Tutti i colori dell’ascolto

Tutti i colori dell’ascolto è una rubrica di approfondimento pedagogico a cura di Rosa Rita Formica.

Le parole e le emozioni dei bambini incontrati nei suoi laboratori, ci accompagnano di volta in volta a riflettere su argomenti diversi, consentendoci un approccio meno teorico e più diretto ai temi legati all’infanzia.

Antonio Canoci

E’ tempo di Natale.

Ripercorrere l’attesa, attraverso il periodo dell'Avvento, è un atto educativo fatto di cura, attenzione e piccoli passi amorevoli giorno per giorno.

Prezioso è il cammino di condivisione che si crea in questi contesti, infatti il viaggio verso il Natale è fatto di tanti passaggi.

Parlare è il modo di esprimere se stesso agli altri.
Ascoltare è il modo di accogliere gli altri in se stesso.
(Wen Tzu)

I bambini amano essere ascoltati e riconosciuti per ciò che sono.

Noi adulti incontriamo questi piccoli e grandi eroi: chi è timido, chi è euforico, chi è temerario...ognuno porta comunque con sé un prezioso scrigno, pronto ad essere aperto se, solo per un po', ci mettiamo dinanzi al loro sguardo e con attenzione e cura chiediamo:  

"Dimmi ... ma dai! Sul serio!!! " magari sgraniamo gli occhi pure noi, stupiti e meravigliati dal racconto!

Partecipiamo attivamente al loro dire con la sensibilità, la comprensione, l’ empatia di cui siamo capaci.
Nulla viene dato per scontato, tutto è nuovo e frutto di condivisione.
Riusciamo, alle volte, a restare silenziosi, attenti, lasciando che si rivelino.

 

È un bimbo con gli occhi di cielo e una semplicità che disarma.

Usa poche parole ma belle e delicate.

Ogni bimbo ne ha di preziose.

Sono frasi scarne ma essenziali e parlano di ciò che noi adulti non vediamo ma loro intuiscono, prendendolo a prestito direttamente da quanto li circonda.

Lui ha sei anni e arriva nel mio studio, con una borsa di plastica, carica di animaletti di gomma, facili da coccolare e stringere.

Trovo sempre grande dignità, rispetto e ricchezza nei racconti che tanti genitori mi fanno, mentre si incamminano nel non sempre facile percorso di educare un figlio.

Ascolto parole che hanno cuore, fragilità forza e sofferenza.

Rimando, costantemente, che ogni percorso genitoriale presuppone un educare ma anche un essere educati. I nostri figli sono delle magiche opportunità per guardarci dentro, con coraggio e desiderio grande di cambiare.

Ci viene rimandato questo interrogativo, in ogni scoglio educativo, in ogni inadeguatezza relazionale: siamo disposti a modificare le nostre rigidità, le nostre certezze, tramutandole in qualcosa di nuovo? 

È un bimbo magrolino e determinato. Entra nel mio studio molto composto, con i suoi occhi di cielo grandi, i capelli biondi e il suo andamento lento. Si toglie con garbo il suo piumino e non lascia il berretto blu al caso. Lo appende con cura.

È un bimbo “perbene” che ha imparato a essere educato.

Nazi Hunters. L'avventurosa cattura del criminale nazista Adolf Eichmann

Il Primo Ministro prese posizione dietro il podio. Nella stanza, tutti aspettavano in silenzio. In tono fermo e solenne annunciò: «Devo informare che recentemente i servizi segreti israeliani hanno catturato uno fra i maggiori criminali nazisti, Adolf Eichmann, responsabile insieme ad altri dirigenti nazisti di quello che essi stessi avevano definito "la soluzione finale del problema ebraico", cioè lo sterminio di sei milioni di ebrei europei. Adolf Eichmann si trova attualmente in carcere in Israele e presto sarà condotto in tribunale in conformità alla legge per i reati commessi dai nazisti e dai loro alleati». 

