Sulle tracce di...


Vite e storie


Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni.

Eleanor Roosevelt


Qual è quel bambino che non si è divertito a saltellare sulle orme lasciate dal proprio genitore sulla spiaggia? E qual è quell'adulto che non ama seguire e ripercorrere le tracce dell'autore, musicista, pedagogo, sociologo preferito?

In queste pagine vogliamo offrire un momento di approfondimento, uno sguardo ravvicinato su chi, attraverso le proprie opere, il proprio lavoro, o il solo esempio, ha lasciato un segno nel mondo.

Questa sezione del sito ci invita a soffermarci su alcune figure del passato e del presente che vogliamo ricordare o semplicemente conoscere meglio.

Foto di Mario Lodi

Mario Lodi nacque nel 1922 a Piadena (Cremona) e si diplomò all'Istituto Magistrale di Cremona nel 1940. 
Nel 1948 venne nominato maestro di ruolo nella scuola elementare di San Giovanni in Croce, dove cominciò a scoprire le capacità creative dei bambini. 

Foto di Thomas Sankara

Il 15 Ottobre 1987 veniva assassinato Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso. E forse, in un’Africa abituata e rassegnata ad essere governata da fantocci dell’Occidente, da élite corrotte e supine ai dettami delle istituzioni economici internazionali, era prevedibile che andasse a finire così.

Perchè Sankara era un vero rivoluzionario che aveva a cuore il bene e il progresso del suo popolo e dell’Africa tutta.

Foto di Pinin Carpi

Era pieno di talenti Pinin Carpi: scriveva, dipingeva, illustrava... Nella sua vastissima opera dedicata ai bambini vi è anche una enciclopedia dal titolo Il mondo dei bambini, ed è proprio nell’introduzione a questa che ritroviamo in sintesi lo spirito che caratterizza tutta la produzione di Carpi: Vorremmo fare un patto con voi: come tutti, grandi e piccoli, avete il diritto di giudicare ogni cosa, di dire se la trovate giusta o sbagliata. Quindi considerate sempre che quello che vi diciamo è ciò che pensiamo noi, ma che voi potete pensarla in un modo completamente diverso.

Immagine di un quadro

Severo censore dei costumi africani, Peter Maurice Wanjau racconta nei suoi quadri l’orrore della fame e delle sopraffazioni e la brutalità dell’infibulazione. Nel villaggio in cui vive, in Kenya, è anche responsabile della Salute e ha visto morire un gran numero di bambine. Le sue tele oggi sono quotate 10.000 euro l’una, eppure lui usa ancora colori sfumati per risparmiare, per non dimenticare le sue povere origini e per non distogliere lo sguardo dalle sofferenze della sua gente e soprattutto dei bambini che soffrono la fame e subiscono l’infibulazione.

Foto di Falcone e Borsellino

Nasce a Palermo nel 1940, la sua Palermo, la città che lo vedrà muovere i primi passi verso la sua carriera da magistrato dopo la laurea in giurisprudenza.

Dal 1975 a fianco di Rocco Chinnici comincia la sua strenua lotta contro la mafia, inarrestabile e indefessa fino alla fine dei suoi giorni.

Foto di Clown

“C’era una volta un clown con le tasche sempre piene di nasi rossi per far sorridere la gente…”

Il Clown di questa favola è Miloud Oukili, nato a Parigi nel 1972 da madre francese e padre algerino, che nel 1992 arriva a Bucarest per una tournée e incontra per la prima volta i bambini delle strade di Bucarest.

Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé

A quale prezzo psicologico si ottiene un "bravo bambino"? Di quali sottili violenze è capace l'amore materno? Per l'autrice, il dramma del "bambino dotato" - il bambino che è l'orgoglio dei suoi genitori - ha origine nella sua capacità di cogliere i bisogni inconsci dei genitori e di adattarvisi, mettendo a tacere i suoi sentimenti più spontanei (la rabbia, l'indignazione, la paura, l'invidia) che risultano inaccettabili ai "grandi".

Sono passati diciassette anni da quando è uscita la prima edizione di questo libro, in cui Alice Miller analizza cosa capita dal punto di vista neurobiologico ai bambini che non hanno avuto la possibilità di sviluppare la loro vita emotiva. Non bambini in evidente stato di abbandono, ma piccoli con un'apparente infanzia felice alle spalle. Bimbi che già a un anno sapevano stare senza pannolino, che hanno imparato presto ad accudire i propri fratellini. La strada è riuscire a vivere e a far vivere le proprie emozioni e questo libro certamente aiuta a riviverle, anche chi un bambino dotato forse lo è stato davvero.

autore: Alice Miller (traduzione di M. A. Massinello)

editore: Bollati Boringhieri

Un computer dal cuore saggio. Considerazioni educative sull’uso consapevole del computer e della rete

Scrivere una fiaba su sicurezza in internet e minori è stato un  percorso  condiviso con Mauro Ozenda esperto in materia e collaboratore  della associazione Mani colorate.

Si sono toccate tematiche delicate come la  potenzialità della rete, il rispetto e  il significato della “Netiquette”  ma anche rischi e pericoli quali la pedopornografia, cyberbullismo,  sexting, sicurezza, tutela della privacy, etc.

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I No che aiutano a crescere

A prima vista si può pensare che questo libro presenti il "No" come strumento educativo e non come conseguenza di un normale rapporto tra le persone.

Almeno, così pare leggendo la quarta di copertina:
Un neonato strilla, un bambino vampirizza la madre, un adolescente sta fuori fino a notte fonda. Per paura di frustrarli, i genitori spesso rinunciano a educare i figli, a riconoscere i confini tra l'io e il mondo, a controllare gli impulsi, a dominare l'ansia, a sopportare le avversità. Nelle famiglie si creano cosi situazioni di disagio per la semplice incapacità di dire un no. Dovrebbe essere ovvio che in certi casi bisogna dire di no, eppure l'opinione comune è che sia meglio dire di sì. Non saper negare o vietare qualcosa al momento giusto può pero avere conseguenze negative sulla relazione tra genitori e figli, come anche sullo sviluppo della personalità dei bambini.

In realtà, il libro è un'analisi lucida e profonda del comportamento dei bambini dalla nascita all'adolescenza e del loro rapporto con i genitori. I "No" e i limiti non sono solo quelli che il genitore dice al bambino, ma sono soprattutto quelli che il genitore impara a dire a se stesso per favorire la crescita del figlio. Le ragioni del bambino sono sempre tenute in considerazione, come pure l'interazione madre-figlio. I limiti sono anche per la madre, quando non sa accettare che il figlio possa essere diverso da come lei se lo immagina, quando non accetta che possa essere autonomo, o quando interferisce con il ritmo e le sue modalità di apprendimento.

È pieno di ottimi spunti e di buon senso e, a dispetto del titolo, non è affatto un incoraggiamento a una revisione autoritaria del ruolo genitoriale.

autore: Asha Phillips (traduzione L. Cornalba)

editore: Feltrinelli