da adottare in favore di coloro che ne soffrono e anche perché riporta, attraverso le lettere dei genitori, una istruttiva esperienza di casi clinici.

autore: Raffaele D'Errico, Enzo Aiello

illustratore: S. Deflorian

editore: AIFA

UN DUE TRE SCALA

"UN DUE TRE SCALA" è una nuova collana di libri illustrati per bambini, ideata da Tita e Teatro alla Scala, edita da Skira-Classica, che racconteranno ai più piccoli attraverso un linguaggio adatto a loro, il mondo della musica classica.

Il progetto nasce dall'incontro di testi e immagini ed è pensato per avvicinare i piccoli lettori al mondo della musica classica.

Ogni volume è realizzato con un'innovativa tecnica artigianale "a fisarmonica": leggibile da entrambi i lati, un formato originale, capace di trasformare il libro in un coloratissimo gioco interattivo. Una vera sfida ai supporti informatici ormai alla portata anche dei più piccoli

Libri dinamici e istruttivi (in edizione bilingue, italiano e inglese), che segnano la felice unione tra parole, arte illustrata e musica, grazie anche ai colorati disegni di navigati illustratori per l'infanzia.

Il primo volume "10 e più cose incredibili sulla Scala. Lampadine, uova e leggende a teatro" è illustrato da Brendan Wenzel e curato dal musicologo Marino Mora. Racconta un viaggio alla scoperta di tutti i segreti della Scala, davanti e dietro al sipario.

Il secondo volume "Giuseppino. Come il piccolo Verdi è diventato il grande Verdi" è dedicato all'infanzia di Giuseppe Verdi, nell'anno del bicentenario della sua nascita. Disegni di Gloria Pizzilli e testi di Marino Mora.
Tutti i volumi di "Un due tre Scala" sono in vendita in esclusiva presso La Scala Shop di Milano e sul sito internet www.lascalashop.it

In occasione della presentazione della nuova collana editoriale per bambini "123 Scala",
Skira Classica Srl e Tita, in collaborazione con l'Associazione L'ILOPERA, invitano le famiglie ad un
PERCORSO DIDATTICO al MUSEO TEATRALE ALLA SCALA DOMENICA 26 MAGGIO 2013

I partecipanti saranno condotti dai professionisti di L'ILOPERA attraverso le sale del Museo: alla visita guidata sarà affiancato un coinvolgente percorso didattico di approfondimento sull'opera lirica e sulle arti e i mestieri che la rendono probabilmente la forma di spettacolo più ricca e multidisciplinare che esista.

Potranno partecipare all'iniziativa le famiglie composte da almeno un genitore ed un bambino/ragazzo (fino a 18 anni) per un massimo di 80 persone.
Si potrà scegliere l'orario di ingresso fra i due seguenti (durata della visita 1 ora e mezza):
1. primo gruppo alle ore 9.30 (massimo 40 persone)
2. secondo gruppo alle ore 11.00 (massimo 40 persone)

Per prenotare la visita inviare un'e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.:
• indicando nell'oggetto "26 maggio"
• indicando nel testo il numero di adulti e di bambini/ragazzi partecipanti
• indicando nel testo l'orario scelto (9.30 o 11.00)

La prenotazione sarà confermata oppure sarà comunicato l'esaurimento dei posti disponibili.

Una sorellina per Paolino

Presto mamma coniglio avrà un piccolo e tutti sono felici...

Tutti tranne Paolino. Il suo amico Robi l'ha avvertito: i neonati sono una vera catastrofe e Paolino, a dire il vero, preferirebbe avere un criceto, piuttosto che un bebè.

Ma, quando nasce la sorellina, cambia tutto...

Una storia piena di umorismo e tenerezza che parla dei dubbi e delle paure di tutti i bambini, quando arriva a casa un fratellino.

Età consigliata: dai 3 anni.

 

autore: Brigitte Weninger, Éve Tharlet (traduzione di L. Battistutta)

editore: Nord-Sud