Neal Bascomb è giornalista, saggista e autore di molti bestseller per adulti, tra cui "Hunting Eichmann", dal quale è stata tratta la versione per ragazzi, intitolata appunto: "Nazi Hunters. L'avventurosa cattura del criminale nazista Adolf Eichmann."

Il libro descrive nei minimi dettagli e con dovizia di particolari quella che fu la cattura di Adolf Eichmann, capo del dipartimento IVB4, la divisione delle SS responsabile della "soluzione finale", che dopo la fine della seconda guerra mondiale partì dall'Italia per l'Argentina dove cominciò una nuova vita insieme alla sua famiglia.
Nonostante il suo tentativo di vivere una vita nell'anonimato per non farsi scoprire, verrà individuato, infatti, David Ben Gurion, primo ministro israeliano, decide di inviare in Argentina un gruppo scelto di spie del Mossad (servizi segreti israeliani) molte delle quali avevano perso familiari nei campi di concentramento, con il compito di catturare e trasportare a Gerusalemme, in assoluta segretezza, l'emblema dell'orrore dell'Olocausto. Lì sarà oggetto di uno dei più importanti e significativi processi contro i crimini perpetuati dai nazisti. 

Il 27 gennaio 1945 è la data in cui le truppe sovietiche arrivarono ad Auschwitz, scoprendo l'omonimo campo di concentramento, cinquantacinque anni dopo, nel 2000, è stata scelta questa data per commemorare ogni anno le vittime del nazismo.

Il libro di Bascomb mette in evidenza due aspetti che raramente vengono toccati quando si parla di antisemitismo ai ragazzi: il primo e alquanto intuitivo, è che la fine della seconda guerra mondiale non ha significato la fine dell'ideologia nazista che anzi ha continuato a serpeggiare sia tra chi aveva vissuto la guerra così come tra i giovani, nei paesi europei come in quelli oltre oceano.
Un esempio è l'Argentina: simpatizzante nazista che è uscita dalla sua neutralità politica e si è schierata con gli Alleati solo poco prima della fine della guerra, quando oramai era chiaro che le potenze dell'Asse sarebbero state sconfitte. Il suo appoggio agli Alleati è stata una scelta politica intelligente e durante gli anni dopo la fine della guerra ha aiutato diversi esponenti del partito nazista a nascondersi cambiando identità.
Per questo motivo, la cattura di Eichmann da parte del Mossad è stata un'operazione molto rischiosa da svolgere in completa segretezza.

Il secondo aspetto è l'importanza che ha avuto per il popolo ebraico e il neonato stato di Israele il processo a Eichmann. L'autore infatti scrive: "il processo si rivelò quasi più importante nel campo dell'educazione che in quello della giustizia" perché per la prima volta, dopo il processo di Norimberga, permise ai sopravvissuti di parlare apertamente delle loro esperienze. Fu un processo di educazione per i ragazzi che dovevano conoscere ciò che era stato fatto al popolo ebraico e contemporaneamente Israele legittimava così la nascita del paese, che assumeva quindi il vessillo del rifugio di tutte le vittime del genocidio che era stato commesso.

autore: Neal Bascomb

editore: Giunti editore

I conquistatori

Un bel libro pacifista per bambini della scuola dell'infanzia, che racconta in modo semplice e intuitivo come fece una nazione piccola e disarmata a non farsi conquistare da un Grande Paese che aveva il Cannone.

Sottilmente attuale: le donne del piccolo paese si vestono con lunghi abiti dai colori sgargianti e portano il capo coperto...

 

Si presta ad essere abbinato all'ascolto della canzone Napoleone di Endrigo/Rodari.

autore: David McKee

editoreIl Castoro

Genitori fatti ad arte. Prepararsi all'arrivo di un bambino

Questo libro è un diario, una storia, un prezioso scrigno di suggerimenti, idee, proposte, esercizi, riflessioni che accompagnano e si intrecciano al percorso che ogni donna e ogni uomo fanno nelle 40 settimane di attesa.

Dalla scoperta dell'esistenza di una nuova vita all'emozione del primo vagito.

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