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Paura, emozione universale

 

La paura è un’emozione primaria di difesa iscritta nel nostro patrimonio genetico, un campanello d’allarme interno che ci segnala la presenza di un pericolo o di una minaccia proveniente dal mondo esterno. Il suo scopo è quello di attivare comportamenti di protezione, fornendo la motivazione necessaria alla mobilitazione delle energie.

Tutti i bambini, nelle fasi della loro crescita, sviluppano alcune paure, poiché si sentono ancora indifesi e conoscono ancora poco il mondo che li circonda: sono paure cosiddette sane, transitorie e legate alla realtà che il bambino va scoprendo.

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Zack Cameron

Sono tanti i bambini che leggono volentieri, soprattutto durante le vacanze. Certo, non i libri consigliati alla fine della scuola, in edizione scolastica con tanto di linee guida o domande a cui rispondere: quelli di solito vengono snobbati oppure letti malvolentieri qualche giorno prima dell'inizio della scuola.

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Eduardo Guglielmo Sangalli Perez

Il problema è spesso dibattuto, ma quasi sempre i genitori sono concordi: una punizione ci vuole, magari non si sa quale e di che entità, ma a volte può sembrare l'unico sistema per farsi ascoltare. Dove falliscono le parole, dove non arrivano le urla, arriveranno i fatti?

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Non mi sembrava vero, finalmente potevo andare a prendere la mia bambina all'uscita del nido, dopo mesi e mesi che ci andava la nonna. Ma dopo il primo sorriso, la corsa verso le braccia della mamma, iniziava regolarmente la lamentela. Voglio il latte (ah, quando si accontentavano del latte a merenda!), il passeggino no, a casa no, ho freddo, fame sete, sonno. Crisi.
E così via, fino alla fine della scuola materna. E dopo di lei la sorella.

 

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Durante il periodo pre pasquale si possono preparare insieme ai nostri bimbi tante belle uova per addobbare l'albero di Pasqua o la tavola imbandita a festa. Gusci, colori, fantasia e delicatezza sono gli ingredienti principali per questi lavoretti. Grazie alle ricette pasquali le uova non mancheranno in casa e si possono riciclare con allegria! Ecco alcuni esempi che potrete perfezionare ed elaborare con la vostra fantasia.

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Un genitore su tre legge favole al proprio bambino perché è lui a chiederglielo, è uno dei dati emerso da un'indagine qualitativa Doxa Kids, durante il convegno “L’App o il libro della buonanotte. Come cambia la lettura per i più piccoli”  tenutosi presso Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria.

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Per ogni famiglia, ho immaginato, in questo Natale, un abete di tante palline e addobbi.

Ci sono tanti colori a definire una relazione educativa in queste festività oramai alle porte.

Una pallina colorata per l’ESEMPIO EDUCATIVO: ogni genitore insegna ciò che è e ciò che fa, più di ciò che dice.

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Tutti i bambini sono un po' scienziati: la loro innata curiosità, la capacità di osservare e fare domande sono il "germe" del metodo scientifico. Tutti i genitori conoscono bene la fase dei perché: Perché piove? Perché la palla rimbalza, Perché fa caldo, Perché si suda, Perché-Perché-Perché…?!". E naturalmente prima o poi arrivano anche le domande su "come-dove-quando", perché la curiosità dei bambini non ha mai fine. 

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Carlo Sposini

Sono già stati ampiamente studiati  gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute dell’uomo: gravi patologie cardiache e respiratorie e diffusione del cancro al polmone a causa degli alti livelli di particolato atmosferico (il famoso PM).  Rimangono da approfondire le conseguenze sui bambini che sono i soggetti più vulnerabili perché si muovono di più, trascorrono più tempo all’aria aperta, respirano una maggior quantità di aria e non hanno ancora compiutamente sviluppato gli organismi di difesa. Si tratta quindi di indagare in  particolar modo gli effetti biologici precoci, cioè di capire se l’inquinamento dell’aria possa provocare effetti tossici e danni nel DNA che possono predire anche l’insorgenza di malattie croniche in età adulta.

 

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Come abbiamo accennato nel nostro articolo Sharing economy. Il bello della condivisione, l'elenco dei siti e delle piattaforme che offrono la possibilità di condividere beni o servizi è in continua espansione.

Ormai tutti conoscono siti come Airbnb, BlaBlaCar o Gnammo: ci sono però nuove esperienze interessanti che si stanno sviluppando e che vogliamo segnalare insieme alle piattaforme più conosciute.

