Per comprendere il fenomeno delle dipendenze, occorre innanzitutto attuare dei programmi di prevenzione primaria che si focalizzino fin da subito su conoscenza e studio del temperamento in età evolutiva e sulla parabola di sviluppo della personalità. In particolare, risultano più esposti all’uso delle sostanze coloro che presentano un temperamento novelty seekingcaratterizzato dai seguenti tratti: sentimento prevalente, lo stress; combatte lo stress cercando il piacere; intuizione e creatività; curiosità;  impulsività; accetta e cerca la novità (Cloninger C.R., 1983/1987). Ed è  soprattutto  nella fase adolescenziale, nella quale si costruisce l’identità di ciascuno attraverso differenti e rapidi mutamenti, che possono nascere i primi approcci alla droga.

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 Con l’avvento di internet e la rapida e capillare diffusione delle nuove tecnologie, si è assistito ad un cambiamento rivoluzionario per ciò che riguarda le modalità di comunicazione e di accesso alle informazioni; una profonda trasformazione che ha interessato inevitabilmente anche la comunicazione scritta, favorendo ed affermando la scrittura digitale, ovvero la videoscrittura, che progressivamente si è affiancata alla scrittura manuale, offrendo evidenti vantaggi in termini di facilità, praticità, velocità di comunicazione.

 

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Jeffone

Partendo dal presupposto che la bugia non è altro che un'alterazione intenzionale della realtà, secondo alcuni psicologi dell'età evolutiva, fra i quali Jean Piaget, i bambini di 4 anni non sanno dire le bugie perché la loro mente non è ancora in grado di distinguere fra il mondo fantastico e il mondo reale. Infatti un bambino in età prescolare può dire di aver visto una giraffa all'uscita della scuola materna ed esserne veramente convinto, perché non riesce ancora a fare una distinzione fra fantasia e realtà. 

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Tushar Joshi

Spesso ci capita come genitori di dover scegliere se lasciare che nostro figlio faccia delle cose fuori del ristretto ambito familiare (genitori, nonni, baby-sitter) e dal contesto istituzionale (nido, scuola); a seconda dell'età, può essere un pomeriggio a casa di un amico, oppure, quando sono più grandi, a dormire, o una piccola vacanza dalla famiglia di un amico, oppure un centro estivo, o un soggiorno in colonia, una vacanza-studio all'estero. 

 

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Durante il periodo pre pasquale si possono preparare insieme ai nostri bimbi tante belle uova per addobbare l'albero di Pasqua o la tavola imbandita a festa. Gusci, colori, fantasia e delicatezza sono gli ingredienti principali per questi lavoretti. Grazie alle ricette pasquali le uova non mancheranno in casa e si possono riciclare con allegria! Ecco alcuni esempi che potrete perfezionare ed elaborare con la vostra fantasia.

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Un genitore su tre legge favole al proprio bambino perché è lui a chiederglielo, è uno dei dati emerso da un'indagine qualitativa Doxa Kids, durante il convegno “L’App o il libro della buonanotte. Come cambia la lettura per i più piccoli”  tenutosi presso Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria.

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Per ogni famiglia, ho immaginato, in questo Natale, un abete di tante palline e addobbi.

Ci sono tanti colori a definire una relazione educativa in queste festività oramai alle porte.

Una pallina colorata per l’ESEMPIO EDUCATIVO: ogni genitore insegna ciò che è e ciò che fa, più di ciò che dice.

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Tutti i bambini sono un po' scienziati: la loro innata curiosità, la capacità di osservare e fare domande sono il "germe" del metodo scientifico. Tutti i genitori conoscono bene la fase dei perché: Perché piove? Perché la palla rimbalza, Perché fa caldo, Perché si suda, Perché-Perché-Perché…?!". E naturalmente prima o poi arrivano anche le domande su "come-dove-quando", perché la curiosità dei bambini non ha mai fine. 

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Carlo Sposini

Sono già stati ampiamente studiati  gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute dell’uomo: gravi patologie cardiache e respiratorie e diffusione del cancro al polmone a causa degli alti livelli di particolato atmosferico (il famoso PM).  Rimangono da approfondire le conseguenze sui bambini che sono i soggetti più vulnerabili perché si muovono di più, trascorrono più tempo all’aria aperta, respirano una maggior quantità di aria e non hanno ancora compiutamente sviluppato gli organismi di difesa. Si tratta quindi di indagare in  particolar modo gli effetti biologici precoci, cioè di capire se l’inquinamento dell’aria possa provocare effetti tossici e danni nel DNA che possono predire anche l’insorgenza di malattie croniche in età adulta.

