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La retorica della maternità

15/09/2018 11:53 #1 da mamma gatta
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    www.periodof...la-maternita

    Un'amica che ha avuto da poco un figlio, ha postato su Facebook questo articolo, aggiungendo che la cultura della maternità è ancora troppo fiocchetti e body puliti e che quando ti ci trovi in mezzo, rischi di restare spiazzata. E che è tutto ancora molto, troppo sulle spalle delle madri.

    Sono passati anni, ma ricordo ancora quel senso di spaesamento provato, ricordo bene che trovare voi, su Mep, fu come aggrapparsi ad una zattera durante un naufragio.

    Leggere che diciassette anni dopo poco è cambiato e che il supporto alla genitorialità è ancora insufficiente, non mi rende certo felice.
    Cosa ne pensate?

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    17/09/2018 08:16 #2 da frinz
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    Dico solo che quando sono rientrata al lavoro ho "respirato". Questo con tutti i sensi di colpa legati al fatto che lasciavo le pargole senza di me (con la prima figlia sono rientrata che aveva 4 mesi).
    La frase "la maternità è sacra" è quanto mai vera in questa società, dove per sacra si intende solo l'immagine che se ne vuole rendere agli occhi della collettività dato che se fosse ritenuta davvero "sacra" le madri non sarebbero costrette a sentirsi sempre inadeguate ma potrebbero viverla come quello che è, un momento della vita durante il quale si ha più bisogno di aiuto e sostegno sia fisico che emotivo. E che non è vero che l'istinto materno colma l'inesperienza. Io da inesperta non ho avuto nessun aiuto dall'istinto, mi ha aiutato solo il confronto e in questo devo ringraziare la comunità POL che ho scoperto proprio perchè cercavo aiuto alla mia incapacità di capire cosa fare con mia figlia. Bisognerebbe far passare di più il messaggio che come tutte le cose, anche la maternità necessita di un confronto e di un momento di apprendimento che può essere ottenuto solo se non ci si isola.

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    17/09/2018 08:31 #3 da serafina
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    Io arrivavo a invidiare mio marito perché stava tra adulti. E c’è da dire che ho avuto una bimba non problematica che ha sempre dormito e che si è ammalata per la prima volta a 18 mesi, quindi “facile”. E anche che sono tornata al lavoro ai suoi tre mesi, anche se solo per due gg alla settimana. Tuttavia quel senso di isolamento me lo ricordo bene.

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    17/09/2018 09:05 #4 da bulsi
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    Il primo mese ero in preda al panico. Ogni cosa mi sembrava insormontabile. Mi demoralizzavo con nulla, per una cacca liquida, per il latte scarso, per le nottate in bianco.
    Mi sembrava di scalare l'everest, evidentemente non c'ero con il cervello.
    Sulla carta sapevo tutto, in realtà , quello che non sapevo, era che dovevo stare calma e che ogni piccolo problema si sarebbe risolto.
    Mi sentivo inadeguata e mi sentivo giudicata, cosa che in realtà era solo nella mia testa.
    Con il primo figlio non ho mai provato a mollarlo, probabilmente perché ero piena di sensi di colpa. Invece con gli altri 2 sono tornata al lavoro con molta gioia e senza sentirmi una cacca umana. In fin dei conti non poteva annullarmi come persona, avevo il diritto di sentirmi bene anch'io.

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    17/09/2018 09:08 #5 da bulsi
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    E comunque conosco un sacco di pettegole sempre pronte a guardare che mamme sono le altre.
    Le aspetto tutte al varco

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    17/09/2018 09:10 #6 da laurahd
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    penso proprio di essere stata "salvata" dal mio essere profondamente anticasalinga gia' allora...
    quindi avevo gia' aiuto a pagamento per la casa (il che secondo me e' essenziale per non sprofondare nel tran tran pulisco casa guardo il bambino pulisco casa guardo il bambino etc )
    e poi da subito ho mollato il figlio a cani e porci...del resto ho sempre pensato che se riuscivo a badargli io ci sarebbe riuscito quasi chiunque ;-)