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La Sharing economy, l'economia della condivisione, era quella che già praticavano tutti i giorni i nostri nonni quando domandavano alla signora del piano di sopra un uovo in prestito per poi ricambiare con una tazza di zucchero, quando, per fare una commissione, affidavano alla vicina i propri figli per poi invitare gli altri bambini del cortile a fare merenda il giorno dopo o quando 2 contadini mettevano in comune qualche attrezzo per ottimizzare le spese.

Tutto questo, uscito dalla porta nelle nostre grandi città spersonalizzate dove spesso si fa fatica a parlare con i vicini, sta rientrando dalla finestra, complici due fatti molto significativi: la crisi e l'avvento di internet, senza il quale tutto quello che stiamo per raccontare non avrebbe potuto essere e non sarebbe possibile.

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Come ogni anno c'è solo l'imbarazzo della scelta: mobilità dolce e sostenibile, commercio equo, vacanze solidali, autoproduzione, riciclo e riuso, moda critica, cibo bio, prodotti eco, economia della condivisione, finanza etica.

Arriva infatti a Milano per la sua 13° edizione Fa' la cosa giusta!, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, organizzata da Terre di mezzo.

La Fiera si svolgerà dal 18 al 20 marzo 2016 a Fieramilanocity, che finalmente quest'anno si potrà comodamente raggiungere anche con la metropolitana M5 “Lilla”, fermata Portello.

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Plero

Nicola ora può viaggiare da solo e per lui, anche se già maggiorenne, non è scontato. Nicola è un ragazzo sardo autistico e, qualche settimana fa, è salito su un volo Olbia-Fiumicino, in totale autonomia come molti suoi coetanei che in questo periodo volano via per le vacanze, un soggiorno studio, per il viaggio della maturità. Una piccola grande conquista per lui, che aveva già fatto tanti viaggi ma sempre con i genitori, resa possibile grazie a un progetto nazionale dell’Enac, l’ente nazionale dell’aviazione civile, che si chiama “Autismo, in viaggio attraverso l’aeroporto”, attuato in collaborazione con Assoaeroporti e diverse associazioni che hanno supportato l’iniziativa a livello locale. Il primo esperimento è partito a Bari nel 2015 e finora hanno aderito Olbia, Bergamo, Roma Fiumicino, Milano Linate, Venezia, e Napoli. Lo scalo sardo è il terzo in Italia dove il progetto si é già concretizzato e dove le ragazze e i ragazzi autistici possono viaggiare da soli ma “accompagnati” da una guida pensata per loro.

 

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“Cercare lavoro è un lavoro” è la prima frase che mi sono sentita dire quando, all’alba dei miei 45 anni, ho perso il mio lavoro. Mi sono ritrovata a doverne cercare un altro, in un momento di grande crisi, in un mondo del lavoro che non riconoscevo più avendo iniziato a lavorare a 19 anni non ancora compiuti, in un momento storico in cui erano addirittura le aziende a cercare i nominativi a scuola delle persone interessate ad assumere.

Ho cercato di non perdermi d’animo e, da subito, ho fatto miei alcuni requisiti che ritengo fondamentali per una ricerca attiva di un lavoro, vale a dire: intraprendenza, costanza, pazienza, metodo ed informazione.

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Quante volte vi è capitato di arrivare in un bel posto, prendere il telefono e farvi un selfie per poi pubblicarlo immediatamente su un social?

Inizialmente era un’abitudine diffusa fra gli adolescenti, ora è diventato così comune che lo fanno persone di ogni età, le persone si scattano selfie in ogni momento della giornata, ovunque!

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Anna Magli

Federico Ian è arrivato a 17 anni senza avere la più pallida idea di cosa significasse lavorare veramente. Poi ha recuperato.

Durante le precedenti estati ha gozzovigliato felice fra vacanze, piscina e camp sportivi, inebriandosi della sua libertà estiva senza mai vagliare la possibilità di fare qualche lavoretto e guadagnare due soldini. A dir il vero,  in terza superiore  ha fatto un mese di alternanza scuola-lavoro in una  tipografia, ma l’impressione è che lo abbia vissuto come un gioco, o meglio, anche se ha imparato a usare la taglierina, ad impaginare e a fare molte altre cose, non ha mai acquisito veramente quel senso di responsabilità che un lavoro, anche piccolo, deve trasmettere.