 

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Come abbiamo accennato nel nostro articolo Sharing economy. Il bello della condivisione, l'elenco dei siti e delle piattaforme che offrono la possibilità di condividere beni o servizi è in continua espansione.

Ormai tutti conoscono siti come Airbnb, BlaBlaCar o Gnammo: ci sono però nuove esperienze interessanti che si stanno sviluppando e che vogliamo segnalare insieme alle piattaforme più conosciute.

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La Sharing economy, l'economia della condivisione, era quella che già praticavano tutti i giorni i nostri nonni quando domandavano alla signora del piano di sopra un uovo in prestito per poi ricambiare con una tazza di zucchero, quando, per fare una commissione, affidavano alla vicina i propri figli per poi invitare gli altri bambini del cortile a fare merenda il giorno dopo o quando 2 contadini mettevano in comune qualche attrezzo per ottimizzare le spese.

Tutto questo, uscito dalla porta nelle nostre grandi città spersonalizzate dove spesso si fa fatica a parlare con i vicini, sta rientrando dalla finestra, complici due fatti molto significativi: la crisi e l'avvento di internet, senza il quale tutto quello che stiamo per raccontare non avrebbe potuto essere e non sarebbe possibile.

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Come ogni anno c'è solo l'imbarazzo della scelta: mobilità dolce e sostenibile, commercio equo, vacanze solidali, autoproduzione, riciclo e riuso, moda critica, cibo bio, prodotti eco, economia della condivisione, finanza etica.

Arriva infatti a Milano per la sua 13° edizione Fa' la cosa giusta!, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, organizzata da Terre di mezzo.

La Fiera si svolgerà dal 18 al 20 marzo 2016 a Fieramilanocity, che finalmente quest'anno si potrà comodamente raggiungere anche con la metropolitana M5 “Lilla”, fermata Portello.

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Sentiamo parlare spesso, nella cronaca, nei dibattiti, di genere e identità di genere, ma spesso le idee sono un po' confuse riguardo i vari elementi in gioco. Qui di seguito un breve elenco, in cui ho cercato di spiegare, sicuramente semplificando, i vari termini che è utile conoscere per potersi esprimere sulla questione.

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Losing You - LY

La parola “hikikomori” significa in giapponese “stare in disparte” e indica quella sindrome nata in tempi recenti proprio nella nazione nipponica e che colpisce lì ormai più di 500 mila adolescenti prevalentemente maschi. Si tratta di un vero e proprio “ritiro sociale”: questi ragazzi si isolano dalla realtà e dalle relazioni interpersonali esterne chiudendosi nella propria camera, spesso invertendo il ritmo circadiano del sonno-veglia e abbandonando la scuola o il lavoro.

 

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Greg Rusk

Quali e quante sono le regole che chiediamo ai nostri figli adolescenti di rispettare?

Igiene e cura personale, impegno a scuola e nello studio, una minima collaborazione in casa, cominciando anche solo dal  tenere in ordine e pulita la propria camera, non si fuma e non si beve, educazione, sincerità e rispetto. Poche, chiare e basilari!

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Foto Seven Infinity

 

Ricordo benissimo quel giorno al supermarket…….

Stavo sistemando i miei acquisti in macchina, in preda al panico perché ovviamente in ritardo sulla tabella di marcia, quando mi si è avvicinato un uomo sulla quarantina che io conoscevo di vista, in quanto papà di una mia alunna delle elementari.

“Scusa se ti disturbo”, mi disse. Io mi stavo già preparando a rispondere elencando l’andamento scolastico della figlia, e che la capriola non è affatto pericolosa e che non posso controllare che si mettano la felpa all’uscita da scuola, in quanto era una di quelle situazioni che mi trovavo spesso a vivere, abitando in un piccolo paese e lavorando nella scuola primaria dello stesso.

Ero “La maestra di ginnastica” del figlio del panettiere, di quello di miei vicini e della prole di tutti i miei amici.

“Che fortuna!”, direte voi, anche se non tutto quello che luccica è oro.