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    17/09/2018 09:28 #7 da silvi_a
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    laurahd ha scritto: ..del resto ho sempre pensato che se riuscivo a badargli io ci sarebbe riuscito quasi chiunque ;-)


    :-D

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    17/09/2018 09:34 - 17/09/2018 09:36 #8 da laseiv
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    mamma gatta ha scritto: Leggere che diciassette anni dopo poco è cambiato e che il supporto alla genitorialità è ancora insufficiente, non mi rende certo felice.
    Cosa ne pensate?

    personalmente in questi anni ho percepito un cambiamento nella tiritera mamma/gioia/appagamentototale/istinto garantito/fiocchetti
    ho incrociato articoli e libri che davano un taglio molto più realistico al tutto, poi non ho troppo approfondito perchè fuiori dal tunnel ma quando mi è capitato di parlare con giovani neomamme le ho trovate più reattive e serene, soprattutto più realistiche per cui pronte a vedere e ammettere le difficoltà, primo passo per cercare un confronto
    e come noi siamo approdate sul vecchio forum suppongo oggi il web offra non poche occasioni per condividere

    che poi la solitudine la ricordo eccome (che poi avendo tre figli in cinque anni i tempi di lavoro sono stati ridotti assai) ma in primis il perenne vuoto da inadeguatezza (ma questo è legato al mio vissuto)
    ho risolto trascorrendo ore al parco dove ho conosciuto altre mamme, i figli sono entrati al nido a nove mesi e ancora frequentano alcuni vecchi compagni e io le madri, poi il forum....insomma la rete l'ho cercata e l'ho trovata e ho poi tentato di contribuirvi
    una giovane amica mi ha ringraziata per un banale consiglio pratico offertole a luglio...ancora ricordo la bella donna che lo diede a me nell'estate del 99...

    oggi poi le giovani mamme oltre alle mille occasioni di confronto hanno il cellulare
    ecco, qui mi coglie la tristezza totale
    le osservo spingere passeggini, sedersi sulla panchina, continuare nel proprio cicaleccio magari anche arricchente e interessante lasciando sempre meno spazio al figlio, tirando su e giù da uno scivolo con sguardo assente, passare una merenda in modo quasi inconsapevole...l'orecchio sempre altrove
    devo essere proprio vecchia per ritrovarmi così petulante e criticona
    è che non riesco a mettere in parole la differenza che sento.... i miei razzolavano felici a quattro zampe nella zona bimbi del parco, non gli stavo appiccicata al naso ma li osservavo perchè erano interessanti e divertenti, tra una chiacchiera e l'altra con la mamma o la nonna di turno...ma eravamo dentro il contesto

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    17/09/2018 09:36 #9 da silvi_a
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    Mah, con l'età inizio a pensare che anche questa sia una delle cose nelle quali spesso ci imprigioniamo da sole vincolandoci agli stereotipi, purtroppo in tante cose ci mancano proprio le basi della sicurezza in noi stesse.
    Io comunque vivo il rammarico opposto, di non esseremi goduta per nulla la primissima infanzia di mio figlio per la pretesa sociale opposta e cioè di essere una professionista all'altezza.
    Ho lavorato letteralmente fino al giorno prima di partorire e sono rientrata full time quando G. aveva tre settimane, quando aveva una settimana telefonavo ai clienti con lui attaccato alla tetta .. metà del mio cervello pensava al cliente l'altra agli studi sull'autismo causati dal mancato contatto visivo durante l'allattamento :roll:

