Sulle tracce di...


Vite e storie


Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni.

Eleanor Roosevelt


Qual è quel bambino che non si è divertito a saltellare sulle orme lasciate dal proprio genitore sulla spiaggia? E qual è quell'adulto che non ama seguire e ripercorrere le tracce dell'autore, musicista, pedagogo, sociologo preferito?

In queste pagine vogliamo offrire un momento di approfondimento, uno sguardo ravvicinato su chi, attraverso le proprie opere, il proprio lavoro, o il solo esempio, ha lasciato un segno nel mondo.

Questa sezione del sito ci invita a soffermarci su alcune figure del passato e del presente che vogliamo ricordare o semplicemente conoscere meglio.

Foto di Aung San Suu Kyi

La ricerca di democrazia in Birmania è la lotta di un popolo per vivere una vita piena e significativa come membro libero ed eguale della comunità mondiale. È una caratteristica dello sforzo incessante dell'uomo per dimostrare che lo spirito umano può trascendere i difetti della sua stessa natura.


Sono parole scritte nel 1989 da Suu Kyi, la voce coraggiosa della Birmania, in un saggio che avrebbe dovuto essere raccolto in un volume sui diritti umani e la democrazia, ma che non riuscì a completare perché fu arrestata.

Foto di bambino che gioca

Se si abolisse non solo il nome, ma anche il concetto comune di "metodo" per sostituirvi un’altra indicazione, se parlassimo di "un aiuto" affinché la personalità umana possa conquistare la sua indipendenza, di un mezzo per liberarla dall’oppressione dei pregiudizi antichi sulla educazione, allora tutto si farebbe chiaro.
È la personalità umana e non un metodo di educazione che bisogna considerare: è la difesa del bambino, il riconoscimento scientifico della sua natura, la proclamazione dei suoi diritti che deve sostituire gli spezzettati modi di concepire l’educazione.

(Maria Montessori, Formazione dell’uomo)

Quattro anni sono pochi ma, evidentemente, abbastanza perché un bambino sia venduto come schiavo da suo padre per dodici dollari. Così inizia l'odissea di Iqbal Masih bambino pakistano, nato nel 1983, diventato simbolo della lotta al lavoro minorile in tutto il mondo. 


Incatenato al telaio, sedici ore al giorno, per il compenso di una rupia al giorno, ha trascorso così più di dieci anni, subendo maltrattamenti inimmaginabili insieme a molti altri bambini, sfruttati solo per le mani, piccole e agili, che permettono loro di intrecciare tappeti di grande valore. 
Finalmente il Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato riesce, attraverso i propri avvocati, ad affrancarlo dall'industria tessile che l'aveva imprigionato. Eshan Ullah Khan stesso, responsabile del fronte, lo trova appeso in un pozzo, una delle tante punizioni per non aver lavorato abbastanza in fretta. Iqbal, scappando di nascosto, era riuscito a parlare di sé e di tutti i bambini, prigionieri con lui durante una manifestazione contro lo sfruttamento minorile, e da allora il Fronte di Liberazione cercava di aiutarlo. 
Da quel momento viene protetto e avviato allo studio, continuando tuttavia a partecipare a manifestazioni in tutto il mondo, per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla sorte di migliaia di bambini venduti e comprati per pochi centesimi. 
Ma la sua presenza sui media di tutto il mondo, la sua stessa fisicità, così provata dai lunghi anni al telaio, che hanno compromesso la normale crescita corporea, è troppo scomoda per le industrie tessili del Pakistan. Il sedici aprile del 1995 viene ucciso mentre gioca davanti alla sua casa. 
La polizia pakistana, chiaramente collusa con la "mafia dei tappeti", archivia il caso come conseguenza di una lite con un contadino. 
"Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite", queste le sue parole gridate al mondo. 
Non dimentichiamolo. 

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Lasciò un segno nel campo della medicina e come studioso della storia di questa scienza. Un segno, infine, come studioso di Stendhal di rilievo internazionale.

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Rodari nascondeva in ognuno dei suoi personaggi un fondo di verità e con Alice il nostro favoloso Gianni sembra valorizzare la curiosità, che è una delle stupende, preziose qualità dell'infanzia."

 

autore: Gianni Rodari

editore: Einaudi Ragazzi