Testati in Officina

Il nostro sito ospita un vivace forum, dove molti genitori si scambiano quotidianamente informazioni, esperienze e consigli.

Le esperienze personali sono un tesoro inestimabile, così è nata l'idea di farne una sintesi che possa essere letta anche da chi non fa parte della Community di Officina Genitori.

Testati in officina è una raccolta di articoli che trattano quei temi che prima o poi ogni genitore si trova ad affrontare, facendo tesoro dell'esperienza e dei suggerimenti di chi ci è già passato, offrendo una rapida carrellata di quelle che possono essere le situazioni e a volte le soluzioni a fronte dei medesimi problemi.

Ericedis.56

Sono una grande sostenitrice del ciuccio. Non so cosa avrei fatto senza la consolazione del ciuccio in certi periodi molto difficili come le malattie, i febbroni o le cadute con tanto di bozzone in testa! 

Il problema del ciuccio, darlo, non darlo, ma soprattutto come toglierlo, è sempre molto sentito e dibattuto tra genitori. Nel nostro forum se ne è parlato molte volte: ecco di seguito alcune testimonianze di genitori che ci sono già passati.

 

Antongiulio Manieri

“Secondo me è fondamentale avere un buon metodo di studio. È tutto lì il segreto di un buon apprendimento, che si porta dietro il vivere serenamente la scuola e rende la vita dei ragazzi più soddisfacente.”

Con l’inizio della scuola, per i ragazzi di tutte le età si rinnova l’impegno con lo studio e con i compiti a casa.

Alla vigilia del nuovo anno scolastico ecco un progetto nuovo che viene dalla Svezia e che è in corso di sperimentazione anche in alcuni licei o scuole superiori in Italia. Si chiama DADA (Didattiche per Ambienti di Apprendimento) e rivaluta il concetto di spazio-scuola inteso come habitat ideale per realizzare con successo il processo di insegnamento-apprendimento. Gli studenti non avranno più un’unica aula dove si susseguono ad ogni cambio di ora insegnanti delle diverse materie. Saranno loro a muoversi per andare nelle rispettive aule di italiano, inglese, matematica, scienze…strutturate e attrezzate appositamente per consentire a uno o due docenti della medesima disciplina di avere tutti i supporti anche di carattere tecnologico, ma non solo, per avviare una didattica attiva. Aule belle anche da un punto di vista estetico, colorate, con scaffalature per libri e audiovisivi, aule che diventano laboratori per coniugare finalmente la teoria con la pratica, aule personalizzate e rese confortevoli dai docenti stessi , aule dotate di rete wifi, computer, lavagne interattive e impianti di videoproiezione e persino banchi modulari che consentano i lavori in gruppo.  Recenti studi di neuroscienze ci dicono che è il movimento il fattore vincente per l’apprendimento, contro la monotonia delle ore sedute ad ascoltare le lezioni. Lo spostamento degli studenti nei corridoi stimola la curiosità, attiva la mente, aiuta i ragazzi ad essere coinvolti in modo attivo rendendo più gradevole la loro esperienza a scuola.

Oggi quando guardo mia figlia, che ha due anni e mezzo, la confondo tra la folla dei coetanei.
Ma per molto tempo non è stato così.
La mia bimba è una ex prematura. 
È nata prima. Una prematurità abbastanza importante, anche se non estrema, che ha fatto sì che la sua nascita fosse diversa.

Recentemente mi è stato chiesta una serata per raccontare di uno dei miei viaggi, è una cosa che non ho mai fatto ma che mi piace e che ho accettato con piacere, ma "come racconto?" mi sono subito chiesta e ho chiesto. "Racconta le persone", mi è stato suggerito, "in fondo i Viaggi - e la maiuscola è voluta - sono fatti di incontri e persone". 

Uno scambio culturale è un'esperienza di vita all'estero, che permette di conoscere una realtà culturale e sociale diversa dalla propria, attraverso la condivisione del vissuto quotidiano. Non è una vacanza studio né un corso di lingua, sebbene alcuni programmi di interscambio prevedano la frequentazione di un intero anno scolastico, offrendo quindi la possibilità di imparare anche la lingua del paese ospitante.