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    17/09/2018 09:43 #10 da mamma gatta
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    laseiv ha scritto:


    oggi poi le giovani mamme oltre alle mille occasioni di confronto hanno il cellulare
    ecco, qui mi coglie la tristezza totale
    le osservo spingere passeggini, sedersi sulla panchina, continuare nel proprio cicaleccio magari anche arricchente e interessante lasciando sempre meno spazio al figlio, tirando su e giù da uno scivolo con sguardo assente, passare una merenda in modo quasi inconsapevole...l'orecchio sempre altrove
    devo essere proprio vecchia per ritrovarmi così petulante e criticona
    è che non riesco a mettere in parole la differenza che sento.... i miei razzolavano felici a quattro zampe nella zona bimbi del parco, non gli stavo appiccicata al naso ma li osservavo perchè erano interessanti e divertenti, tra una chiacchiera e l'altra con la mamma o la nonna di turno...ma eravamo dentro il contesto


    Si, vedo anch'io genitori così, ma ne vedo anche altri attenti ed interessati a scambi con i figli piccoli. Ma hai ragione, il cellulare ci distrae troppo dalla realtà che ci circonda ed è un altro aspetto importante.

    Ma davvero mi ha colpito leggere a diciassette anni di distanza, una donna che ha la stessa età che avevo io quando è nato mio figlio, esprimere un disagio simile al mio di allora. Una donna intelligente, colta e sicuramente non priva di supporto sociale.

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    17/09/2018 09:46 #11 da stefybbb
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    La mia fortuna, credo, è stata quella di avere mamma come vicina di casa e il suo aiuto è stato importante dal punto di vista pratico.
    Emotivamente ero serena, sciallissima direi. Fib troppo, a sentire mamma.
    Martina era un tesoro anche se rompiscatole e amavo fare la mamma in aspettativa, me la sono goduta tanto.
    C'era mamma, lei andava al nido, pagavo una baby sitter, lavoravo.
    Poi è nato il mio Cicciobello ed è andata benissimo fino a quando lui ha compiuto un anno.
    Poi lei è morta.
    Io non ho quasi nemmeno avuto il tempo di elaborare il lutto, dovevo riorganizzarmi.
    Alby ha cominciato a manifestare i primi problemi, poco dopo anche la marty. A due anni la diagnosi del cuore di lui e della disartria, la logopedia, la psicomotricità, ricordo come un incubo il periodo in cui lavoravo, uscivo di corsa e li prendevo entrambi per portarli dalla psicomotricista perchè anche lei manifestava le prime avvisaglie (col senno di poi) alle 7 di sera li avevo appesi alle braccia agitatissimi... beh insomma è stato un crescendo.
    Non erano il genere di bambini che potevi lasciare a chiunque ma in qualche modo me la sono cavata.
    Insomma al solito sono la voce fuori dal coro...

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    17/09/2018 10:54 - 17/09/2018 11:31 #12 da megg
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    Io sinceramente non avevo per niente una idea idilliaca della maternita`, anzi, infatti ho partorico a 36 anni :-)
    Ricordo ancora che al test di gravidanza positivo ero terrorizzata. Mi tranquillizzo` mio papa`, dicendomi che la sua paternita` era stata la cosa piu` importante per lui, quella che aveva dato un senso alla sua vita.
    Io lavoravo in un ambiente in cui le donne fanno il primo figlio a 40 anni o quasi, e restano al lavoro fino al giorno prima di entrare in sala parto, o quasi. Ero sicura che avrei fatto lo stesso, in fopndo ero "giovane" rispetto alla maggioranza. Quindi sentirmi definire "primipara attempata" alla prima ecografia, mi fece una certa impressione (e allora le mie colleghe? mi chiesi). Andai alla ecografia di controllo successiva all'amniocentesi da sola in macchina, convinta di proseguire da li` verso il lavoro.... peccato che invece mi intimarono di mettermi a letto perche` avevo il collo dell'utero accorciato e rischiavo il cerchiaggio. In un impeto di ottimisto, non ho voluto prendere la maternita` anticipata (tanto avevo un sacco di ferie arretrate da smaltire, era agosto). In settembre mi hanno detto che mi potevo si` alzare dal letto, ma che di andare a lavorare non se ne parlava proprio. Ai primi di novembre e` cominciato l'incubo: si e` alzata la pressione, a meta` novembre mi hanno ricoverato sotto terapia farmacologica, e sono rimasta in ospedale fino alla data del parto, il 6 gennaio, quasi senza interruzioni....
    Quindi quando e` nata mia figlia ero gia` abbastanza provata. Mia figlia e` nata a fine gestazione ma relativamente "piccola", perche` la mia placenta non la alimentava a dovere. Il mio scrupoloso pediatra non perdeva occasione per terrorizzarmi ("la bambina ha bisogno di crescere, se il tuo latte non basta, poche storie e diamo la giunta (del resto alla tua eta` difficile che il latte materno basti)", io non volevo dare forfait, ed e` cominciato l'altro incubo, quello della doppia pesata. "Questa bambina non cresce abbastanza.... MOLTO STRANO", e io mi facevo dei film dell'orrore dentro, "Fino a che non arriva a 3 chili, non possiamo abbassare la guardia, e mi raccomando, e` gennaio, fino a quel momento non portatela fuori"). Mia figlia ha raggiunto i 3 chili a fine gennaio, esattamente il giorno del mio compleanno. Ricordo una splendida giornata di sole, e un mio pianto infinito, liberatorio. L'ho sempre considerato il regalo piu` bello che mia figlia potesse farmi.