 

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Oggi si parla molto di cyberbullismo e se ne parla anche a scuola e nelle università attraverso incontri e dibattiti per mettere in guardia i ragazzi dalle insidie della rete, delle chat e dell’ambiente dei social ove spesso la vittima è denigrata, offesa, molestata, intimorita, messa a disagio o emarginata attraverso la pubblicazione di foto, video e dati che attengono alla sfera personale.

I Paesi più colpiti dal fenomeno sono Nuova Zelanda, Irlanda, Stati Uniti; l’Italia risulta essere al nono posto della classifica, con in testa il Nord-Est, in cui il 35% degli intervistati afferma di aver subito atti di bullismo qualche volta l’anno e ben il 24% una o più volte al mese. Le isole, invece, sono le meno colpite, infatti il 12% afferma di aver subito atti di bullismo una o più volte al mese e il 37% qualche volta l’anno.

 

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Rachel

In prossimità della “Festa dei nonni” fermiamoci un attimo a riflettere sul grande valore che queste persone rappresentano per noi e per i nostri figli.

Un tempo erano considerati i pilastri della famiglia, li si immaginava seduti sulle loro poltrone, magari vicino un caminetto, a intrattenere i nipoti con antichi racconti dai quali prendere spunti per affrontare al meglio la vita.

E oggi?

I tempi sono sicuramente cambiati, pilastri lo sono ancora, ma i dolci nonnini sono sempre più presenti nella vita sociale.

 

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Le ragazze al Classico, i ragazzi allo Scientifico: basta entrare in una qualsiasi terza media di una scuola italiana per vedere plasticamente rappresentata la differenza di genere nelle scelte scolastiche. Con le varianti del caso, ovviamente.  Lei, oltre al classico sceglie il linguistico o il liceo delle scienze umane, lui - se non sceglie lo scientifico - opta per un tecnico industriale o per il liceo sportivo.  C’è una differenza di abilità linguistiche o matematiche tra il cervello maschile e quello femminile o le ragazze sono ancora oggi inserite in un percorso già scritto che non prevede le ingegnere,  le informatiche, le fisiche?  E cosa si può fare per abbattere l’ennesimo muro che tiene fuori le studentesse dalle professioni del futuro?

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Secondo un’indagine, ogni ragazzino autorizzato a tenere in camera il cellulare di notte, risponderebbe ad un messaggio e la maggior parte di loro ha trascorso almeno alcune nottate scrivendo messaggi.

Solo l’11 per cento dei  genitori sospetta che I loro ragazzi abbiano inviato, ricevuto o inoltrato messaggi di natura sessuale, mentre il  41% degli adolescenti ammette di averlo fatto.

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Nel campo dei congedi per la cura dei figli il 2015 ha portato alcune novità che sono contenute nel Jobs Act (Decreto Legislativo 80/2015) e nella Legge di Stabilità varata a dicembre.

L'obiettivo del Decreto 80/2015 era facilitare la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, estendendo le norme esistenti ai soggetti fino ad allora esclusi (lavoratori autonomi e parasubordinati). Inoltre tutte le nuove norme sono applicate anche ai genitori adottivi o affidatari.

Le novità riguardano sia il congedo di maternità (obbligatorio) sia il congedo facoltativo o congedo parentale.

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Save the Children Italia pubblica annualmente un rapporto sulle condizioni delle mamme nel nostro paese; quello di quest'anno si intitola "Mamme nella crisi" e tratta della difficile situazione delle mamme italiane in tempo di grave crisi economica. 

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L'articolo 4 commi 24 e seguenti della Legge 92/2012, ha introdotto, in via sperimentale per gli anni 2013-15, il congedo obbligatorio ed il congedo facoltativo del padre, stabilendo che "al fine di sostenere la genitorialità, promuovendo una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all'interno della coppia e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in via sperimentale per gli anni 2013-2015 il padre lavoratore dipendente, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, ha l'obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di un giorno. Entro il medesimo periodo, il padre lavoratore dipendente può astenersi per un ulteriore periodo di due giorni, anche continuativi, previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest'ultima".

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È uscito da poco più di un mese sulla Gazzetta ufficiale il decreto che rende obbligatorio il congedo di un giorno dal lavoro per paternità, da prendere entro i cinque mesi della nascita del bambino. Se da un lato l'astensione dal lavoro di un solo giorno sembra concessione irrisoria, dall'altro la parola "obbligatorio" apre uno spiraglio di speranza sui temi di conciliazione famigliari.