Asino chi legge

Se scrivo, soffro, dice Irene, 16 anni. Mi piace, è rilassante ma se insisto soffro. Perché scavo e scavo. Alessandra, invece, fa il liceo "Psicopedagogico", e si indigna perché tutte le compagne votano come rappresentanti di scuola i pochi maschi, dell'unica classe dello Scientifico. Sara legge Bakunin e sa di essere diversa. Mosche bianche, perle rare che si annidano tra le pareti cadenti, tra i brutti casermoni di cemento della scuola italiana.

Si stringe il cuore a leggere Antonella Cilento, che racconta con passione l'esperienza dei suoi laboratori di scrittura creativa tenuti come Esperto Esterno nelle scuole pubbliche italiane. Nell'insegnare scrittura "mostro tecniche che la scuola non insegna, risolvo problemi di relazione, riporto i ragazzi alla lettura, suggerisco letture a insegnanti che non leggono o non sanno bene come orizzontarsi tra i libri, a volte riporto anche ragazzi che hanno abbandonato l'obbligo a scuola", scrive. Il quadro che ne emerge non è molto diverso se a seguire i laboratori sono i ragazzi di una media della periferia di Napoli o del liceo bene della città o di una bella scuola di Bolzano: si, diverso l'ambiente, ma ovunque si nota la stessa povertà culturale di fondo, l'incapacità di concentrarsi per più di 5 minuti fosse anche guardare un film di Hitchocock (che per altro non conoscono) gli stessi "sogni diventati sintetici o semplicemente estinti". Ma la lettura, la passione, per fortuna, si trasmettono e quasi sempre ne emerge profonda soddisfazione per un lavoro così impegnativo, e poco gratificante in termini economici e di riconoscimenti. Abbiamo allora un problema, almeno in Italia. Lo sapevamo già, d'altronde, però non è irrisolvibile se poi emerge della vera poesia in qualche incipit di ragazzine che sanno raccontare uno stato d'animo in maniera struggente, o un idraulico descrive in maniera suggestiva gli attrezzi blu del suo lavoro. Ma viva i ragazzi, scrive Cilento, perché non è certo colpa loro. Troppo spesso inascoltati, sia che abbiano in tasca troppi soldi, sia che vivano nell'indigenza dei quartieri più malfamati e abbandonati.

Questi ragazzi crescono con l'idea che sia facile ottenere ciò che si vuole, che conta l'apparire, dove tutto si può improvvisare: mentalità che hanno appreso dagli adulti, anche dagli stessi insegnanti che improvvisano laboratori, teatri come se la tecnica, la professionalità non contassero. E naturalmente colpa è anche dei genitori, sempre di fretta, che fanno al posto dei figli, piuttosto che aspettare che facciano e magari sbaglino, che li proteggono dalle frustrazioni, dalla disciplina e rigore, dove disciplina non è intesa con ordine precisione obbedienza, fare i compiti, ma applicazione, imparare con passione, impegno e metodicità.

Allora, in un'Italia che non legge se non il best seller del momento o il giallo dove c'è una rivelazione in ogni riga altrimenti ci si annoia, queste persone riscoprono il "piacere degli asinI" quello della lettura, perché come si fa a scrivere senza leggere? La letteratura, i racconti, le storie, sono come internet, scrive Cilento, è avere relazioni, scoprire che prima di te tanti altri hanno sofferto, pianto, amato. E dopo aver scoperto il piacere di leggere ci si accorge che scrivere "è una disciplina , è accorgesi del tempo, lasciarlo andare, ritmare il lavoro.
È un balsamo per l'anima. Abbiamo bisogno di tutto questo, ne abbiamo bisogno noi per poter aiutare i nostri ragazzi, ne abbiamo bisogno per indignarci, per non accettare le apparenze e andare oltre.

Paola Crisafulli per Officina Genitori

Il cammino dei diritti

Questo libro illustrato racconta in molto semplice ed immediato del lunghissimo percorso che in tutto il mondo uomini e donne di epoche diverse hanno fatto, nel riconoscimento dei diritti umani. Quando è stato, e dove è stato, che un Paese ha detto no ad una barbaria illuminando la strada non solo ai propri cittadini, ma anche al resto del mondo, perché potesse seguire il suo esempio?

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Io mangio come voi

63 ricette gustose per mangiare bene da 6 mesi a 99 anni

Dai 6 mesi i bimbi iniziano ad assaggiare il cibo dei grandi, ma con omogeneizzati e minestrine non sempre lo fanno con piacere. Perché non iniziare subito a proporre loro dei cibi sani, semplici da preparare, ma allo stesso tempo gustosi e adatti a tutta la famiglia?

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