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    17/09/2018 11:23 #13 da silvi_a
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    Ah la visione idilliaca ante maternità non l'avevo nemmeno io, figuraimoci se pessimista come sono non prevedessi già anni di notti insonni, ragadi al seno, coliche micidiali ..

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    17/09/2018 11:43 #14 da megg
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    I primi sei mesi di mia figlia non ve li racconto in dettaglio, era anche una bambina buona, non piangeva mai e sorrideva gia` da piccolissima... peccato che non volesse mai mangiare..... le poche volte in cui mangiava un po` piu` del suo solito, poi vomitava immediatamente. Cresceva in altezza ma non in peso, era a percentili sempre piu` bassi. Il mio scrupoloso pediatra le fece fare esami di tutti i tipi, comprese un paio di valutazioni in neuropsichiatria infantile,dai quali non emerse mai niente. Io sono rientrata al lavoro quando ha compiuto 4 mesi. Avevo i miei splendidi genitori a cui lasciarla, se non lo avessi fatto sarei impazzita. POL fu la mia ancora di salvezza, scoprii un mondo, anche di problemi veri, in confronto ai quali pulire il vomito non mi sembro` piu` cosi` pesante.
    Quando ha compiuto otto mesi qualcosa come per incanto si e` sbloccato, e` rifiorita, ha cominciato a mangiare e a crescere, a nove mesi stava in piedi, a 12 camminava perfettamente, io ero sempre piu` innamorata di lei, e cominciavo a desiderare un altro figlio.... credo che sia stato l'unico momento della mia vita in cui e` prevalso in me l'istinto materno, proprio quello promordiale del desiderio di procreazione che ha impedito l'estinzione della specie.

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    17/09/2018 13:12 #15 da


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    Io ho sempre saputo di non essere particolarmente adatta ai bambini piccoli, e non mi sono mai fatta scrupolo di ricorrere alla baby sitter anche quando ero in maternità, solo così sono riuscita a mantenere un minimo equilibrio mentale, anche perché le mie figlie hanno solo 17 mesi di differenza. Non mi sono mai sentita inadeguata a dire il vero, ho fatto del mio meglio senza star li a chiedermi troppo, e alla fine per me ha funzionato. Ecco, mi piace molto di più fare la mamma oggi con le figlie adolescenti, mi divertono tantissimo, mentre quando erano piccoline devo dire che mi annoiavo abbastanza!