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“Pensavo di essere pazzo, perché avevo tante paure,  di stare con gli altri, anche di parlare.  Allora un giorno ho chiesto ai miei genitori che malattia avessi,  e loro mi hanno detto che non ero malato e mi hanno spiegato cos’è l’autismo. L’autismo non è una malattia, è un modo di essere.  Io sono fatto così.  E sono fatto bene”.  Federico ha 19 anni, vive ad Olbia, in Sardegna,  frequenta il liceo linguistico, recita in una compagnia teatrale,  adora i cani e gli piacerebbe lavorare in una fumetteria.  Un ragazzo come tanti ma con una diagnosi che per molte  famiglie è ancora un macigno.

Il due aprile è la giornata internazionale della consapevolezza dell’autismo e per l’occasione l’associazione Sensibilmente, di cui Federico è vice presidente, ha lanciato insieme all’amministrazione comunale di Olbia la campagna  #ioloso.

Federico sa e con la sua neuro diversità, pur tra le difficoltà, prova a fare i conti e ad essere utile agli altri, quelli che non sanno, che hanno una forma di autismo più grave della sua, che non parlano.

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L'articolo 31 della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia stabilisce che “Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica."

Il gioco, dal punto di vista pedagogico è un´attività fondamentale per i bambini, un modo per apprendere conoscenze,  per crescere e per imparare a stare al mondo. In modo particolare il gioco all’aria aperta, anche nei parchi gioco, sviluppa la socialità e l’apprendimento, aumentando il benessere psico-fisico.

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A Brugherio c'è una biblioteca speciale dedicata anche a lettori con problemi, infatti presso la sezione ragazzi, è presente una raccolta di libri su misura per bambini e ragazzi con difficoltà, disabilità motorie o della comunicazione.

Libri per lettori dislessici, libri tattili e in braille, libri in simboli, nei quali i contenuti sono adattati a una modalità di lettura diversa da quella convenzionale.

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Prende il via il progetto a sostegno dei diritti dei bambini con disabilità intellettiva e relazionale e delle loro famiglie.

Scienzabile è un progetto di scoperta ed esplorazione del museo, pensato per bambini con bisogni speciali insieme al loro contesto famigliare o scolastico.

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Ciprian è un compagno di classe di mio figlio, prima elementare; è un bimbo Rom che già conoscevo di vista, lui e la sua grande famiglia, perché ogni mattina ci incrociamo davanti a scuola. Credo di aver capito chi è sua mamma, ma non ho ben chiaro chi siano i suoi fratelli e sorelle, in mezzo ai molti bimbi e bimbe, ragazzi e ragazze, che lo accompagnano. 

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Negli ultimi decenni l'Italia si è trasformata da paese di emigrazione a paese di immigrazione e questo sta portando ad una riflessione sul concetto di cittadinanza e sulle modalità della sua acquisizione. Anche alcune delle massime autorità dello stato come il presidente Napolitano hanno recentemente richiamato l'attenzione su questo punto.

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La storia di ogni nazione è strettamente connessa alle proprie tradizioni e all'identità culturale dei popoli che la compongono, il cibo in questo senso è cultura, in quanto l'uomo produce e crea il proprio cibo; lo prepara anche quando lo trasforma mediante la tecnologia a sua disposizione; lo consuma avendolo scelto sia per la sua valenza nutrizionale che per quella simbolica. Ed è così che il cibo diventa allora elemento di conoscenza, frutto dell'identità, come scambio culturale di persone, materie prime e tecniche, il cibo può, e deve essere usato, come un linguaggio interculturale.

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Il fenomeno delle migrazioni ha trasformato l'Europa in un continente multiculturale, dove vivono fianco a fianco persone di lingua, religione e cultura diverse. La conoscenza dell'altro è fondamentale per una convivenza pacifica, e per far si che ciò avvenga la mediazione culturale è indispensabile per facilitare l'integrazione, attraverso la conoscenza e lo scambio reciproco, cercando di assicurare uguali opportunità nel rispetto della diversità.

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La carenza di iodio nella dieta provoca gravi conseguenze alla salute.

Uno studio dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano mette in luce lo scarso consumo di alimenti ricchi di iodio e i rischi per la salute, in particolare per il feto e l’accrescimento dei bambini.

La carenza nutrizionale di iodio costituisce ancora oggi un grave problema sanitario e sociale che interessa un numero elevato di persone in tutto il mondo, compreso il nostro Paese. In molti pensano che basti una passeggiata in riva al mare per fare il pieno di questo importante minerale, ma purtroppo non è così. Lo iodio si assume solo attraverso gli alimenti, in particolare il pescato marino, e la carenza è sostanzialmente dovuta ad una errata alimentazione.