 

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Oggi si parla molto di cyberbullismo e se ne parla anche a scuola e nelle università attraverso incontri e dibattiti per mettere in guardia i ragazzi dalle insidie della rete, delle chat e dell’ambiente dei social ove spesso la vittima è denigrata, offesa, molestata, intimorita, messa a disagio o emarginata attraverso la pubblicazione di foto, video e dati che attengono alla sfera personale.

I Paesi più colpiti dal fenomeno sono Nuova Zelanda, Irlanda, Stati Uniti; l’Italia risulta essere al nono posto della classifica, con in testa il Nord-Est, in cui il 35% degli intervistati afferma di aver subito atti di bullismo qualche volta l’anno e ben il 24% una o più volte al mese. Le isole, invece, sono le meno colpite, infatti il 12% afferma di aver subito atti di bullismo una o più volte al mese e il 37% qualche volta l’anno.

 

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Rachel

In prossimità della “Festa dei nonni” fermiamoci un attimo a riflettere sul grande valore che queste persone rappresentano per noi e per i nostri figli.

Un tempo erano considerati i pilastri della famiglia, li si immaginava seduti sulle loro poltrone, magari vicino un caminetto, a intrattenere i nipoti con antichi racconti dai quali prendere spunti per affrontare al meglio la vita.

E oggi?

I tempi sono sicuramente cambiati, pilastri lo sono ancora, ma i dolci nonnini sono sempre più presenti nella vita sociale.

 

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Le ragazze al Classico, i ragazzi allo Scientifico: basta entrare in una qualsiasi terza media di una scuola italiana per vedere plasticamente rappresentata la differenza di genere nelle scelte scolastiche. Con le varianti del caso, ovviamente.  Lei, oltre al classico sceglie il linguistico o il liceo delle scienze umane, lui - se non sceglie lo scientifico - opta per un tecnico industriale o per il liceo sportivo.  C’è una differenza di abilità linguistiche o matematiche tra il cervello maschile e quello femminile o le ragazze sono ancora oggi inserite in un percorso già scritto che non prevede le ingegnere,  le informatiche, le fisiche?  E cosa si può fare per abbattere l’ennesimo muro che tiene fuori le studentesse dalle professioni del futuro?

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Secondo un’indagine, ogni ragazzino autorizzato a tenere in camera il cellulare di notte, risponderebbe ad un messaggio e la maggior parte di loro ha trascorso almeno alcune nottate scrivendo messaggi.

Solo l’11 per cento dei  genitori sospetta che I loro ragazzi abbiano inviato, ricevuto o inoltrato messaggi di natura sessuale, mentre il  41% degli adolescenti ammette di averlo fatto.

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Nel campo dei congedi per la cura dei figli il 2015 ha portato alcune novità che sono contenute nel Jobs Act (Decreto Legislativo 80/2015) e nella Legge di Stabilità varata a dicembre.

L'obiettivo del Decreto 80/2015 era facilitare la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, estendendo le norme esistenti ai soggetti fino ad allora esclusi (lavoratori autonomi e parasubordinati). Inoltre tutte le nuove norme sono applicate anche ai genitori adottivi o affidatari.

Le novità riguardano sia il congedo di maternità (obbligatorio) sia il congedo facoltativo o congedo parentale.

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Save the Children Italia pubblica annualmente un rapporto sulle condizioni delle mamme nel nostro paese; quello di quest'anno si intitola "Mamme nella crisi" e tratta della difficile situazione delle mamme italiane in tempo di grave crisi economica. 

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L'articolo 4 commi 24 e seguenti della Legge 92/2012, ha introdotto, in via sperimentale per gli anni 2013-15, il congedo obbligatorio ed il congedo facoltativo del padre, stabilendo che "al fine di sostenere la genitorialità, promuovendo una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all'interno della coppia e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in via sperimentale per gli anni 2013-2015 il padre lavoratore dipendente, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, ha l'obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di un giorno. Entro il medesimo periodo, il padre lavoratore dipendente può astenersi per un ulteriore periodo di due giorni, anche continuativi, previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest'ultima".

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È uscito da poco più di un mese sulla Gazzetta ufficiale il decreto che rende obbligatorio il congedo di un giorno dal lavoro per paternità, da prendere entro i cinque mesi della nascita del bambino. Se da un lato l'astensione dal lavoro di un solo giorno sembra concessione irrisoria, dall'altro la parola "obbligatorio" apre uno spiraglio di speranza sui temi di conciliazione famigliari.