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    17/09/2018 18:19 #16 da kabuki
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    silvi_a ha scritto: MHo lavorato letteralmente fino al giorno prima di partorire e sono rientrata full time quando G. aveva tre settimane, quando aveva una settimana telefonavo ai clienti con lui attaccato alla tetta .. metà del mio cervello pensava al cliente l'altra agli studi sull'autismo causati dal mancato contatto visivo durante l'allattamento :roll:


    idem. La variante è che loro sono nati entrambi in inverno (dicembre e febbraio) e durante la prima estate di ognuno dei due, ho lavorato mezza giornata e l'altra mezza li portavo al mare.
    C'è da dire che mi sfiniva più il tran tran giochi_ pannolino con sabbia- protezioni solari- bagnetto accurato- pappa- antizanzare- culla, del lavoro:-D

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    17/09/2018 18:36 #17 da losbanos
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    Io credo che molto dipenda dal carattere e dalla fortuna. O forse da una sorta di menefreghismo o di incoscienza. Oggi credo ci sia più attenzione a molti aspetti della maternità, anche perché i social sono una sorta di vetrina. Ma anche un approccio differente da parte di medici, ostetriche e operatori del ramo. Vedo oggi che mia figlia sta seguendo un corso pre-parto, c'è anche un sacco di fuffa, diciamolo.
    Io ho avuto il primo figlio giovanissima, credo che molte paranoie me lo sono risparmiate grazie all'età. E poi ho avuto la stragrande fortuna di non dover pensare agli orari lavorativi e avevo parecchie amiche anche loro con bambini piccoli. Insomma mi è andata di lusso.

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    17/09/2018 18:39 #18 da kabuki
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    cmq io non sono mai uscita dalla retorica della maternità
    avevo un ex marito che mentalmente pareva mio nonno e tutt'ora ho una madre per cui come madre sono sempre "insufficiente".
    Solo che ora me ne frego alla grande...

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    17/09/2018 18:53 #19 da silvi_a
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    losbanos ha scritto: Oggi credo ci sia più attenzione a molti aspetti della maternità, anche perché i social sono una sorta di vetrina.


    Questo lo credo anche io, si deve essere performanti e d'immagine anche con tre ore di sonno addosso.

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    17/09/2018 19:24 #20 da silvi_a
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    Invece devo dare atto a mio marito di avermi sempre affiancata lealmente, da lui non mi è mai venuta alcuna critica o recriminazione, come spesso mi capita il senso di inadeguatezza si annida nella mia stessa testa.

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    19/09/2018 03:38 #21 da gabbianella
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    mamma gatta ha scritto: www.periodof...la-maternita

    Un'amica che ha avuto da poco un figlio, ha postato su Facebook questo articolo, aggiungendo che la cultura della maternità è ancora troppo fiocchetti e body puliti e che quando ti ci trovi in mezzo, rischi di restare spiazzata. E che è tutto ancora molto, troppo sulle spalle delle madri.

    Sono passati anni, ma ricordo ancora quel senso di spaesamento provato, ricordo bene che trovare voi, su Mep, fu come aggrapparsi ad una zattera durante un naufragio.

    Leggere che diciassette anni dopo poco è cambiato e che il supporto alla genitorialità è ancora insufficiente, non mi rende certo felice.
    Cosa ne pensate?


    15 anni fa ero veramente spaesata con un.bimbo che non cresceva con una diagnosi di RGE....Zantac da somministrare, una paura trenenda e un marito ansioso al cubo, aiuti zero!
    Poi ho trovato voi, scrivevate tantissimo, ma tante avevano bimbi con l RGE, Non ho avuto il coraggio di scriversi ma leggevo tantissimo
    Solo a leggervi mi consolavo, pensai.se ce l han fatta loro ce la faremo anche noi ad arrivare all anno e stare meglio......

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    19/09/2018 08:15 #22 da mamma gatta
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    Bentornata gabbianella!

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    19/09/2018 09:38 #23 da laseiv
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    gabbianella ha scritto: un.bimbo che non cresceva con una diagnosi di RGE....Zantac da somministrare..

    avevo rimosso la parola Zantac....che fatica e quanti pianti :cry:

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    19/09/2018 09:49 #24 da silvi_a
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    Gasp ...il reflusso, tu e aloha mi avete salvata.

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    19/09/2018 10:22 #25 da gabbianella
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    mamma gatta ha scritto: Bentornata gabbianella!


    Grazie!

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