 

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Leggendo questo interessante articolo di Nicola Clark sono emerse in me due riflessioni, le condivido nella speranza che possano stimolare un confronto.

Il problema dell’accettazione del proprio modo di essere considerato, nell’ottica dello “specchio” che il mondo esterno ne restituisce. L’autrice condivide il senso di sollievo provato alla conferma della diagnosi che ha implicato un lungo processo emotivo che l’ha portata fino al raggiungimento della risposta.

Essere diagnosticata a 40 anni significa non aver trovato una dimensione interna ed esterna veramente accettabile, non aver smesso di cercare risposte a domande nate dall’osservazione delle differenze, attività che accompagna il lungo percorso della consapevolezza di sé dall’adolescenza in poi.  

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Quella che segue è una traduzione da “I was diagnosed with autism in my 40s. It’s not just a male condition” di Nicola Clark - articolo apparso sul Guardian il 30 agosto 2016.

Lo scorso anno, ben oltre i quarant’anni, ho avuto la diagnosi di autismo.

Ho sempre saputo di essere diversa e ho cercato una diagnosi formale, dopo che i tratti con i quali ho convissuto per quasi 5 decenni sono divenuti progressivamente più difficili da gestire.

Non sono sicuramente l’unica donna che ha dovuto attendere a lungo prima di avere una diagnosi. La National Autistic Society (NAS) chiede che i medici sappiano meglio comprendere come le differenze di genere incidano sull’autismo, e riconoscano che donne e ragazze siano state storicamente sotto-diagnosticate.

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L'obesità e il sovrappeso sono una vera epidemia tra i bambini. L'eccesso di peso nei piccoli è un grave fattore di rischio in l'adolescenza e in età adulta, per le malattie correlate che possono intervenire in modo subdolo, invasivo e cronico. Numerosi studi epidemiologici dimostrano che l'effetto dell'alimentazione dei primi anni si ripercuote sulla salute di tutta la vita: i comportamenti appresi sono infatti molto difficili da eliminare o anche da modificare successivamente. 
I bambini e gli adolescenti di oggi tendono a mangiare poca frutta, verdura, legumi, pane integrale, abbondano invece con bevande dolcificate, patatine fritte, formaggi grassi, succhi di frutta zuccherati. Preferiscono stare davanti alla televisione o ai videogiochi piuttosto che uscire a giocare all'aria aperta o dedicarsi ad uno sport. 

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Michael Bonardi

L' ultima campanella è suonata già da un pezzo e il “dilemma” che attanaglia molti genitori è sempre lo stesso: “E adesso mio figlio a chi lo lascio?”

No problem!

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Oggi parliamo di DSA ospitando un contributo molto speciale, una giovane studentessa di 17 anni ci racconta cos’è e cosa comporta la discalculia e quanto sia importante pervenire ad una corretta diagnosi il prima possibile.

 
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regalafofuchas

Grande influsso sulla storia del pensiero pedagogico ha avuto il cosiddetto “metodo Frobel” (1782-1852) che concerne l’azione educativa in età prescolare.  In particolare nei Kindergarten (scuole-giardino) attraverso il gioco il bambino può crescere libero e spontaneamente apprendere ciò che sta fuori e dentro di sé.

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La Finlandia ha la migliore scuola del mondo, ai primi posti nelle statistiche e decantata da tutti anche perché il suo enorme salto di qualità è avvenuto nel giro di 30 anni (dal 1972) e partendo da un sistema scolastico mediocre, modellato su quello tedesco del dopoguerra. A partire dai primi anni del Duemila, sono partiti alla volta delle scuole finlandesi pedagogisti, insegnanti e capi partito da tutto il mondo per farsi un’idea e magari rubarla e portarla a casa.

 

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La capitale olandese è famosa, oltre che per il fitto ricamo di canali che la attraversano, per gli antichi palazzi, gli eccellenti musei e i coffee shop, tutte mete impedibili.

Amsterdam non è una città molto grande e la si visita piuttosto in fretta quindi è perfetta da girare anche solo per un fine settimana lungo. In caso sia proprio Amsterdam la vostra prossima meta, abbiamo raccolto alcune segnalazioni utili della nostra Community.

