Esterno con figli

Annotazione a margine delle vite di altri

di Michele Palazzetti

Responsabile Coaching e Formazione IPSE Istituto Psicologico Europeo.
Marito, padre di due figlie, coach, consulente di comunicazione strategica, il tutto con due gatte che litigano spesso.

L'incertezza, l'indeterminatezza, la contraddizione, sono un brodo nel quale l'adolescenza cuoce per natura. Quello è il tempo in cui si prova ad essere, per scoprire chi si è. Accompagnare i figli in quest'esperienza ci è difficile, perché in fin dei conti abbiamo paura che non sia una fase transitoria e naturale, e soprattutto perché non siamo noi a guidarla.

Quando gli adolescenti costruiscono la loro identità, sperimentano realtà sanamente virtuali. Che sgomentano noi adulti.

La piazza fa quadrato, con al centro un cerchio di aiuola verde, un pino di generosa altezza, un lampionazzo multiluci, lapide per un adolescente che fu scooterista, un orsacchiotto e due palloncini colorati che gli amici posero. Su un lato, il marciapiede è ampio. Nato per favore alle poche attività commerciali che ci si affacciano. Per nulla immaginando che lì si sarebbero dati appuntamento notturno fisso un mare di ragazzi.

Quant’è importante, nella comunicazione, il non verbale…

- No, quello non si tocca, è sporco… Non si tocca… Ho detto che non si tocca… No… Nemmeno quello… Ma sei duro, eh!… Ah, va beh! No... Adesso chiamo mamma. … Ecco che chiamo la mamma

 

Nel corridoio di questo Municipio della Capitale ci sono due faccette giovani che fanno capoccella dentro due oblò di una mezza parete di cristallo, sormontati da una scritta posticcia tenuta dallo scotch: "accoglienza". Hanno l'aria spersa, come fossero dalla parte sbagliata della scritta. Il torrente irregolare di utenti li ignora, gorgogliando attorno alla stazza bonaria di un uomo di panza e d'esperienza che sta lì accanto, in piedi. Incastonato nell'uscio del bussolotto dei primi due. Forse ne è il maestro, forse il secondino.

Il piazzale d'asfalto ha nel mezzo un pennacchio ch’è triste parecchio. Uno stuzzico a promessa d’un albero, in una prossima era. Un rametto, ma fiacco, che in cima scaracchia un mucchietto di foglie. A farlo sembrare ancora più fino, c’è una possente armatura a sostegno. Fatta di legno. Massiccio. Hanno affettato un albero vero, per dire a chi passa da qui che noi tutti amiamo parecchio il verde in città.

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