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“Pensavo di essere pazzo, perché avevo tante paure,  di stare con gli altri, anche di parlare.  Allora un giorno ho chiesto ai miei genitori che malattia avessi,  e loro mi hanno detto che non ero malato e mi hanno spiegato cos’è l’autismo. L’autismo non è una malattia, è un modo di essere.  Io sono fatto così.  E sono fatto bene”.  Federico ha 19 anni, vive ad Olbia, in Sardegna,  frequenta il liceo linguistico, recita in una compagnia teatrale,  adora i cani e gli piacerebbe lavorare in una fumetteria.  Un ragazzo come tanti ma con una diagnosi che per molte  famiglie è ancora un macigno.

Il due aprile è la giornata internazionale della consapevolezza dell’autismo e per l’occasione l’associazione Sensibilmente, di cui Federico è vice presidente, ha lanciato insieme all’amministrazione comunale di Olbia la campagna  #ioloso.

Federico sa e con la sua neuro diversità, pur tra le difficoltà, prova a fare i conti e ad essere utile agli altri, quelli che non sanno, che hanno una forma di autismo più grave della sua, che non parlano.

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L'articolo 31 della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia stabilisce che “Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica."

Il gioco, dal punto di vista pedagogico è un´attività fondamentale per i bambini, un modo per apprendere conoscenze,  per crescere e per imparare a stare al mondo. In modo particolare il gioco all’aria aperta, anche nei parchi gioco, sviluppa la socialità e l’apprendimento, aumentando il benessere psico-fisico.

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A Brugherio c'è una biblioteca speciale dedicata anche a lettori con problemi, infatti presso la sezione ragazzi, è presente una raccolta di libri su misura per bambini e ragazzi con difficoltà, disabilità motorie o della comunicazione.

Libri per lettori dislessici, libri tattili e in braille, libri in simboli, nei quali i contenuti sono adattati a una modalità di lettura diversa da quella convenzionale.

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Prende il via il progetto a sostegno dei diritti dei bambini con disabilità intellettiva e relazionale e delle loro famiglie.

Scienzabile è un progetto di scoperta ed esplorazione del museo, pensato per bambini con bisogni speciali insieme al loro contesto famigliare o scolastico.

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Ciprian è un compagno di classe di mio figlio, prima elementare; è un bimbo Rom che già conoscevo di vista, lui e la sua grande famiglia, perché ogni mattina ci incrociamo davanti a scuola. Credo di aver capito chi è sua mamma, ma non ho ben chiaro chi siano i suoi fratelli e sorelle, in mezzo ai molti bimbi e bimbe, ragazzi e ragazze, che lo accompagnano. 

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Negli ultimi decenni l'Italia si è trasformata da paese di emigrazione a paese di immigrazione e questo sta portando ad una riflessione sul concetto di cittadinanza e sulle modalità della sua acquisizione. Anche alcune delle massime autorità dello stato come il presidente Napolitano hanno recentemente richiamato l'attenzione su questo punto.

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La storia di ogni nazione è strettamente connessa alle proprie tradizioni e all'identità culturale dei popoli che la compongono, il cibo in questo senso è cultura, in quanto l'uomo produce e crea il proprio cibo; lo prepara anche quando lo trasforma mediante la tecnologia a sua disposizione; lo consuma avendolo scelto sia per la sua valenza nutrizionale che per quella simbolica. Ed è così che il cibo diventa allora elemento di conoscenza, frutto dell'identità, come scambio culturale di persone, materie prime e tecniche, il cibo può, e deve essere usato, come un linguaggio interculturale.

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Il fenomeno delle migrazioni ha trasformato l'Europa in un continente multiculturale, dove vivono fianco a fianco persone di lingua, religione e cultura diverse. La conoscenza dell'altro è fondamentale per una convivenza pacifica, e per far si che ciò avvenga la mediazione culturale è indispensabile per facilitare l'integrazione, attraverso la conoscenza e lo scambio reciproco, cercando di assicurare uguali opportunità nel rispetto della diversità.