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La prima condizione, essenziale per poter viaggiare in auto con il proprio cane compiendo un discreto numero di chilometri, è che il vostro cane, ormai a tutti gli effetti membro irrinunciabile della famiglia, non soffra di mal d’auto. Per noi e per la nostra Reeva, pastore australiano di 5 anni, il viaggio non ha avuto grossi problemi. Itinerario: Italia-Svizzera-Germania-Danimarca-Svezia-Norvegia e ritorno, per un totale di 10 mila chilometri in auto, avendo a disposizione 3 settimane di vacanza.

 

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Prima di recarsi in villeggiatura con i piccoli vanno prese in considerazione soprattutto le loro esigenze.

Certamente un viaggio con i bambini non si può concepire all’insegna del non far niente, o di attività sportive estreme, più confacenti al mondo degli adulti; andrà piuttosto programmato un itinerario secondo un piano ben strutturato, dove il comune denominatore dovrà  necessariamente essere la serenità dei figli e il mantenimento dei loro ritmi vitali.

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Numeri: da quando sono stata a visitare il centro commemorativo ricordo con un dolore, ancora non completamente elaborato, i numeri di tutto quello che successe all'interno del campo di concentramento eretto proprio a Dachau, a 15 km a nord di Monaco.

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TANDEM, due storie che viaggiano insieme

Si dice spesso che il piacere di leggere cresce leggendo. All'inizio però non sempre le cose sono facili per i piccoli lettori alle prime armi. Diventa quindi fondamentale aiutare i bambini a non spaventarsi davanti ad un libro facendo in modo che invece ne siano attratti sentendo il desiderio di toccarlo, sfogliarlo, leggerlo. Impareranno così che i libri sono contenitori di emozioni che aiutano a fantasticare e noi saremo riusciti a trasmettere il desiderio e il piacere della lettura.

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Mi hanno ucciso le fiabe. Come spiegare la guerra e il terrorismo ai nostri figli.

Durante l'osservazione del comportamento di alcuni bambini del suo Centro giochi di Masal, l'autrice - nota psicoterapeuta, rimane impressionata dalla seguente conversazione: "Secondo me dovrebbero dare il permesso agli americani di usare la bomba atomica così ne sganciano una su Bagdad ed è finita la guerra". Un'altro bambino risponde "Io penso che sia sbagliato perchè se butti una bomba atomica su Bagdad uccidi tutta la gente e poi anche...come si chiama..Aladino. Così uccidono tutte le nostre fiabe e non ci sono più fiabe". Dialogo surreale che mette in evidenza un problema molto serio: guerre, massacri di innocenti, armi chimiche, attacchi kamikaze ed eventi naturali incontrollabili: le notizie dei disastri colpiscono grandi e piccini e nessun mass media riserva spazi a loro adeguati per aiutarli ad impadronirsi della realtà.

In questo libro Masal Pas Bagdadi ha intervistato bambini e fermato i loro pensieri e le loro emozioni ma soprattutto ci insegna a stare loro vicini, a rassicurarli e a decodificare le loro paure sui grandi temi della guerra e della distruzione. Ci dice come dirglielo e cosa dirgli, cosa fargli sapere e cosa non fargli vedere, ci mette in guardia contro le difficoltà che si possono incontrare e ci suggerisce come affrontarle.

Un libro per entrare in sintonia con i propri figli, per comprendere i loro ragionamenti e percepire le realtà che possono provvedere al loro fondamentale bisogno di sicurezza.

autore: Masal Pas Bagdadi

editore: Franco Angeli

 

DIVERGENT

Ho sempre adorato i libri per gli adolescenti, ma ultimamente ho sviluppato un nuovo amore per una serie in particolare. Divergent, é il primo dell’omonima trilogia di libri di Veronica Roth. Popolarissima tra i giovani, é l’ennesima serie di libridistopici. O almeno credo si dica così...non conoscevo questo termine finché mia figlia Penelope ha iniziato a leggere questo nuovo genere di romanzi. Utilizzando un linguaggio ed una classificazione ‘tradizionale’ potremmo definirli romanzi di fantascienza, con delle sfumature di significato un pò particolari. Ambientati nel futuro, offrono la rappresentazione di una società fittizia nella quale alcune tendenze sociali, politiche e tecnologiche avvertite nel presente sono portate a estremi negativi. Il padre di questo genere potrebbe essere considerato1984(G. Orwell) oFahrenheit 451(R. Brandbury). The Hunger Gamesne é un’altro esempio contemporaneo popolarissimo, già diventato un cult.

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