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Peter Gaum

Durante l’estate, molte persone mangiano di più e si muovono meno. Altri riescono invece a ritagliarsi del tempo per muoversi di più e, complice il caldo, mangiano di meno. Per quasi tutti, comunque, al ritorno dalle vacanze, tra i buoni propositi dell’anno, c’è quello di iniziare una dieta. O di iniziare a fare attività fisica in maniera regolare. O entrambe le cose. Ma poi è così difficile riuscire, il lavoro si fa subito frenetico, i bambini iniziano la scuola e i malanni di stagione, le giornate si accorciano e l’umore peggiora. Come si può fare, allora, per “sentirsi bene”?

 

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La carenza di iodio nella dieta provoca gravi conseguenze alla salute.

Uno studio dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano mette in luce lo scarso consumo di alimenti ricchi di iodio e i rischi per la salute, in particolare per il feto e l’accrescimento dei bambini.

La carenza nutrizionale di iodio costituisce ancora oggi un grave problema sanitario e sociale che interessa un numero elevato di persone in tutto il mondo, compreso il nostro Paese. In molti pensano che basti una passeggiata in riva al mare per fare il pieno di questo importante minerale, ma purtroppo non è così. Lo iodio si assume solo attraverso gli alimenti, in particolare il pescato marino, e la carenza è sostanzialmente dovuta ad una errata alimentazione.

 

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Leggendo questo interessante articolo di Nicola Clark sono emerse in me due riflessioni, le condivido nella speranza che possano stimolare un confronto.

Il problema dell’accettazione del proprio modo di essere considerato, nell’ottica dello “specchio” che il mondo esterno ne restituisce. L’autrice condivide il senso di sollievo provato alla conferma della diagnosi che ha implicato un lungo processo emotivo che l’ha portata fino al raggiungimento della risposta.

Essere diagnosticata a 40 anni significa non aver trovato una dimensione interna ed esterna veramente accettabile, non aver smesso di cercare risposte a domande nate dall’osservazione delle differenze, attività che accompagna il lungo percorso della consapevolezza di sé dall’adolescenza in poi.  

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Quella che segue è una traduzione da “I was diagnosed with autism in my 40s. It’s not just a male condition” di Nicola Clark - articolo apparso sul Guardian il 30 agosto 2016.

Lo scorso anno, ben oltre i quarant’anni, ho avuto la diagnosi di autismo.

Ho sempre saputo di essere diversa e ho cercato una diagnosi formale, dopo che i tratti con i quali ho convissuto per quasi 5 decenni sono divenuti progressivamente più difficili da gestire.

Non sono sicuramente l’unica donna che ha dovuto attendere a lungo prima di avere una diagnosi. La National Autistic Society (NAS) chiede che i medici sappiano meglio comprendere come le differenze di genere incidano sull’autismo, e riconoscano che donne e ragazze siano state storicamente sotto-diagnosticate.

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L’inventore del termine “nativi digitali” si chiama Marc Prensky, uno studioso statunitense che nel 2001 ha stabilito il nesso tra “digital natives e digital immigrants” riferendosi a chi impara a parlare una lingua sin da bambino, un madrelingua del linguaggio digitale dei computer, videogiochi e Internet, per distinguerlo da chi ne ha appreso l’uso in modo non naturale proprio come gli immigrati che si trasferiscono in un paese a loro sconosciuto e imparano una nuova lingua mantenendo però sempre il loro “accento” nel passato. I nativi digitali sono gli studenti di oggi, abituati a ricevere informazioni in modo veloce e random, amano gestire i processi e apprendere in maniera parallela e multi-task anziché lineare e sequenziale, preferiscono la grafica al testo. Fanno progressi attraverso la gratificazione immediata e ricompense frequenti. Secondo Prensky questa lingua madre digitale ha modificato il cervello dei nativi, che apprendono in modo diverso dai loro predecessori ragion per cui essi richiedono nuovi approcci educativi che meglio si accordino al loro modo di essere.

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Andrew_Writer

La fine dell’anno scolastico si sta avvicinando e, per scongiurare il rischio di una rimandatura a settembre, perché non ricorrere a delle ripetizioni line?

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Kristalkareh

"Scusa Mister, ma oggi M. ha preso un brutto voto a scuola e, per castigo, non parteciperà agli allenamenti”. Sono di questo genere i messaggi e le telefonate che spesso ricevo dai genitori dei miei piccoli calciatori. Quello delle punizioni infantili è un capitolo educativo che suscita sempre emozioni contrastanti negli adulti chiamati ad esercitare il ruolo di maggior forza e decisione. Negli ultimi decenni, si sono alternati diversi modelli educativi, passando da quelli eccessivamente autoritari (forse), ad altri fin troppo permissivi.
Ma allora quali sono le punizioni efficaci? Nelle prossime righe cercherò di fornire il punto di vista di un'insegnante-allenatrice, con il solo scopo di offrirvi qualche spunto di riflessione.

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Vicki & Chuck Rogers

Vi ho forse già parlato di quel periodo della mia vita in cui affiancavo le maestre della scuola primaria, durante l’ora di educazione motoria.

Mossa da “nobili pensieri”, volevo realizzare una sorta di “Giochi della gioventù” all’interno dell’Istituto. Avevo pensato di annotare i risultati di ciascun alunno ed avrei redatto io stessa una classifica con i migliori tre risultanti nelle categorie maschili e femminili.

Alla fine dell’anno scolastico ci sarebbe stata una premiazione con un diploma di merito e una luccicante medaglia.

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Una vacanza alternativa per bambini, ragazzi o per genitori con figli, come mezzo di socializzazione e collaborazione, in barca a vela.

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Un lungo e stretto cunicolo in cemento armato, all’ingresso di quello che è stato l’unico lager italiano con forno crematorio, già ci fa stringere il cuore e camminare ad uno ad uno, silenziosi e a passi lenti.

Siamo nella periferia di Trieste, nel luogo dove, tra il 1943 e il 1945, il vecchio opificio, per la lavorazione del riso prima, caserma militare poi, viene trasformato dalle SS in Polizeihaftlager, un campo di transito per gli ebrei catturati in Veneto e Litorale Adriatico, diretti ad Auschwitz, Dachau, Mauthausen e Bergen-Belsen (25 tra loro furono uccisi qui perché incapaci di affrontare la deportazione) e campo di eliminazione per partigiani e antifascisti.

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Sollafune

Per chi, come me, soffre tutto l'anno di una cronica mancanza di tempo, sempre all'inseguimento di un appuntamento, un orario, una commissione, le vacanze senza orologio diventano quasi una necessità fisica.

Da qualche anno ho scoperto le vacanze in cammino: zaino in spalla e percorso segnalato, con l'unico obiettivo di arrivare a fine tappa prima del buio (e comunque, sempre con una lampada frontale nello zaino, perché non si sa mai).

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Questo viaggio è stato come un regalo inaspettato, come il realizzarsi di un sogno. Un viaggio desiderato e realizzato insieme a voi Ilaria e Giulia, il nostro viaggio.

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Il mondo è tuo

Un albo illustrato per grandi e piccini, che insegna ai più piccoli, e ricorda ai più grandi che, si è liberi di essere e fare quello che si vuole, nonostante la strada non sarà priva di difficoltà che ci faranno crescere.

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E ora andiamo felici all’asilo?

Per la maggior parte dei bambini arriva a un certo punto il momento dell’ingresso alla scuola materna, luogo che riveste un ruolo fondamentale nel processo di crescita di ogni bambino.

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Flicts

Flicts è un colore triste e solitario perché nessuna cosa intorno ha quel colore e nessuno vuole giocare con lui. Flicts non è rosso, non è giallo, non è verde, non è blu. Il sole è giallo, il cielo è azzurro, i fiori sono rossi, arancioni, rosa. Ma niente è flicts. Nessun colore lo invita a fare il girotondo, tutti hanno da fare quando lui li cerca. Finché non scopre che .... la luna è flicts. Pochi hanno visto il vero colore del suolo lunare, ma Armstrong, il primo astronauta che ha messo piede sul nostro satellite, garantisce che la luna ha quel colore, con tanto di autografo. 

Un librino bello, colorato. Flicts in realtà è una specie di ocra, colore forse "normale" per noi, ma ogni bimbo in realtà si sente un po' flicts, a volte. Vorrebbe essere uguale agli altri e invece è diverso. Le chiavi di lettura sono tante e secondo me ha una poeticità semplice ma commovente.

Alves Pinto Ziraldo è tra i più conosciuti autori per l'infanzia in lingua portoghese.

Consigliato per l'età prescolare. 

autore: Alves Pinto Ziraldo

editore: Editori Riuniti